Il Consiglio di Stato mette la parola fine al contenzioso sul dimensionamento scolastico in Campania e conferma la piena legittimità del piano voluto dal Ministero dell’Istruzione e del Merito nell’ambito del Pnrr, una decisione destinata ad avere effetti anche nel Cilento, dove negli ultimi mesi il tema degli accorpamenti scolastici ha acceso il confronto tra istituzioni, dirigenti scolastici e amministrazioni comunali.
Con la sentenza pubblicata nelle scorse ore, i giudici amministrativi hanno accolto definitivamente l’impugnativa presentata dal Ministero contro la Regione Campania, respingendo le contestazioni avanzate da Palazzo Santa Lucia. Nella pronuncia viene evidenziato che “l’istruttoria svolta ha consentito di accertare l’infondatezza degli assunti della Regione Campania” e che il sistema adottato risulta conforme ai principi stabiliti dalla Corte Costituzionale con la sentenza n. 233 del 22 dicembre 2023.
Soddisfazione è stata espressa dal ministro dell’Istruzione e del Merito, Giuseppe Valditara, che ha parlato di una decisione capace di “mettere definitivamente ordine” nell’ambito del contenzioso relativo al piano di dimensionamento scolastico.
“Forti delle decisioni della Corte Costituzionale e del Consiglio di Stato che hanno confermato la piena legittimità dell’operato dell’Amministrazione – ha dichiarato il ministro – continuiamo a lavorare con determinazione per assicurare il corretto avvio dell’anno scolastico su tutto il territorio nazionale, nel rispetto degli impegni assunti con il Pnrr”.
La vicenda continua però ad avere ripercussioni soprattutto nel Cilento e nelle aree interne della provincia di Salerno, dove diversi Comuni hanno contestato la riduzione delle autonomie scolastiche prevista dal piano regionale. Tra i casi più discussi figurano quelli legati agli istituti comprensivi di Ogliastro Cilento e Gioi, finiti al centro di ricorsi amministrativi promossi da amministrazioni locali e comunità scolastiche.
Nei mesi scorsi il Consiglio di Stato aveva già respinto il ricorso presentato da undici Comuni cilentani contro il piano di dimensionamento, confermando di fatto la nuova organizzazione della rete scolastica sul territorio. Una decisione che aveva provocato proteste e preoccupazioni, soprattutto nei piccoli centri dell’entroterra, dove si teme che la perdita dell’autonomia scolastica possa rappresentare un ulteriore colpo ai servizi essenziali e al contrasto allo spopolamento.
Nel frattempo la Regione Campania ha approvato un nuovo piano con ulteriori accorpamenti scolastici per evitare il commissariamento, precisando tuttavia che la riorganizzazione interesserà principalmente le dirigenze e non comporterà la chiusura dei plessi presenti nei territori del Cilento e del Salernitano.

