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Pastorelle o Pasticelle Cilentane

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Gerardo Del Duca
Gerardo Del Duca
Chef cilentano di nascita, gran parte della mia carriera lavorativa l’ho trascorsa in Cilento lavorando presso molte strutture ricettive di medio alto livello,molte sono state le esperienze anche al di fuori del Cilento, in Italia ed in paesi esteri. Dopo tanto girovagare ho capito che niente per me e’ paragonabile alla nostra cucina tipica cilentana, senza togliere niente a nessuno. da ormai molto tempo mi dedico alla valorizzazione della cucina tipica cilentana, non con il semplice divulgare orale ma con una mia messa in opera concreta; cosa voglio dire? prendo delle vecchie ricette tradizionali e le porto nei menu’ dei ristoranti nei quali presto servizio, dono nuovo splendore a quei piatti che ci hanno fatto crescere in modo sano. Mangia sano e vivi meglio, noi siamo quello che mangiamo

Le delizie per il nostro palato ci aspettano ad ogni angolo del territorio Cilentano e sono tutte frutto di una tradizione millenaria che, con ingredienti relativamente semplici e poveri, è riuscita a creare delle vere e proprie specialità che non sono affatto povere nel gusto.

Cereali, legumi, prodotti del pescato e olio di oliva, infatti, forniscono tutti gli elementi per una dieta completa ed energetica, arricchita poi con la frutta , dai dolci, o con la carne, soprattutto di maiale, animale quasi venerato, se si pensa che uno solo contribuiva a sfamare famiglie, di solito molto numerose, per un intero anno.

Ma anche e sopratutto, scrivevo,  i dolci; inimitabili perché tramandati di generazione in generazione, tipici, freschi, fatti a mano con materie prime inconfondibili, proventi di tecniche antiche, ma soprattutto frutto di terre ancora incontaminate.Chiamatele come preferite ed a secondo del luogo dove vengono “confezionate”: m’buttitelle, pastorelle, nocche, calzoncelli, pasticelle.

Sono il dolce tipico delle feste Natalizie in Cilento ed è molto, ma molto difficile, oserei dire impossibile che  siano assenti dalle tavole imbandite di questi giorni. E’ complicato risalire alla storia della loro nascita , ma non alla simbologia che la forma della pasta impersona, in molti casi sono a conformazione di stella, quasi ad imitare la cometa che accompagnò i Re Magi alla grotta del Bambino Gesù.




In Cilento, i dolci natalizi sono innumerevoli e ancor di più sono le varianti di preparazione che si registrano in ogni paese o borgo. I dolciumi tipici del Natale saranno la conclusione ideale dei pasti ma anche la cornice gastronomica delle visite di auguri, tradizione, questa, a cui i cilentani sono molto legati.

Si crede, a buon ragione, che il Cilento sia anche il racconto del suo cibo, dei dolci nelle ricorrenze così legate ai ricordi, alle tradizioni, alle ricette. Regioni, piccoli paesi, province o grandi città: nessuno può scampare, per fortuna, al racconto delle tipicità dolci e ricorrenti.

Ingredienti per il ripieno

  • 500 gr circa di Castagne lesse e passate al setaccio
  • 200 gr di Cioccolato fondente da sciogliere a bagnomaria
  • 170 gr di Zucchero a velo
  • generosa grattugiata di buccia di Mandarino
  • a piacere qualche cucchiaio di liquore Strega

Ingredienti per la Sfoglia

  • 500 gr di Farina “OO”
  • 1 tuorlo  di uovo
  • 80 gr di Burro
  • 60 gr di Margarina
  • 2 cucchiai di Olio Ex. V. di Oliva DOP Cilento
  • Spumante Moscato
  • a discrezione una spolverata di Cannella

Procedimento

Preparare la sfoglia unendo tutti gli ingredienti, procedendo come se volessimo fare una pasta frolla. Lasciate riposare per 15 minuti l’impasto. La sfoglia a piacere potrà essere stesa con il mattarello o con la nonna papera a vostro piacimento.



Una volta stesa con lo spessore di un paio di millimetri fatene dei dischi. Il ripieno è di facile realizzazione, unire tutti gli ingredienti in un recipiente ed amalgamarli fino ad ottenere una sorta di crema abbastanza consistente.
Ora comporre le Pastorelle procedendo come se volessimo fare dei Ravioli,quindi mettere un po di crema di Castagne su un disco ed un altro di uguale misura a copertura.

Scaldate bene i bordi dei dischi con le dita, poi andrà esercitata un piccola pressione con le dita sulla pasta eccedente, come a voler dare un pizzico, in modo da formare le caratteristiche cinque punte che le caratterizzano. Friggerle in abbondante Olio di Semi di Girasole, anche se la tradizione vorrebbe Olio di Oliva Dop Cilento. Scolate su un foglio di carta assorbente. Servite cospargendo con Miele biologico e diavolini.

© Riproduzione Riservata

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