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Dal Cilento all’Ucraina. La Pasqua di Resurrezione ai tempi dell’odio

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La consapevolezza che  la Pasqua di quest’anno avrebbe avuto un significato diverso rispetto al passato è arrivata già qualche mese fa. Tra  bombe,  morte,  distruzione e i drammi di una guerra feroce, parlare di pace e serenità, mi sembra irreale. Ma mai come adesso parlare di “Resurrezione” è fondamentale, quasi una necessità. Augurare a chi ha perso tutto, una nuova rinascita è, deve essere,  il nostro pensiero primario, soprattutto oggi quando ci troveremo, con i nostri cari o con le persone  a cui vogliamo bene, nella tranquillità e serenità delle nostre case.  Certo, noi poco o nulla potremmo fare in questa giornata di festa per i nostri fratelli Ucraini se non quello di ricordarli nelle nostre preghiere e sentirli accanto a noi nelle nostre tavolate imbandite.

Potrebbe essere utile anche conoscere le tradizioni pasquali dell’Ucraina. Un modo per i due popoli di sentirsi ancora più vicini e per impedire che la cultura di una nazione, fatta anche di queste usanze, si perda per sempre. Insomma, un gesto simbolico e al tempo stesso concreto per non piegarsi alla guerra e alla violenza.

La Pasqua, è da sempre una delle festività più sentite dell’Ucraina. Partiamo dalla parola, dalla lingua, che poi è il primo  mattone dell’identità di un popolo. In ucraino, la parola Pasqua si dice “Velykden”, che tradotto in italiano significa ‘’Grande Giorno’’. Ha la stessa origine della tradizione cristiana ma segue le norme del calendario ortodosso. Quest’anno verrà celebrata il 24 aprile, invece del 17. È preceduta da un lungo periodo di digiuno che viene spesso osservato non mangiando carne o pollame.

Un po’ come per gli italiani, il cibo è una parte importante delle celebrazioni e viene preparato alcuni giorni prima. I piatti principali sono tre: Paska, Krashanky e Pysanky. La Paska è un dolce, una sorta di pagnotta rotonda, decorata con simboli religiosi. Ciascuna famiglia custodisce la propria, personalissima ricetta ma, non manca mai nelle tavole ucraine delle feste di Pasqua. Krashanky e Pysanky  è il nome con cui vengono chiamate le uova dipinte. Mentre i Karansky sono bolliti, i Pysanka sono uova crude e sono decorate in maniera molto più elaborata.

Molti sono soliti decorare la propria abitazione con rami di salice e, durante la messa di Pasqua, i credenti portano cestini con i cibi legati a questa celebrazione e candele. A proposito, invece che dei classici saluti le persone usano la frase ‘’Kristos Voskres’’(Cristo è risorto). Infine, la giornata comprende un pasto comune che inizia rigorosamente dalla Paska.

Dall’inizio della guerra, in Italia sono arrivati oltre 90 mila ucraini in fuga. La metà sono donne, il resto bambini, alcuni molto piccoli. Curiosando su internet, potete trovare alcune di queste ricette. Preparate una paska, decorate delle uova. Condividetele e donatele a chi oggi non ha più una casa, non ha più nulla. E se non conoscete nessun profugo ucraino, fatelo per i vostri cari. Anche per voi, sarà un modo per trascorrere insieme una Pasqua certamente diversa, meno serena, meno spensierata ma non per questo meno importante o priva di significato.

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