Roberto Fico rompe gli indugi e rimette al centro dell’agenda politica il nuovo reddito di cittadinanza campano. Lo fa da Napoli, nel rione Luzzatti, scegliendo un luogo simbolico per rilanciare una misura che punta a diventare uno dei pilastri del nuovo welfare regionale. Il progetto, assicurano da Palazzo Santa Lucia, non è più soltanto un’idea da campagna elettorale. Di fatto, il cantiere è aperto. La macchina amministrativa è già al lavoro per costruire uno strumento destinato a sostenere chi si trova in condizioni di estrema fragilità economica.
L’obiettivo, spiegano dalla Regione, è evitare le distorsioni che hanno accompagnato negli anni il vecchio reddito di cittadinanza nazionale. Per questo motivo la nuova misura dovrebbe essere certificata dall’Inps e riservata esclusivamente a chi non dispone di altre fonti di reddito. Fico ha scelto di affrontare il tema durante l’inaugurazione della nuova sede del collocamento mirato di via Murialdo, presidio dedicato all’inserimento lavorativo di categorie protette, disabili e familiari di vittime sul lavoro. In questo contesto il presidente della Regione ha utilizzato l’occasione per ribadire la sua idea di welfare. Sostegno economico sì, ma strettamente collegato al lavoro.
“Le opportunità vanno create”, è il messaggio lanciato dal governatore, che ha rivendicato il lavoro svolto dai centri per l’impiego e gli investimenti regionali destinati alle imprese e all’occupazione.
La nuova misura, nelle intenzioni della giunta, dovrebbe quindi affiancare gli strumenti già esistenti per favorire il reinserimento lavorativo. L’obiettivo è evitare che il sussidio diventi un semplice intervento assistenziale. Tuttavia, il ritorno del tema reddito di cittadinanza ha immediatamente riacceso lo scontro politico. Il centrodestra prepara già la controffensiva in Consiglio regionale. Inoltre, punta su Gennaro Sangiuliano come riferimento politico della sfida in aula.
Le opposizioni parlano di “assistenzialismo” e accusano Fico di voler riproporre un modello che, secondo il centrodestra, in passato non avrebbe prodotto occupazione stabile. La Lega attacca apertamente il progetto, sostenendo che la priorità dovrebbe essere una strategia industriale capace di creare lavoro vero e non nuove forme di sostegno pubblico. Per il governatore, però, la partita è soprattutto politica. Dopo la vittoria alle regionali, Fico vuole imprimere una direzione chiara alla sua amministrazione. Lui punta su welfare, salario minimo negli appalti e politiche sociali come marchio distintivo della nuova stagione regionale.
Ed è proprio il nuovo reddito campano che rischia ora di diventare il terreno di scontro principale tra maggioranza e opposizione. Da una parte c’è il modello sociale rivendicato dal presidente della Regione. Dall’altra il centrodestra promette battaglia contro quella che definisce una nuova stagione di assistenzialismo. Il confronto è appena iniziato, ma in Campania il tema del sostegno al reddito è già tornato al centro della scena politica.



