Il numero esatto di persone intrappolate e disperse sotto la Torre Petunia, edificio di 14 piani nel quartiere residenziale di Los Palos Grandes, a Caracas, non è stato reso noto. Decine, forse più di un centinaio. Quel palazzo è diventato tristemente un simbolo della tragedia che sta vivendo il Venezuela, a seguito delle violente scosse del terremoto di mercoledì scorso, 24 giugno. Infatti è si è sgretolato ed è crollato completamente in pochi secondi. E tra quelle macerie i soccorritori e le squadre di aiuto internazionali continuano a cercare i dispersi, mentre si fa sempre più flebile la speranza di trovarne qualcuno in vita.
In queste ore il triste ritrovamento dei corpi senza vita di una famiglia italo-venezuelana: Enzo Cuomo, 63 anni, la moglie Trini di 53 e la figlia Isabella di 22 anni non sono sopravvissuti al crollo del palazzo. Sono rimasti intrappolati nell’appartamento al 14esimo e ultimo piano in cui vivevano. Si aggiungono così al drammatico bilancio delle morti causate dal terremoto in Venezuela.
I Cuomo erano originario di Laviano, in provincia di Salerno. E purtroppo, il loro destino li accomuna a quello dei nonni di Enzo: anche loro persero la vita nel terremoto che colpi tragicamente l’Irpinia nel 1980. L’unico figlio sopravvissuto della famiglia Cuomo è il figlio Carlo Francesco, che si trova attualmente in Italia, a Milano, per motivi di studio e per cure mediche. Sempre a Milano vive il fratello di Enzo Cuomo, Gerardo, che ha lanciato un allarme immediato per la loro scomparsa.
La tragedia della famiglia italo-venezuelana si unisce a quella degli altri residenti di un palazzo che ‘non doveva cadere’. Il fabbricato infatti, come riportano i media venezuelani, doveva essere tra i più sicuri della zona. Colpito già dal terremoto del 1967, era stato oggetto nel corso degli anni di diversi interventi antisismici che nulla hanno potuto contro le scosse di magnitudo 7.2 e 7.5 dei giorni scorsi.
Nei giorni scorsi tra le vittime del sisma in Venezuela di nazionalità italiana, sono stati identificati Giuseppe Colaianni e Francesca Mannina, entrambi avevano origini siciliane. I numeri dati dalla Farnesina fino a ieri erano di 4 vittime e 42 italiani dispersi. Dati che andranno aggiornati dopo il ritrovamento degli ultimi corpi.
(photo credit: Laviano nel Cuore: Storia, Emigranti e Vigilanza Civica/gruppo Fb)




