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sabato 26 Novembre 2022
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I Contadini “DOP” del Cilento

La gioia di lavorare in campagna, è di questo che la signora Maria di Serramezzana, racconta, in questa video-intervista rilasciata per il programma GEO di RAI3, a Pietro Cannizzaro. Lei  è felice di vivere in un mondo,  dove le sue giornate sono cadenzate dal sudore del suo lavoro, ripagato dalla soddisfazione di condividere  i suoi “frutti” quotidiani con i propri figli, con  la  sua famiglia. Non vi è dubbio sulle ormai accertate  e ben definite proprietà della Dieta Mediterranea  e di come il nostro corpo ne può trarre beneficio, ma altrettanto certo è che lo studioso Ancel Keys, aveva abbinato, alla sua “ricetta per la longevità”  oltre che al mangiar sano, uno stile di vita semplice, laborioso si, ma senza lo stress che la società attuale ci impone.
Ritornare tutti o la maggior parte di noi ai ritmi dettati dalle giornate narrate dalla Signora Maria ?? Perché no ! sicuramente molti ne trarrebbero giovamento e forse la nostra amata terra potrebbe rianimarsi di colori vivi ed ormai persi , ma sarebbe anche in grado di essere un viatico per combattere disoccupazione e precariato riscoprendo l’agricoltura, magari innovandola.

Il nostro è, ma soprattutto in passato è stato,  un territorio prevalentemente agricolo con numerose zone di elevato valore ambientale, che spesso hanno resistito agli assalti speculativi. L’agricoltura non è dunque elemento marginale o accessorio, come purtroppo si sente dire, ma è l’elemento distintivo della nostra cultura e della nostra storia ed è lo sfondo imprescindibile che accompagna tutte le nostre giornate e che probabilmente condiziona anche la nostra vita interiore. Tutti noi riconosciamo il privilegio di vivere circondati da tanta bellezza. Pensiamo a quale fattore di equilibrio possa rappresentare nella vita individuale vivere qui o in una periferia cittadina degradata, e all’influenza che la bellezza ha sulla felicità individuale e quanto essa possa essere valore fondante di una collettività.

Ma il nostro Cilento non è solo bello, è anche utile,  avere un territorio senza “periferie”, dare accesso a tutti a questa bellezza e a questa utilità,  la loro tutela, è forte elemento di democrazia e di uguaglianza tra i cittadini, perché significa riconoscere il diritto di tutti ad un bene comune. L’antropizzato paesaggio agrario è infatti anche  un contesto economico, se è vero che è uno degli attrattori turistici del nostro territorio, insieme con le sue produzioni pregiate. La scelta politica fondamentale che deve compiersi oggi, in un momento storico in cui sembra importante ripartire dalle comunità, è quella di scegliere tra coloro che “estraggono” risorse, e gli “innovatori” che producono e lasciano ricchezza durevole alle comunità. Tutto ciò richiede una classe dirigente e politica capace di progettare e  di investire efficacemente le risorse pubbliche disponibili della prossima tornata, che miri ad accrescere le opportunità per  diminuire le differenze tra i cittadini e che sia animata da un forte senso della missione pubblica. Dovremo tutti avere  la capacità di guardare nello stesso tempo alla nostra storia e al nostro futuro, ad esercitare, con la maestria che è propria della nostra comunità, memoria e lungimiranza.

Ma come potrebbe avvenire una completa tutela di questo importante bene comune ? Molte Amministrazioni, dovrebbero e potrebbero adottare un  nuovo piano regolatore a consumo di suolo zero, preceduto da un censimento del già edificato, che non significa fermare l’attività edilizia, ma specializzarla nel recupero dell’esistente, non consumando altro suolo agricolo e naturale, e nella riqualificazione urbana, per la quale urgerebbe cominciare a presentare progetti per utilizzare i fondi europei in arrivo. Il Cilento, ha diversi prodotti agricoli, riconosciuti e tutelati da marchi DOP e IGP, come l’olio extravergine di oliva DOP, la DOP del fico bianco , l’IGP Marrone di Roccadaspide, la PAT della Mozzarella co’ a murtedda , oltre ad avere un numero importante  di prodotti tipici freschi o trasformati, con una buona professionalità di diversi operatori .

Ed è determinante conservare e trasmettere queste conoscenze dettateci  dei nostri nonni come Maria ma anche preservare l’opera di alcune delle nostre maestranze (potatori, viticoltori, allevatori ecc..), con l’obiettivo di creare opportunità di lavoro stabile e permanente nel territorio per le future generazioni, creando una memoria storica di quali erano gli usi e costumi di una civiltà contadina Cilentana che non deve essere consumata dal rinnovamento.

credits Video: Geo Rai3 – realizzato da Pietro Cannizzaro – La foto di copertina non  inerente alla storia è di Federica Giuliano su Instagram

Alessandro Giordano
Alessandro Giordano
Dal Marzo 2015 racconto la nostra terra, il Cilento, mostrandola con gli occhi di chi la ama, la vive e vuole contribuire a farla apprezzare di più ai turisti e ai Cilentani stessi. La Storia, i Personaggi, la Cultura, le Tradizioni e le Contraddizioni, il patrimonio artistico, gli eventi e le iniziative in programma che ritengo più interessanti segnalare, i musei, le attrazioni e le proposte per i turisti, il cibo ed i prodotti del territorio sono i temi principali dei miei articoli.

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