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Geoblog - 26 Febbraio 2019

Sessa Cilento – Omignano – Santuario di Santa Maria del Monte della Stella

Sorge sulla vetta del monte Stella, in tenimento del Comune di Sessa, ad un’altitudine di 1131 m s/m. Si raggiunge attraverso una strada carrozzabile che, partendo dal centro di Omignano e snodandosi attraverso folti boschi di castagno, permette di raggiungere il vertice del monte dopo un itinerario di circa 10 km. Il rilievo presenta diversi punti panoramici. Sul versante prospiciente il mare, la vista spazia sulla costa tirrenica, che va dalle prime propaggini della penisola Sorrentina fino al golfo di Policastro; sul versante opposto si possono ammirare la verde vallata dell’Alento ed i paesi che si adagiano sulle balze montuose interne fino ai monti Cervati e Gelbison.

La cappella di S. Maria pone le basi su un apparato strutturale medioevale ed è frutto di una serie di restauri avutisi nel corso dei secoli. Fa denotare semplici linee architettoniche e presenta un aspetto tipicamente rustico, anche se la costruzione, realizzata con blocchetti di pietra squadrati, assume l’aspetto di una fortezza. La fronte anteriore ha forma trapezoidale, che superiormente si chiude a mo’ di triangolo. Il portale d’ingresso, descritto da grossi blocchi di arenaria dura, è sormontato, nelle vicinanze del timpano, da un’apertura rettangolare, chiusa da un’imposta con vetro. Le fiancate esterne sono oblique, rispetto al piano d’appoggio.

Su quella orientale si notano alcune stanzette, un tempo usate come celle, alle quali si accede dalla parte posteriore. L’interno, ad unica navata, non riserva aspetti di particolare suggestione artistica, se non una tomba, contenente alcuni reperti ossei, inglobata nella pavi-mentazione e posta in prossimità del presbiterio. Al centro di quest’ultimo, che è rialzato rispetto al piano principale, vi è una nicchia che, durante l’annua apertura del santuario, custodisce la statua della Madonna della Stella.

La mensa si compone di blocchi di pietra con lettere incise, probabilmente relitti di un vecchio altare. Un po’ di storia Alla fine del sec. VI, sul vertice del monte si ergeva un centro fortificato di nome Lucania, che fu eletto dai Longobardi a sede dell’omonimo gastaldato. Distrutto dai Saraceni, venne nuovamente edificato poco prima del Mille. Le carte del tempo Io descrivono come Castellum Cilenti; dopo il 1034 divenne la sede dell’Actus Cilenti, circoscrizione essenzialmente militare con giurisdizione su villaggi, terre e pertinenze posti sulle pendici del monte Cilento, com’era chiamato allora il massiccio. Verso la fine del sec. XI, fu dato in feudo ai principi Sanseverino, i quali scelsero proprio Castellum Cilenti come sede della nascente Baronia del Cilento, poi trasferita nell’antico castello longobardo di Rocca, oggi in tenimento del Comune di Lustra. Le prime notizie sulla cappella risalgono alla fine del sec. XII.

Di certo vi era nel 1362 una cella dedicata a S. Marco, dipendente dal monastero di S. Magno, all’epoca ancora attivo. Nel 1444 un sacerdote del villaggio di San Mango, Angelo Sombato, ottenne dal vescovo di Capaccio il consenso a potersi trasferire, come eremita, presso la cappella, che nella contestuale bolla vescovile veniva indicata come S. Maria della Stella. La nuova denominazione riguardò non solo il santuario, ma anche la montagna, che a partire dal sec. XV assunse l’oronimo odierno di monte della Stella in luogo di monte Cilento. Nei secoli seguenti la cappella divenne meta di pellegrinaggi, soprattutto in occasione di due feste, dette “perdonanze”, che si celebravano in onore di S. Marco e dell’Assunta. Già dipendente spiritualmente dalla Badia di Cava, e quindi dalla chiesa di San Mango, è attualmente affidata alle cure pastorali del parroco di Omignano. Il Castelluccio Partendo dallo spiazzo inferiore della cappella e seguendo un sentiero che si snoda lungo il crinale di nord-ovest del monte (altri sentieri si dipanano da più punti del territorio comunale) si perviene, dopo circa un quarto d’ora, in una località di notevole interesse storico-naturalistico, detta Castelluccio, antico centro fortificato verosimilmente eretto a difesa della struttura insediativa posta sulla cima del monte. Della muraglia difensiva restano oggi solo poche tracce materiali, soprattutto sul versante occidentale.

