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mercoledì 17 Agosto 2022
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Un dolce tipico dei giorni di festa. Dal Cilento “a pizza roce”

I prodotti dolciari del Cilento racchiudono tradizioni millenarie. Dolci inimitabili perché tramandati da generazione in generazione, tipici, freschi, fatti a mano con materie prime inconfondibili, da tecniche antiche, ma soprattutto frutto di una terra ancora incontaminata. La grande varietà dei dolci di questo territorio, ha spesso un significato rituale legato alle feste dei Patroni e a quelle popolari, in passato venivano offerti come mezzo di saluto, rappresentavano tutte le espressioni dei sentimenti puri del popolo cilentano, essi simboleggiano la vita rurale contadina.

Quello che oggi vado a descrivervi è un dolce tipico delle nostre feste, quando le pasticcerie ancora erano un miraggio nei nostri piccoli borghi e le mamme, le nonne si industriavano in casa, con le poche materie prime che avevano a disposizione, ad adornare i pranzi di festa con le tante, dolci leccornie della nostra tradizione.
Era il giorno dedicato alla Madonna di Pompei, l’8 maggio di tanti anni fa quando mia nonna Annunziata mi disse: “Oggi mangi con me a pranzo? Preparo a pizza roce”. Fui incuriosita da questo strano nome che non avevo mai sentito,  non vedevo l’ora che la campana del paese rintoccasse il mezzogiorno per potermi sedere a tavola ed assaggiarla.

Certo il nome era curioso, noi cilentani quando pronunciamo il nome pizza indichiamo qualcosa che avrà sicuramente a che fare con la tipica pizza cilentana o margherita, era quell’aggiunta in più “roce” che mi suonava strano ma allo stesso tempo mi preparava positivamente alla scoperta di questa nuova delizia. Ed eccomi a pranzo da Nonna, le pietanze si alternavano in un tripudio di odori e sapori tipici della mia terra, fino a che raggiungemmo la tanto agognata meta; finalmente, la “pizza roce” fece la sua comparsa. Era enorme, eravamo in tre a tavola ma quella “spianata” di delizie varie avrebbe potuto sfamare fino a 12 persone. Si presentava come una piccola collina bianca ricoperta di neve e di piccoli omini rossi che ne popolavano la “piazza”, dalle fondamenta si palesavano le due creme che la farcivano crema bianca (solo uova) e nera (aggiunta di cioccolato), così le chiamavo. Descriverne il sapore credo sia quasi impossibile, quindi il mio invito è quello di prepararla e poi gustarla, sicuramente riuscirò, poi, a spiegarmi meglio.

Leggi anche:   Il Cilento e la tradizione dei tagliolini al latte

Ingredienti – per il Pan di spagna

  • 140 gZucchero
  • 4Uova
  • 140 gFarina 0

Crema pasticcera

  • 500 gLatte
  • 130 gZucchero
  • 65 g. Farina 0
  • 3 – Tuorli
  • Cioccolato fondente q.b.
  • Buccia di limone

Per la glassa (il Naspro)

  • 300 g. Zucchero a velo
  • Acqua q.b.

Preparazione
Mettiamo nello sbattitore le uova, lo zucchero e montiamo per 20 minuti. Setacciamo la farina e accendiamo il forno a 180°. Uniamo alla montata di uova e zucchero la farina setacciata, rigorosamente a mano, mescolando delicatamente dal basso verso l’alto. Imburriamo e infariniamo una teglia da 22 cm, versiamo il composto e inforniamo per 30/35 minuti circa.
Appena cotto, tiriamo fuori dal forno e rovesciamo il pan di spagna su un canovaccio fino al completo raffreddamento. Nel frattempo prepariamo la crema pasticcera, misceliamo in una ciotola lo zucchero e la farina, uniamo i tuorli e mescoliamo cercando di non formare crumi, aggiungendo un po di latte se necessario. Portiamo a bollore il latte con la buccia di limone, versiamo il composto di uova, zucchero e farina, mescoliamo e appena riprende il bollore spegniamo il fuoco, versiamo la crema in una ciotola, copriamo con la pellicola a contatto e lasciamo raffreddare in frigo. Lo stesso procedimento per la crema al sapor di cioccolato aggiungendo scaglie di fondente.

Procedimento per la glassa ( il naspro)
In una casseruola versate l’acqua e lo zucchero a velo e con una spatolina di legno mescolate finché lo zuccherò non sarà completamente sciolto e il composto sarà liscio e morbido. La glassa sarà pronta se prendendo una goccia tra due dita, aprendole si formerà un filo. Prepariamo la bagna con acqua, buccia di limone e zucchero, appena fredda uniamo un po vermuoth. Foderiamo con la pellicola la teglia in cui abbiamo cotto il pan di spagna. Tagliamo il primo disco e mettiamolo sul fondo, bagniamo e mettiamo metà della crema.  Setacciamo lo zucchero a velo, uniamo il succo di limone poco alla volta, potrebbe non servire tutto e mescoliamo velocemente. Versiamo la glassa (il naspro) sulla torta e aiutiamoci con una spatola per farlo scendere sui lati, decoriamola con i diavolini, facciamo riposare un paio di ore in frigo e siamo pronti a gustare questa deliziosa torta.

Angela Capuano
Angela Capuanohttps://www.cilentoreporter.it/
Il mio piacere è cucinare. Credetemi non è solo un hobby ma uno stile di vita. Le mie pietanze rispecchiano quella che è la mia terra: il Cilento, fonte del mio essere e della mia quotidianità. Vi proporrò le ricette tradizionali e non, alle volte con delle piccole varianti o accorgimenti.

2 Commenti

  1. Io la faccio speriamo che viene buona.come quelle che faceva mia madre .era del cilento omignano.

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