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Reflussi - 9 maggio 2018

La strada verso il Monte della Stella

Ma come l’Enav è divenuta unica proprietaria di quella strada? Non certo perché da questo ente costruita, visto che il tracciato era già in essere nel secolo scorso


In una domenica qualunque ho percorso la strada che da  Omignano Capoluogo porta sulla vetta del Monte della Stella, certo non è la prima volta, lo faccio spesso, nei ritagli di tempo ma soprattutto quando le condizioni meteo lo permettono.
Per coloro che non hanno mai percorso questo tracciato, premetto che dal cimitero di Omignano  fino in prossimità del Santuario,  diventa strada privata,  di proprietà Enav che da un trentennio e più gestisce il radiofaro posto sulla vetta del monte e ne desumo, dovrebbe gestirne la viabilità e la messa in sicurezza di tale piccola arteria.  Ma cosi non è.
Sulla sommità, anche esse da più di un trentennio, svettano ripetitori di Tv e Radio pubbliche e private  oltre che a vari strumenti di emissione/ricezione segnali di apparati dello Stato.
Questo fa desumere, il notevole e forte interesse che in tanti hanno sull’accaparrarsi “un posto al sole” e di conseguenza i notevoli o esigui introiti che soggetti, pubblici o privati, hanno nel destinare alcune porzioni del monte.
Ma il mio compito non è fare i conti in tasca a qualcuno, certo,  mi piacerebbe capacitarmi che parte di questi introiti, parlo delle amministrazioni locali, vadano a rimpinguare le casse pubbliche con pari giovamento verso il semplice cittadino, tantomeno vorrei soffermarmi sulla pericolosità che detti apparati potrebbero provocare sull’ignaro turista/pellegrino.
Ormai sono passati alcuni anni dal giorno in cui si è cercato di rilanciare il Monte della Stella, tante parole sono state spese per poi restare puntualmente inattese. Questa mirabile opera della natura ed in parte dell’essere umano, è ritornata nell’oblio più totale se non fosse altro che per alcune “passeggiate” culturali che poche associazioni del territorio promuovono.
Ma il nodo, secondo me, importante, senza nascondere gli altri punti già discussi, è anche la viabilità, non elemento secondario ma principale, artefice di una possibile rinascita.
Ma come l’Enav è divenuta unica proprietaria di quella strada? Non certo perché da questo ente costruita, visto che il tracciato era già in essere nel secolo scorso, poiché costruita dalla famiglia De Feo che ne deteneva la proprietà.
Essa è stata per anni l’unica via di accesso alle loro tenute ed alla cappella di S. Maria del Monte della Stella, dalla stessa famiglia voluta e costruita, poi, le vicissitudini della vita hanno reso parte di quel Monte bene comune.
Un bene comune che  negli anni ’70, con la costruzione di una base militare Loran, veniva riconosciuto come luogo di interesse logistico e militare tanto da arrogarsi il diritto, in Italia succede spesso, di renderlo quasi del tutto inaccessibile.

Ma d’altronde eravamo in periodo di “guerra fredda” e l’alleato spingeva non poco nella definizione di basi militari adattabili a qualsiasi tipo di intervento, ma per fortuna quel tempo è passato e la tanto famigerata quanto discussa base militare è stata dismessa, lasciando solo a troneggiare la “palla bianca” ed alcuni caseggiati.
Ecco, allora, che il bene comune è rientrato, lo era già prima, nelle disponibilità di alcuni governi locali che tuttora ne detengono la proprietà; ma negli anni, alterne amministrazioni ne hanno dettato, ahimè, solo l’abbandono, continuando però a rimpinguare  le casse comunali con gli oboli della vendita del taglio boschi o dall’affitto di porzioni di terreno, senza mai preoccuparsi però di ottemperare, dove i proprietari del piccolo asse viario non facessero, ad una piccola quanto utile manutenzione della stradina e/o della zona antistante il Santuario.
Ad onor del vero, il comune di Omignano e negli anni la Comunità Montana Alento Montestella nonché alcune cooperative del territorio, con le proprie risorse e manovalanza hanno ottemperato egregiamente a questa mancanza ed eccellentemente, oggi, rendono fruibile questo attraversamento fino alla vetta.
Ma credo che il tempo dell’assenteismo degli altri sia finito. Che si inizi a prendere coscienza di questa ennesima risorsa non adoperata ed a proporre significative iniziative per la riqualifica .
Per certo so che l’Enav ha chiesto di dismettere la proprietà su questa strada e passare ai comuni interessati (Sessa Cilento ed Omignano),  che in questo periodo di spending rewiew si troverebbero ad aver a che fare  con l’ennesima patata bollente, la proprietà.
Ed ecco che qui potrebbero intervenire i privati con il beneplacito delle proprietà; privati che per anni si sono serviti e tutt’oggi si servono di quella strada per alimentare i propri interessi, dovrebbero e potrebbero essere loro gli artefici di questo rinnovamento. Si tratta di un’idea coraggiosa che potrebbe crescere  e che troverebbe consensi nelle comunità, non so’ negli astanti .  Un progetto che potrebbe diventare  elemento di marketing e attrattiva del nostro territorio. La stradina per il Monte della Stella è un simbolo ed il collegamento e il progetto potrebbe portare alla valorizzazione di un turismo sostenibile più lento di altri ma che permetterebbe la conoscenza di terre straordinarie come le nostre
esaudendo quello che ormai da anni si chiede a gran voce: il Monte della Stella valore aggiunto.

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