Lungo il percorso citato si trovano alcune neviere, cavità in muratura dove fino a metà Novecento veniva raccolta e conservata la neve caduta durante l’inverno per poterla usare durante l’estate, nonché un complesso megalitico conosciuto come Prèta ru mulàcchio, blocco monumentale che richiama i riti di fecondazione ed il culto delle pietre. Appuntamenti Domenica successiva al 15 agosto: festa di S. Maria della Stella.

a cura del Dott. Antonio Migliorino

It is on the top of Mount Stella and is part of Sessa’s town. It is situated at a height of 1131 meters above the sea level. It can be reached through a carriage-able road beginning in the centre of Omignano and going along thick woods of chestnut trees, a route of 10 km. There are a few panoramic spots. On the sea side there is a view of the Tirrenic coast, from Sorrento’s coast to the gulf of Policastro.

On the opposite side there is a view of the Alento’s green valley, of the villages scattered on the hillsides and of Mount Cervati and Mount Gelbison. S. Maria’s chapel was built on a medieval structure and is the result of many restorations made over the centuries. The chapel is rustic with simple architectonical lines, it looks like a fortress because is made of square stone bricks. The front side is trapezoid shaped, the top side is like a triangle. The entrance portai is made of thick sandstone bricks, next to it there is a gable with a rectangular window closed by a glass shutter. The outer walls are oblique in respect to the ground. On the western wall you can see some small rooms, long ago used as cells. The access to the room is from the backside.

The inside, with only a nave, doesn’t have any arti-stic features except for a tomb incorporated in the floor and containirig bone remains. The tomb is dose to the chancel, which is placed on a base. In the centre of the chancel there is a niche, which hosts, during the yearly opening, the statue of Madonna della Stella. The “mensa” is made up of stone blocks (with some inscriptions) probably the remains of an old altar. A bit of history At the end of the 6th century, on the top of the mountain there was a fort called Lucania which was the seat of the Longobardian gastald. Afterwards it was destroyed by the Saracens and rebuilt again before the one thousand A.D. Recorded in old documents as Castellum Cilenti, after 1034 became the seat of the Actus Cilenti, a military district having jurisdiction over villages, lands and facilities around the Mount Cilento (the old name). At the end of the 11th century, the fort was granted as a feud to the Sanseverino princes, who chose Castellum Cilenti as the seat of the new Barony of Cilento. The seat was then moved to the old Longobard castle of Rocca, today part of the municipality of Lustra. The first information about the chapel comes from the end of the 12th century. In 1362 there was for sure a chapel dedicated to San Marco (St. Mark), subordinated to S. Magno’s monastery stili active during that time.

In 1444 a priest of San Mango village, Angelo Sombato, received the permission from the Capaccio’s Bishop to move, as a hermit, to that chapel called in the Bishop’s document S. Maria della Stella. In the 15th century the mountain also changes name from Mount of Cilento to Mount Stella. Duríng the following centuries the chapel became a pilgrimage destination, especially during the celebrations dedicated to San Marco (St. Mark) and Our Lady of the Assumption, called “perdonanze” (forgiveness). The sanctuary was under the aegis of Cava Abbey, then of the church of San Mango, today is cared by the parish priest of Omignano. Il Castelluccio

If you leave the lower clearing of the sanctuary and follow a path along the north-west ridge of the mountain (there are also other paths around) in about 15 minutes, you’ll reach an interesting historical and naturalistic piace, called Castelluccio, an old fort built to protect the centre on the top of the mountain. Only little, on the west side, is left of its walls. Along the route there are some neviere, hollows used unti) the midlle of the 20th century to collect and store the snow had fallen during the winter, to be then used during the summer. There is also a megalith known as Prèta ru mulàcchio, a monumental rock connected to fertilization rituals and to the cult of the stones. Appointments The Sunday following August 15: S. Maria della Stella festival. It attracts many pilgrims and follo-wers from the surrounding area.

Edited by Dott. Antonio Migliorino

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