9.5 C
Sessa Cilento
martedì 6 Dicembre 2022
HomeNotizie LocaliCilento: il fagiolo di Gorga diventa presidio SlowFood

Cilento: il fagiolo di Gorga diventa presidio SlowFood

E per questo oggi questa prelibatezza del Cilento, ha un nome che richiama proprio questo interesse reale, ovvero Fagiolo della regina di Gorga, il piccolo borgo che può contare sul nuovo Presidio lanciato da Slow Food. Un legume per ridare orgoglio e ricreare un’economia locale.

La leggenda che fa viaggiare indietro nel tempo fino all’epoca borbonica è affascinante, ma ciò che conta è il presente: la voglia di un gruppo di produttori, di tre ragazzi e un insegnante in pensione, di non far scomparire una coltura che non è un vezzo, ma una vera risorsa. “Il senso di far nascere un Presidio – spiega Slow Food – sta proprio in questo: da un lato salvaguardare i frutti della terra, dall’altro riconoscere l’impegno della popolazione locale e sostenerlo per favorire un cambiamento ambientale, sociale ed economico”.

A Gorga, oggi, abitano meno di cento persone. In questa piccola frazione, e nel vicino territorio dei Comuni di Stio, Magliano Vetere, Campora, Orria e Gioi, è rinato questo particolare ecotipo: “Quando abbiamo cominciato sette anni fa il fagiolo veniva coltivato soltanto da qualche anziana signora di Stio, ma a livello commerciale era morto – racconta Andrea De Leo, referente dei produttori del Presidio – abbiamo cominciato a produrne un po’ di più e a partecipare ad alcuni mercati, come Leguminosa, l’evento organizzato da Slow Food Campania a Napoli, riuscendo a creare una microeconomia che vede coinvolte le poche aziende agricole del territorio e anche le signore e i giovani che lo coltivano nei loro orti”. “In ogni paesino di questa zona tutti gli abitanti avevano un pezzetto di terra da coltivare per il proprio sostentamento” aggiunge Nerio Baratta, fiduciario della Condotta Slow Food Gelbison di Vallo della Lucania, in quest’area del Cilento. Tra le coltivazioni più diffuse, insieme alle castagne, c’era proprio quella dei fagioli: la scarsa deperibilità e la possibilità di seccarli, infatti, li rendevano un vero e proprio bene rifugio, ideali sia da scambiare sia da immagazzinare per sopravvivere ai lunghi inverni montani.

“Tra gli anni ’50 e ’70 il legume era molto conosciuto, ho trovato più di un libro di ricette che citano esplicitamente il fagiolo di Gorga” continua De Leo. Ma nei decenni successivi, un po’ per lo spopolamento della zona e un po’ per la gran quantità di lavoro necessario per coltivarlo e raccoglierlo, il fagiolo regina è finito nel dimenticatoio. Riprendere la produzione di fagioli regina, prosegue De Leo, ha due risvolti. Il primo riguarda naturalmente il prodotto: “Vogliamo scongiurare la scomparsa di una particolarità locale – spiega il referente – da noi, negli ultimi anni, si è coltivato quasi esclusivamente solo il fagiolo borlotto, perciò abbiamo impiegato sette anni per ripulire il seme. Sul lato umano, invece, la ripartenza ha dato orgoglio al paese e rinnovato il desiderio di continuare a coltivare la terra». In altre parole: creare indotto produttivo, costruire piccole aziende”.

Le caratteristiche del fagiolo regina di Gorga

Di forma tondeggiante e colore bianco perlaceo, la polpa di questo particolare ecotipo di legume è compatta e la cuticola sottile, caratteristiche che ne assicurano dolcezza ed elevata digeribilità. Tra le peculiarità della pianta c’è il suo portamento rampicante: può superare anche i tre metri di altezza e si adatta bene a diversi tipi di terreno, anche se preferisce quelli profondi, freschi, non troppo compatti e ben drenati. Il fagiolo regina viene seminato a inizio estate, normalmente i primi giorni di luglio, e si raccoglie a inizio autunno. Il disciplinare di produzione prevede che la selezione e la riproduzione delle sementi sia fatta dai coltivatori stessi e vieta la coltura in serra o fuori suolo, l’uso di prodotti chimici di sintesi per fertilizzazione e per la difesa. Il Presidio Slow Food del fagiolo della regina di Gorga è sostenuto dal Parco Nazionale del Cilento, Vallo di Diano e Alburni e dal Comune di Stio.

Fonte:Fondazione SlowFood

Redazione Notizie
Redazione Notizie
Cronaca e notizie. Aggiornamenti e news quotidiane dai principali paesi del Parco Nazionale del Cilento, Vallo di Diano, Alburni e dall'intera provincia di Salerno. ... Notizie , Cronaca, Attualità, Territorio, Invia la tua segnalazione : redazione@cilentoreporter.it

LASCIA UN COMMENTO

Per favore inserisci il tuo commento!
Per favore inserisci il tuo nome qui

Articoli correlati

Continue to the category

Devi leggere

Caprioli. L’accademia Nazionale Eleatica prosegue il percorso dedicato alla grande musica

Il mese di dicembre si aprirà con un evento unico in Italia: LUCIENNE RENAUDIN VARY, giovanissima trombettista francese, già una leggenda della musica internazionale,...

A Natale consuma campano. Ecco l’iniziativa di sensibilizzazione

Ai nastri di partenza la quindicesima edizione dell'iniziativa denominata "A Natale Consuma Campano" che, attraverso un comitato, si prefigge di sensibilizzare la cittadinanza al...
Contattaci su WhatsaApp

L’Ue detta regole sulla pizza napoletana: ecco quali resteranno fuori dai menù

L’Unione europea tutelerà la Pizza Napoletana Stg, mettendo al bando tutte le imitazioni del prodotto che non rispettano un disciplinare ad hoc. È stato...

Il mese di Dicembre porta piogge. Per il freddo ci sarà da aspettare.

Con l’arrivo di dicembre entra di scena l’inverno meteorologico, la stagione più amata da tutti gli appassionati meteo di freddo e neve. Prima di iniziare...

Campania: le novità del cambio orario invernale del gruppo FS

Oltre 9mila collegamenti al giorno in treno e circa 23mila corse in bus tra Italia ed Europa. Il Polo Passeggeri del Gruppo FS composto...

Dallo stesso Autore