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13, Dicembre, 2025
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La Domenica dei Cilentani: i Fusilli

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Oggi non è facile riscoprire un po’ di gusto per la cucina e per i sapori veri d’una volta, quelli dimenticati, quelli che la vecchia spianatoia, il matterello, il ferretto e un po’ d’esercizio nelle mani e braccia donavano con passione le massaie di una volta. Nel mio cassetto resta ancora una foto di mia mamma che prepara i fusilli con un ferretto strappato da un ombrello. Eh si, era proprio un sottile quanto lungo ed affusolato stiletto di ferro, strappato da un vecchio ombrello che lei usava per arrotolare quel pezzo di impasto, già preparato alle prime luci dell’alba. Esso, veniva usato come bacchetta fatata, ad ogni suo schiocco la magia si ripeteva; un movimento rapido e fulmineo per una sublime creazione chiamata fusillo o anche strangolaprievati.

La domenica mattina non suonava la sveglia, non ce ne era bisogno, altri rumori ed odori accompagnavano il mio risveglio: il ferretto fatto scorrere con velocità e maestria sul tavolaccio o spianatoia di legno e l’odore del ragù che ormai “pippiava” già da qualche ora. Non sono stato mai un mattiniero. Lei, mia mamma, usava iniziare presto la domenica mattina, si trattasse di fusilli o cavatielli, “la pasta deve riposare, prima di essere cotta” – diceva -, la superficie doveva seccare per dare a quella delizia, la ruvidezza giusta affinchè il ragù potesse come in un abbraccio, avvolgerla.
Oggi non è facile riscoprire un po’ di gusto per la cucina e per i sapori veri d’una volta, quelli dimenticati, quelli che la vecchia spianatoia, il matterello, il ferretto e un po’ d’esercizio nelle mani e braccia donavano con passione le massaie di una volta.
Nel Cilento la pasta fatta in casa, fusilli, cavatielli, ravioli, lagane, tagliolini ecc, l’hanno fatta sempre da padrone nei giorni di festa. Piatto della tradizione per antonomasia, diverso nella forma ma non nell’aspetto nei tanti borghi che compongono la mia terra.

Da qualche anno questa prelibatezza rientra nell’elenco nazionale dei Prodotti Agroalimentari Tradizionali (PAT) della regione Campania è il Fusillo di Felitto, borgo dell’entroterra cilentano che da secoli vanta una lunga tradizione gastronomica. Difatti dal 1976, ogni anno, i fusilli, vengono celebrati con una sagra ad essi dedicata che si svolge nella seconda metà di agosto. Le origini del Fusillo di Felitto, secondo la leggenda riportata nel sito dell’Associazione Pro-Loco Felitto (www.prolocofelitto.it), sarebbero da collocarsi nel corso del XVI secolo quando, durante un assedio, gli abitanti del paese del Cilentano, complice la morfologia della località raccolta come un’impenetrabile fortezza, riuscirono ad asserragliarsi e difendersi per oltre dieci giorni trascorsi i quali, per riuscire a prolungare la resistenza, venne chiesto alle donne di ricavare una ricetta dai pochi ingredienti rimasti a disposizione. Fu così che lavorando soltanto farina e uova, prepararono per la prima volta il fusillo.

Per quanto suggestiva, questa versione della storia rimane soltanto una leggenda che trova, certamente, il suo fondo di verità nella longevità del prodotto che, in effetti, vanta una tradizione ormai secolare, tramandata pazientemente di madre in figlia per giungere, pressocché immutata, ai giorni nostri.
La semplicità della vita era l’ingrediente principale.

La ricetta: Fusilli di Felitto al ragù di castrato.

Ingredienti

  • 400 grammi di fusilli
  • 1Kg di polpa di castrato
  • 750 grammi di passata di pomodoro
  • 4 cucchiai di olio extravergine di oliva DOP Cilento
  • uno spicchio d’aglio
  • mezzo bicchiere di vino rosso
  • sale

Procedimento

Fate soffriggere leggermente l’aglio in un filo di olio extravergine di oliva, aggiungete, quindi, la carne e cuocete a fuoco vivo sfumando con il vino rosso. Quando la carne sarà ben cotta, aggiungete anche la passata di pomodoro ed un bicchiere di acqua calda, correggete di sale e portate a ebollizione. Dal momento del bollore abbassate la fiamma e fate cuocere a fuoco lento per almeno due ore. Mettete, quindi, una pentola di acqua salata sul fuoco e fatela bollire, buttate, quindi, la pasta, ed una volta cotta, scolatela e conditela con il ragù. Prima di servire in tavola spolverate con del formaggio grattugiato.

Credits Video: Impronta Cilento

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Alessandro Giordano
Alessandro Giordano
Dal Marzo 2015 racconto la nostra terra, il Cilento, mostrandola con gli occhi di chi la ama, la vive e vuole contribuire a farla apprezzare di più ai turisti e ai Cilentani stessi. La Storia, i Personaggi, la Cultura, le Tradizioni e le Contraddizioni, il patrimonio artistico, gli eventi e le iniziative in programma che ritengo più interessanti segnalare, i musei, le attrazioni e le proposte per i turisti, il cibo ed i prodotti del territorio sono i temi principali dei miei articoli.

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