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Maxi frode sui bonus edilizi: sette misure cautelari a Salerno. La Procura stringe il cerchio sull’organizzazione da 160 milioni di euro

Nuovo sviluppo nell'inchiesta della Guardia di Finanza di Salerno: arresti e domiciliari per presunti promotori del sistema illecito legato a Superbonus, Bonus Facciate, Ecobonus e Sismabonus. Indagini su riciclaggio internazionale e società cartiere.

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L’inchiesta della Procura della Repubblica di Salerno sulle presunte frodi legate ai bonus edilizi entra in una nuova fase. Alle prime luci dell’alba i militari del Nucleo di Polizia Economico-Finanziaria della Guardia di Finanza di Salerno hanno dato esecuzione a un’ordinanza di applicazione di sette misure cautelari personali emessa dal Giudice per le Indagini Preliminari del Tribunale di Salerno, su richiesta della Procura. Il provvedimento, per frode, rappresenta uno degli sviluppi più significativi di un’indagine che, già nelle scorse settimane, aveva portato al sequestro preventivo di beni, disponibilità finanziarie e crediti fiscali ritenuti illeciti per un valore complessivo di circa 160 milioni di euro.

Le misure riguardano sette persone residenti nella provincia di Salerno, indagate, a vario titolo, per associazione per delinquere finalizzata alla frode aggravata ai danni dello Stato, oltre che per reati fallimentari e tributari previsti dal Decreto Legislativo n. 74 del 2000. L’autorità giudiziaria ha disposto una custodia cautelare in carcere, cinque arresti domiciliari e un obbligo di presentazione alla polizia giudiziaria. Come previsto dalla normativa vigente, le contestazioni formulate rappresentano l’ipotesi accusatoria della Procura e dovranno essere vagliate nel corso del procedimento; gli indagati devono pertanto ritenersi presunti innocenti fino a un’eventuale sentenza definitiva di condanna.

Secondo quanto ricostruito dagli investigatori, il presunto sistema illecito sarebbe stato gestito da due organizzazioni operanti nel territorio della provincia di Salerno che avrebbero messo in piedi un sofisticato meccanismo finalizzato alla creazione e alla successiva monetizzazione di crediti d’imposta inesistenti. Il sistema avrebbe sfruttato le agevolazioni fiscali introdotte negli ultimi anni per incentivare la riqualificazione del patrimonio edilizio italiano, in particolare il Superbonus 110%, il Bonus Facciate, l’Ecobonus e il Sismabonus.

Le indagini ipotizzano che, attraverso una rete di imprese, società di comodo e operazioni documentali fittizie, venissero attestati lavori di ristrutturazione mai eseguiti o eseguiti solo in parte. In questo modo sarebbero stati generati crediti fiscali privi dei requisiti previsti dalla legge, successivamente ceduti a soggetti terzi o trasformati in liquidità, provocando un ingente frode per le casse dello Stato. Tra i destinatari delle misure cautelari figurano professionisti del settore contabile, imprenditori e altri soggetti che, secondo la Procura, avrebbero avuto ruoli determinanti nella gestione dell’organizzazione. Il coinvolgimento di figure professionali abilitate avrebbe consentito, sempre secondo l’impostazione accusatoria, di predisporre la documentazione necessaria per trasmettere all’Agenzia delle Entrate le comunicazioni relative ai crediti d’imposta, conferendo un’apparente regolarità alle operazioni.

L’indagine si inserisce nel più ampio filone investigativo che negli ultimi anni ha interessato numerose procure italiane. Dopo l’introduzione del Superbonus e degli altri incentivi edilizi, il sistema della cessione dei crediti e dello sconto in fattura ha favorito una rapida circolazione dei bonus fiscali, consentendo di finanziare migliaia di interventi di efficientamento energetico e miglioramento sismico. Parallelamente, tuttavia, la complessità del meccanismo ha aperto spazi a fenomeni fraudolenti, tanto da spingere il legislatore a intervenire con una serie di modifiche normative per limitare le cessioni multiple dei crediti, rafforzare i controlli preventivi e introdurre maggiori verifiche documentali.

L’attività investigativa della Guardia di Finanza si è concentrata soprattutto sulla ricostruzione dei flussi economici generati dalla presunta frode. Attraverso approfondite analisi bancarie e patrimoniali, gli investigatori avrebbero individuato movimentazioni finanziarie ritenute riconducibili a operazioni di riciclaggio e autoriciclaggio per circa 17 milioni di euro. Parte delle somme, secondo quanto emerge dagli accertamenti, sarebbe stata trasferita anche all’estero, con destinazioni individuate in Cina, India e Pakistan, circostanza che ha conferito all’inchiesta una dimensione internazionale e che potrebbe comportare ulteriori attività di cooperazione giudiziaria con le autorità estere.

L’operazione odierna rappresenta il naturale sviluppo del sequestro preventivo eseguito il 17 giugno scorso, quando il G.I.P. del Tribunale di Salerno dispose il blocco di crediti fiscali, beni e disponibilità economiche per un valore complessivo di circa 160 milioni di euro. Quel provvedimento aveva interessato centinaia di persone fisiche e giuridiche distribuite in diverse regioni italiane e numerose società ritenute, dagli investigatori, prive di una reale attività imprenditoriale e utilizzate esclusivamente per alimentare il circuito delle false fatturazioni e dei crediti inesistenti.

L’inchiesta conferma come il contrasto alle frodi sui bonus edilizi rappresenti una delle principali priorità investigative della Guardia di Finanza e della magistratura. Negli ultimi anni, infatti, l’Amministrazione finanziaria e le forze di polizia economica hanno intensificato i controlli sui crediti d’imposta, riuscendo a bloccare miliardi di euro di agevolazioni ritenute irregolari prima che venissero definitivamente monetizzate. Per quanto riguarda il territorio cilentano, allo stato delle informazioni rese note dalla Procura della Repubblica di Salerno e dalla Guardia di Finanza, non risultano coinvolti direttamente comuni, imprese o professionisti del Cilento nelle misure cautelari eseguite oggi, ma al vaglio delle Procure ci sono alcuni nomi di Commercialisti e professionisti del territorio.

Gli investigatori proseguono ora l’analisi della documentazione acquisita e dei flussi finanziari ricostruiti nel corso degli accertamenti. Non si escludono ulteriori sviluppi nelle prossime settimane, sia sotto il profilo delle responsabilità penali dei soggetti coinvolti sia per quanto riguarda eventuali nuovi sequestri patrimoniali. L’inchiesta, per dimensioni economiche e complessità del presunto sistema fraudolento, si conferma tra le più rilevanti condotte negli ultimi anni dalla Procura di Salerno nel settore delle frodi fiscali connesse agli incentivi edilizi.

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