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Tradizione rurale e cittadinanza attiva: a Corleto Monforte nasce la “Transumanza per la Pace”

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Rigenerare le aree interne del Mezzogiorno partendo dalle radici storiche del territorio per lanciare un messaggio universale di coesistenza e dialogo. Con questo obiettivo è nata a Corleto Monforte la “Transumanza per la Pace”, un’iniziativa pilota di partecipazione giovanile e collaborazione intergenerazionale che ha preso vita il 16 e 17 maggio 2026, nel cuore degli eventi della tradizionale “Festa del Caciocavallo e della Transumanza”.
L’iniziativa nasce dalla sinergia tra l’Associazione Costiera Amalfitana Riserva Biosfera (ACARBIO), l’impresa sociale Dandelion Social Innovation Lab – realtà stabilmente impegnate nelle politiche giovanili e nello sviluppo rurale della provincia di Salerno – e il Comune di Corleto Monforte, che ha sposato l’idea inserendola nel tessuto culturale della propria comunità.


La transumanza è l’anima della nostra terra, un rito millenario di cammino e condivisione – il sindaco di Corleto Monforte, Filippo Ferraro, commenta con orgoglio la riuscita dell’evento – Legare questa tradizione al tema della pace e della partecipazione dei giovani significa dimostrare che le nostre aree interne non sono isolate, ma sanno farsi portatrici di valori universali. Accogliere ragazzi da tutto il Sud e i volontari internazionali è stato un momento di crescita collettiva per tutta la comunità corletana”.
Sulle motivazioni del progetto interviene Vincenzo Sannino, presidente di Acarbio, partner capofila: “Abbiamo voluto questa iniziativa dimostrando che quest’area può diventare un laboratorio d’innovazione sociale e di partecipazione giovanile. Unire i giovani del territorio ai volontari europei intorno a un rito antico come la transumanza ci permette di coltivare una cultura della pace che parte dalla terra, dal rispetto della natura e dall’inclusione dell’altro. Questo non è un evento isolato, ma un modello replicabile di cittadinanza attiva”.

Nei tre giorni di attività (dal 15 al 17 maggio), il borgo cilentano si è trasformato in un laboratorio a cielo aperto attraverso diverse iniziative. Una di queste è stata la registrazione di 5 podcast della serie “Peace Talks” a cura del gruppo Giovani Podcaster per la Pace (coordinato da Dandelion in collaborazione con l’Associazione Libersare di Bari e Radio Lasagne Verdi di Sala Consilina), realizzati grazie al sostegno della Fondazione Vincenzo Casillo e del progetto Erasmus+ “La Voce dei Giovani”.


Creatività e riuso: I volontari del Corpo Europeo di Solidarietà dei progetti Corleto Rural Lab e Morigerati Rural Lab hanno dato vita a un laboratorio creativo, realizzando con materiali di recupero ghirlande, cuori e bandiere della pace che hanno addobbato gli animali e i partecipanti durante il cammino. Politiche locali e cittadinanza: Un workshop operativo ha unito i rappresentanti dell’amministrazione comunale e 17 giovani provenienti dalle aree interne del Sud Italia per discutere del ruolo della gioventù nei processi decisionali dei piccoli comuni.

Il Manifesto di Corleto
Il culmine della manifestazione si è raggiunto a quota 1.300 metri sul livello del mare, presso il rifugio montano di Corleto Monforte, con la firma del “Manifesto di Corleto”. Il documento programmatico è stato siglato da tre Amministrazioni Comunali (Corleto Monforte, Sant’Angelo a Fasanella, Ottati) e da dieci organizzazioni non-profit:
•  ACARBIO APS (Tramonti, SA)
•  Dandelion Social Innovation Lab impresa sociale srl (Morigerati, SA)
•  Associazione Libersare OdV (Bari)
•  Associazione I ragazzi di San Rocco – Radio Lasagne Verdi (Sala Consilina, SA)
•  Monaci Digitali APS (Padula, SA)
•  Mòvesi APS (Buccino, SA)
•  Associazione GeoTrek Paestum
•  Forum dei Giovani di Tramonti (SA)
•  Comitato Auletta Casa Mia (Auletta, SA)
•  Rarraca (Caggiano, SA)
Un estratto significativo del Manifesto recita: “La transumanza — movimento millenario degli animali e delle persone tra i pascoli — ci ha ricordato che spostarsi, incontrarsi e mescolarsi è nell’ordine naturale delle cose. Che i confini non sono mai assoluti. Che la cura della terra e la cura dell’altro sono la stessa cosa. Da questa esperienza nasce il presente Manifesto, che sottoscriviamo con convinzione”.

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Comunicato Stampa
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