La Salernitana torna da Crotone con una sconfitta che pesa soprattutto per il modo in cui è maturata. Il 2-1 dello stadio Ezio Scida non rappresenta soltanto un passo falso sul piano del risultato: per quanto mostrato in campo, la squadra di Serse Cosmi sembra aver fatto tre passi indietro rispetto alle ultime uscite. A rendere ancora più difficile da digerire il ko è la dinamica della partita. Il Crotone ha trovato due reti nella prima parte del primo tempo con Musso e Zunno, mentre Villa ha accorciato poco dopo. Al 27′ i padroni di casa sono rimasti in dieci uomini per l’espulsione del portiere Merelli. Da quel momento la Salernitana ha avuto a disposizione oltre un’ora di gioco in superiorità numerica, senza però riuscire a trasformare il vantaggio numerico in una reale pressione offensiva.
È probabilmente questo il dato che più alimenta la delusione della tifoseria. Una squadra costruita con ambizioni importanti si è trovata nella condizione ideale per ribaltare la partita, ma ha faticato a costruire occasioni realmente pericolose. Il Crotone ha difeso con ordine, mentre la manovra granata è diventata progressivamente prevedibile, con molti palloni giocati sugli esterni e pochi spazi trovati centralmente. Nel secondo tempo Cosmi ha provato a cambiare l’assetto passando al 4-2-4, inserendo Gyabuaa e Djamanca. La Salernitana, però, ha continuato a trovare difficoltà nel creare occasioni nitide. Una delle situazioni più favorevoli è arrivata al 74′, quando una mischia nell’area calabrese non è stata sfruttata da La Gumina. Nel finale Villa ha avuto un’altra opportunità, ma il suo tiro è terminato alto. Anche la richiesta di un calcio di rigore per un presunto fallo di mano è stata respinta dopo la revisione dell’episodio attraverso il FVS.
Il problema, dunque, non sembra essere soltanto tattico. È soprattutto una questione di atteggiamento, intensità e capacità di leggere la partita. Ed è proprio questo l’aspetto sul quale Serse Cosmi ha puntato il dito nel dopogara. Il tecnico granata non ha cercato attenuanti e ha definito quella dello Scida una partita “da dimenticare”, riconoscendo che la squadra non ha avuto l’approccio necessario. «Abbiamo toppato la partita», ha ammesso Cosmi, aggiungendo che le responsabilità sono sue. Ancora più significativo è il passaggio nel quale l’allenatore ha sottolineato che la Salernitana non può pensare di vincere soltanto attraverso il proprio blasone. In Serie C ogni partita richiede agonismo, corsa e capacità di adattarsi all’avversario. Il Crotone, partito con una penalizzazione di sei punti, è riuscito a cancellare lo zero in classifica proprio battendo una Salernitana che avrebbe dovuto sfruttare la maggiore qualità e l’uomo in più.
La fotografia della gara è quindi piuttosto chiara: il Crotone ha segnato due volte nella prima frazione, ha resistito per oltre un’ora con un uomo in meno e ha difeso il risultato fino al triplice fischio. La Salernitana ha avuto il possesso e ha provato a spingere, ma senza trovare quella continuità e quella cattiveria necessarie per rimettere in piedi una partita che, dopo l’espulsione di Merelli, sembrava poter cambiare completamente direzione.
La sconfitta interrompe così il momento positivo aperto con la vittoria sul Giugliano. La Salernitana rimane ferma a quota 9 punti dopo sette giornate, mentre davanti la classifica comincia a delineare una distanza significativa dalle prime posizioni. Prima della trasferta di Crotone, i granata arrivavano da una vittoria e tre pareggi nelle ultime cinque partite, un rendimento che aveva lasciato aperta la possibilità di avvicinarsi alle zone alte. Il ko dello Scida rappresenta invece una brusca frenata. E adesso arriva un altro appuntamento particolarmente significativo: il 4 ottobre all’Arechi arriverà il Bari, attualmente nelle zone alte della classifica. Sarà una partita che potrà fornire indicazioni importanti sulla capacità della Salernitana di reagire immediatamente a una prestazione così negativa.
Nel frattempo, sui social e negli ambienti della tifoseria cresce la delusione. L’espressione “prestazione indecorosa” sintetizza il sentimento di una parte dei sostenitori che si aspettavano una squadra diversa soprattutto dopo le ultime prestazioni e dopo una campagna acquisti che aveva alimentato aspettative importanti. La contestazione, in questo caso, non nasce soltanto dal risultato finale: ciò che viene messo in discussione è soprattutto il modo in cui la squadra ha affrontato una partita che, dopo l’espulsione del portiere del Crotone, avrebbe dovuto essere gestita diversamente.
Il punto da cui ripartire, per Cosmi e per i suoi giocatori, è quindi soprattutto mentale. La sconfitta di Crotone ha evidenziato una Salernitana incapace di sfruttare una situazione favorevole e troppo poco incisiva negli ultimi metri. Il campionato è ancora lungo, ma la partita dello Scida consegna alla squadra granata un interrogativo preciso: quanto può incidere il valore della rosa se non viene accompagnato dalla necessaria intensità?
La risposta dovrà arrivare sul campo. E contro il Bari, davanti al proprio pubblico, la Salernitana sarà chiamata soprattutto a dimostrare che Crotone è stato un episodio negativo e non il segnale di un problema più profondo.





