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Leggende - 18 Feb 2016

Fantasmi e storie misteriose del Cilento

Anche io, come credo tanti di voi, da piccolo, ma anche con la maggiore età mi sono imbattuto in storie di fantasmi o spiritelli

Tra leggende e borghi infestati, i nostri paesi sono pieni di spettri. Sono il brivido freddo che scorre lungo le schiene nella fredde notti invernali davanti al focolare.

Il pathos, poi, viene elevato alla massima potenza da un qualsiasi piccolo dettaglio: Esse non sono storie disponibili in Tv o al Cinema, l’unico modo è ascoltarle .

Per sentirle, dunque, c’è solo un modo: farsele raccontare ed il Cilento ne è  un contenitore che ne custodisce centinaia.


Anche io, come credo tanti di voi, da piccolo, ma anche con la maggiore età mi sono imbattuto in storie di fantasmi o spiritelli, come quella del “munaciello” già raccontatovi in un precedente post e certo non mi sono fatto mancare l’avvistamento di una figura spettrale a casa mia, che mi ha regalato per anni notti insonne.

Le storie, o chiamiamole pure leggende che ho raccolto e delle quali non riuscirò mai a certificarne la veridicità, sono frutto in parte della tradizione locale in parte della voglia di credere che un altro mondo oltre la vita, esista.

Iniziamo con  il racconto di  una comitiva di ragazzi provenienti dal napoletano che qualche anno fa,durante un falò sulla spiaggia di Trentova, ad Agropoli, avrebbero avvistato, dopo uno strano increspamento dell’acqua una sagoma che dagli scogli si incamminava verso la comitiva. Questa notizia, riportata poi da vari giornali locali, accompagnò alla mente una storia risalente a nove anni prima, quando fu ritrovata sul cemento del costruendo  lido balneare, un’impronta del piede di una bambina.

Allora si parlò di fenomeno paranormale e nel tempo si sono susseguiti racconti dal sapore fantastico tra le coppie di innamorati che di sera o di notte erano soliti appartarsi su quella spiaggia.


O la storia del fantasma della spiaggia di Lentiscelle a Marina di Camerota.

Qui si narra che  lo spirito di una giovane donna, irrequieta e ansiosa, si aggira  correndo sulla battigia soprattutto durante le notti di luna piena. C’è chi sostiene di aver visto sfrecciare il fantasma, in lacrime, dal cimitero al mare.Chi giura di aver notato un velo bianco volare lungo la staccionata di legno che delimita la spiaggia. E’ possibile che ci sia un parallelismo con la storia di una ragazza del 1700  giovane sposa che per motivi di gelosia, orgoglio e onore fu ammazzata dal suo fidanzato, suo futuro sposo. Il corpo della donzella fu scaraventato nello strapiombo ai piedi di  palazzo Serra, e da quel momento una triste ed eterea figura si aggira maledetta per le stanze della costruzione rinascimentale e nella vallata sottostante.

Ma anche il Vallo di Diano ha qualche piccola storia da tramandare.

Si narra che a Prato Perillo – frazione di Teggiano –   in una casa alle 2 di ogni notte, una luce rossa fissa abbagli i passanti  che transitano in quel luogo non facendo mancare alcuni rumori sinistri .

O la leggenda che racconta che fra le date del 30 e 31 Ottobre di ogni anno , a Teggiano,  alla mezzanotte , secondo alcuni, è possibile notare per le stradine interne del centro storico “le carrare”, la processione dei defunti che prima di passare nell’aldilà eseguono una marcia nelle viuzzole, pregando, cantando e lamentandosi.

Mentre a Sala Consilina, nella vecchia cava abbandonata ci sono “Li Munacieddi “ovvero bambini morti non battezzati che si aggirano spaventando chi si trova di lì a passare. Ed ai quali non  bisogna mostrare il pollice o  il mignolo , poichè gli spiritelli li tagliano e a chi ha l’ardire di privarli  del loro copricapo regalano enormi ricchezze.


Esistono i fantasmi?  Storicamente e geograficamente, “sì” è la risposta di gran parte dell’umanità. I racconti di persone che hanno visto, sentito o percepito esseri incorporei e spettrali agire in modi misteriosi e terrificanti sono di portata quasi universale nel campo dell’esperienza umana, ma è bello anche solo pensare che non tutte le storie siano vere e che possano ancora oggi allietare,  ma rendere anche alcuni notti insonni, le generazioni future.

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