Il 10 aprile 2026 segna un momento importante nel percorso artistico di Anna Felicetta Cosentino, poetessa lucana che, dopo anni dedicati alla parola scritta, approda per la prima volta alla musica. Per Cosentino, Musica e poesia finalmente si incontrano. Il suo debutto discografico arriva con il singolo “Anche nel freddo che ho trovato”, un brano intenso e profondamente personale nato dalla trasformazione in canzone di una poesia dedicata al padre, figura centrale nella sua vita e nella sua produzione artistica, scomparsa quando l’autrice era ancora bambina.
Originaria di Lauria, in provincia di Potenza, Cosentino è una poetessa autodidatta che ha costruito il proprio percorso creativo partendo da un’urgenza autentica: dare forma al dolore e alla memoria, trasformandoli in espressioni di bellezza. Nei suoi versi convivono delicatezza e forza, spiritualità e concretezza, in un equilibrio che racconta il desiderio di luce senza mai perdere il contatto con la fragilità umana. La figura del padre attraversa la sua opera come un dialogo mai interrotto, diventando presenza costante anche nella raccolta “La mia Promessa, Papà” e nella prossima pubblicazione “La Voce della Montagna”.
Il singolo è stato prodotto a Lagonegro, presso gli studi della T.S.A. Total Sounding Area, e rappresenta un incontro significativo tra sensibilità artistiche del territorio lucano. In questa occasione il tema della Musica si intreccia profondamente con le radici locali, arricchendo il valore dell’opera. Per accompagnare il passaggio dalla poesia alla musica, Cosentino si è affidata alla cantautrice Unaderosa e all’arrangiatore Antonio Deodati.
Unaderosa firma la composizione costruendo un impianto melodico lineare ma espressivo, fondato su frasi ampie e cantabili che rispettano la prosodia del testo poetico. La Musica assume qui una funzione narrativa e emozionale essenziale. La scrittura armonica si muove in un ambito tonale tradizionale, con progressioni essenziali e pochi scarti modulanti: una scelta precisa che evita distrazioni e mantiene il baricentro sull’intensità narrativa. L’andamento è lento, quasi sospeso, con un tempo che favorisce la dilatazione emotiva e l’ascolto attento delle parole.
L’arrangiamento di Antonio Deodati lavora per sottrazione: pochi elementi, ben calibrati, che costruiscono un paesaggio sonoro intimo. Le tessiture sono morbide, con un uso misurato di pianoforte e pad armonici a sostenere la linea vocale, mentre eventuali ingressi strumentali si sviluppano in modo graduale, senza mai saturare lo spazio acustico. La dinamica cresce in modo progressivo ma controllato, evitando climax eccessivi e privilegiando una continuità emotiva coerente. Anche in questa semplicità sonora, la Musica trova piena espressione senza eccessi.
Dal punto di vista interpretativo, la vocalità si colloca in una zona espressiva raccolta, lontana da virtuosismi o forzature. Il fraseggio è aderente al testo, quasi parlato in alcuni passaggi, con un uso attento delle pause e delle microvariazioni dinamiche. Ne deriva un’interpretazione che punta più sulla verità emotiva che sull’impatto spettacolare, in linea con la tradizione della canzone d’autore più intima, specchio della migliore Musica italiana.
La struttura del brano segue uno schema riconoscibile ma non rigido, con strofe che si sviluppano come quadri narrativi e un ritornello che non rompe ma piuttosto accompagna il flusso, mantenendo coerenza timbrica e tematica. Questo contribuisce a creare un senso di continuità, quasi circolare, che rispecchia il tema della memoria e del legame che persiste nel tempo, proprio nella Musica come nella vita.
Nel complesso, “Anche nel freddo che ho trovato” si configura come un esordio solido e consapevole, capace di tradurre il linguaggio poetico in forma musicale senza snaturarlo. La scelta di un approccio sobrio e controllato si rivela efficace: il brano non cerca l’immediatezza commerciale, ma costruisce un’identità precisa, fondata su autenticità e coerenza stilistica. Musica qui non è solo mezzo, ma anche fine del percorso artistico.
La collaborazione si estende anche al piano visivo: il videoclip ufficiale, pubblicato in contemporanea con il brano sul canale YouTube dell’etichetta, è stato realizzato dagli stessi Unaderosa e Deodati, rafforzando ulteriormente l’unità espressiva del progetto e sottolineando il ruolo centrale della Musica.
Nel corso degli anni, Anna Felicetta Cosentino ha ottenuto numerosi riconoscimenti in concorsi letterari nazionali, distinguendosi per la sincerità del linguaggio e la limpidezza delle immagini. Tra i premi ricevuti figurano il “Concorso poesia d’amore San Valentino” (Abriola), il Premio Nazionale di Poesia “Poeti a Corte” (Monte San Giovanni Campano), il “Concorso di Poesia Amicizia e Amore” (San Giorgio a Cremano), il “Concorso Nazionale di Narrativa breve” (Rende) e il Festival letterario “La magia del Natale” (Matera).
Con questo debutto musicale, Cosentino inaugura una nuova fase del suo percorso artistico, dimostrando come la poesia possa trovare nella Musica una naturale estensione, capace di amplificarne la forza comunicativa senza perderne l’intimità originaria.

