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“Tata Rosa”, in fondo al cuore del Cilento

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Da fonti certe, sappiamo che il personaggio interpretato da Lino Guanciale ha guadagnato ed ottenuto una seconda stagione. Difatti, come riporta il settimanale “Fiction-News”, il direttore di Rai Fiction, Maria Pia Ammirati, ha dato conferma del progetto per la seconda stagione. La fiction ha goduto di ampio successo, un mix di fattori hanno fatto sì che Il Commissario Ricciardi, avesse un grosso  seguito, a partire dalle storie molto interessanti,  a finire con le mirabili interpretazioni di  tutti i componenti del cast. Una su tutte, ma naturalmente non solo, Nunzia Schiano, l’angelo custode del Commissario della Regia Questura di Napoli, Tata Rosa. Legata a doppio filo con il Cilento, De Giovanni ha voluto che avesse i natali nella nostra terra, Nunzia Schiano ha saputo impersonare ma soprattutto far riconoscere nella sua interpretazione  la concretezza  di donna intelligente, dotata di grande intuito, tanto da essere il nucleo portante e fondante di una famiglia nobile dei primi del ‘900.

La nuova fiction prodotta dalla Rai, ha entusiasmato, sicuramente reso felici gli appassionati dei gialli e delle indagini poliziesche, ma ha dato anche la possibilità di conoscere questo magico angolo della Campania, il Cilento, anche se indirettamente con la breve storia della famiglia Ricciardi, ma soprattutto con le ricette cilentane di Tata Rosa e poi con quelle aggiunte dall’arrivo della sua aiutante Nelide, che man mano si sono sviluppate durante la serialità. «La passione per la buona cucina – ha spiegato Nunzia Schiano al giornalista Giuseppe Giorgio della testata on-line 2Anews.it – per me è un fatto ereditario. Pertanto è stato un piacere durante la lavorazione della serie tv trovarmi alle prese con la famosa “Ciambotta”, il piatto tipico della dieta mediterranea di ortaggi e verdure che dona lunga vita e con la pasta cilentana, tra cui i “fusilli”, anticamente prodotti utilizzando i ferretti degli ombrelli.

“A insegnarmi la tecnica è stata la mia giovane compagna di scena proveniente da Atena Lucana, Veronica D’Elia impegnata nei panni della mia aiutante Nelide. Occorre avvolgere la pasta fresca intorno a questi ferri, a volte sostituiti dai rametti di salice, e poi sfilarla ottenendo una specie di fusillo. Ancora, parlando delle specialità cilentane portate a tavola dalla Tata Rosa Vaglio, bisogna ricordare anche la zuppa di legumi chiamata “cicci ammaretati” e la “pasta e fagioli”. Circa i dolci, ho appreso i segreti degli “Scauratielli cilentani”, dei dolcetti natalizi originari dell’antica Grecia, dalla forma delle lettere Alfa e Omega, che ricordano i nostri struffoli».

«Visto che per fare piacere al Commissario Ricciardi – ha continuato l’attrice Schiano nella sua conversazione con Giuseppe Giorgio  – la Tata Rosa porta in tavola anche diversi sughi, mi sono pure appassionata al “ragù di castrato”. Pensando a Pasqua, infine, come non ricordare la “pastiera” e i “parmarieddi” con i relativi collegamenti al grano e al suo significato». Ed è proprio dissertando sulla cucina cilentana di Tata Rosa che viene spontanea la curiosità riguardante i gusti personali di Nunzia Schiano donna. « A me – ha detto l’attrice- piace molto la cucina semplice. Amo lo “scarpariello”, la “spigola all’acqua pazza”, la “pezzogna”, i “polpi alla luciana”, le “alici imbottite” e le “melanzane”.

Mia nonna paterna aveva una cantina a Pollena e quando era giovane ci preparava delle “melanzane ripiene” mai viste più in vita mia. Infine, adoro la “genovese” e la “pizza” napoletana in tutte le declinazioni. Da piccola rispetto agli altri quattro fratelli ero la sola ad avere accesso in cucina e quando veniva Pasqua, sul mio sgabello, ero l’addetta a leccare e pulire le pentole meritandomi un casatiello piccolino tutto mio».

Grazie per la gentile concessione dell’intervista a Nunzia Schiano alla redazione di 2Anews.it – Intervista originale QUI  –   foto: community FB “Il Commissario Ricciardi”

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