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Riprendiamoci la nostra vita, immergiamoci nelle meraviglie del Parco del Cilento

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Si percepisce un vento di cambiamento. Forse non è ancora un vero e proprio vento: assomiglia più a una brezza. Sfiora i nostri visi semicoperti dalle mascherine, allerta i nostri sensi portandoci a pensare che sì, stavolta davvero, questo film apocalittico in cui siamo piombati da 14 mesi è alle scene finali. Non è solo l’aria di primavera, ma sono i numeri delle ultime settimane e soprattutto l’esempio di chi è più avanti di noi con i vaccini a dirci che stiamo per riprenderci in mano le nostre vite. Anche gli esperti più prudenti ora si mostrano possibilisti, addirittura propensi a consigliare riaperture generalizzate.

Quindi un “riapriamo” illuminato, confortato in particolare dall’osservazione di ciò che sta avvenendo negli ospedali. Un “riapriamo” che non dice “il virus non c’è più”, ma che invita tutti a ritrovare la normalità di gesti, azioni, abitudini che avevamo dovuto mettere da parte. A un patto: la prudenza e le attenzioni non dovranno essere abbandonate. Perché il virus c’è, eccome se c’è.
La pandemia, dal marzo dell’anno scorso, ha fatto vittime in tutto il mondo, ha sconvolto stili di vita, fiaccato economie, messo a dura prova collaudati apparati sanitari. Ma ha anche scosso il sistema globale e locale della comunicazione. È stato difficile (e probabilmente il percorso non è stato ancora completato) trovare un equilibrio, senza sbandare ora verso l’allarmismo, ora verso la reticenza. Anche adesso, nel momento in cui si vede il virus che rallenta la sua corsa, bisogna fare uno sforzo supplementare per temperare la legittima, fisiologica, dirompente voglia di normalità che è in tutti noi con l’accortezza che dovrebbe essere propria di soggetti pensanti.

E nel frattempo che si fa? Si continua a stare chiusi in casa, con pasti e caffè da asporto, palestre e teatri chiusi? Il messaggio che arriva in questi ultimi giorni è ormai chiaro: no. Non si continua così. Non si può e non si deve perchè siamo arrivati a un punto in cui le conseguenze di tutto ciò che abbiamo vissuto e stiamo vivendo come limitazioni e divieti avrebbero conseguenze più pesanti di quelle rappresentate dalla minaccia del virus. A un patto, a una condizione: non dimenticare mai ciò che ci stiamo lasciando alle spalle. I rischi ci sono ancora: ignorarli metterebbe noi di fronte a un pericolo personale, gli altri di fronte a un pericolo riflesso ma non per questo meno grave, sia esso quello di un contagio o delle conseguenze di un ritorno a chiusure e divieti. Ma prima o poi la normalità di una vita come quella, magari, vissuta nell’ormai lontano 2019 dovrà prendere il sopravvento, piano piano si tornerà alla normalità, torneremo a visitare luoghi, posti e persone che ormai mancano da troppo tempo.

©Federica Giuliano – Oasi WWF Grotte del Bussento

E potrebbe essere un’immersione nella natura incontaminata dei Parchi Nazionali che avrebbe la capacità riportarci ad una semi e tanto paventata libertà. Era il Maggio 2020 ed in occasione della Giornata Europea dei Parchi, venne presentato il “Sentiero dei Parchi“, protocollo d’intesa siglato tra il Ministero dell’Ambiente e il Cai (Club alpino italiano). Il Sentiero dei Parchi attraversa l’Italia intera, comprese le isole. Dalle incredibili Dolomiti fino all‘Aspromonte alla Sila, poi il Pollino, il Cilento, la costiera amalfitana, il Gran Sasso, i Monti Sibillini, l’Appennino Tosco-Emiliano, il Gran Paradiso senza dimenticare le isole e il Gennargentu, un cammino ecosostenibile che ha come scopo quello di promuovere e diffondere la cultura dell’ambiente, della biodiversità, e valorizzare i sentieri delle aree protette e allo sviluppo sostenibile della nostra penisola, un percorso escursionistico che unisce da nord a sud Italia tutti i parchi e le riserve naturali, che rafforza e va a completare l’attuale sentiero Italia, che unisce le regioni dell’arco alpino connettendo 18 dei 25 parchi presenti in italia,

Sentiero Italia infatti collega le regioni italiane lungo la dorsale appenninica e l’arco alpino, dal nord della Sardegna fino alla provincia di Trieste. Con il Sentiero dei Parchi, la rete di percorsi si amplia ed infittisce e va ad abbracciare le montagne di tutta l’Italia, grazie a specifiche varianti, presto includerà le restanti aree protette, collegando tutti i parchi, le riserve della biosfera e i siti naturalistici Unesco. L’obiettivo è di creare una “cultura dell’ambiente” e della biodiversità, di riscoprire lo slow travel e di valorizzare l’incredibile patrimonio naturalistico nazionale inoltre vuole promuovere la frequentazione consapevole di parchi e riserve e incentivare il turismo sostenibile e promuovere l’identità, la cultura e le economie locali. Ci sarà anche un “passaporto” come la carta del Cammino di Santiago, in cui si potranno collezionare i timbri delle tappe raggiunte per i 25 parchi nazionali che si possono percorrere a piedi, cimelio e memoria delle escursioni effettuate il ministero italiano ha messo a bilancio 35 milioni di euro per gli anni 2020-2033 a favore della manutenzione e il potenziamento delle reti sentieristiche nelle aree protette d’Italia.

Vincenzo Torti, Presidente del CAI raccontava alla presentazione:

“Con il progetto Sentiero Italia abbiamo un sogno, quello di unire l’Italia intera in un grande abbraccio, attraverso la percorrenza a piedi degli straordinari territori che il nostro paese è in grado di offrire non appena si abbandona la strada asfaltata. Al Sud e nelle isole c’è molto entusiasmo è chiaro che si sentono uniti e partecipi. Nel 2020 contiamo di coinvolgere le scuole, ogni scuola sarà invitata a percorrere una tappa del sentiero. Vogliamo lanciare questo splendido percorso alle generazioni future”.

© Diritti riservati
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