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Anche nel Cilento è il periodo di sua maestà la ciliegia

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Chi di noi, da bambini, ma anche più avanti con l’età, non si è arrampicato su di un albero di ciliegio? Era uno degli “avvenimenti” più importanti, proprio di questo periodo, tra fine maggio e metà giugno. Certo, ho sempre pensato, come fosse strano che i frutti più succulenti e dai colori più accessi si trovassero sulle chiome più alte dell’albero. Le arrampicate iniziavano nel tardo pomeriggio, lontano da occhi indiscreti e quasi mai con il beneplacito del proprietario del ciliegio, noi facevamo a gara affinché si arrivasse prima degli altri ad essere il mesto vincitore di un bel mal di pancia, infatti erano pochi i frutti che integri arrivavano, poi,  sulle tavole delle nostre rispettive famiglie. Giugno, è il momento della raccolta delle ciliegie per quasi tutte le varietà coltivate in pianura o in bassa collina.

La Campania, fino al 1986, aveva il primato italiano nella coltivazione delle ciliegie, con ben 8.277 ettari di campi coltivati. Questo primato fu ceduto alla Puglia a causa dell’altissimo costo di manutenzione e raccolta dei frutti, che portò gli imprenditori locali a cambiare destinazione dei terreni. Ad oggi moltissime coltivazioni stanno avendo un forte periodo di declino e rischiano l’estinzione. Come denunciano diverse riviste scientifiche di settore, il declino delle ciliegie regionali, specialmente nella varietà gialla o giallo/rossa, è un fenomeno diffuso in tutta Italia ed è proprio per questa ragione che oggi ci meravigliamo nel trovare frutti dai colori “anomali”.

Questo però non ha intaccato un altro vanto della Regione: sul solo territorio locale sono presenti ben 50 varietà differenti di ciliegia. A titolo meramente esemplificativo ci sono la Ciliegia della Recca, la Maiatica di San Potito Sannitico, la Bertiello di Somma Vesuviana, la Duroncella Nera o l’eccellentissima Spernocchia di Bracigliano, prodotta in provincia di Salerno e premiata nel 2011 come “migliore ciliegia d’Italia”.

Ricordate sempre che le ciliegie migliori sono quelle maturate completamente, non solo per le dimensioni che raggiungono ma anche e soprattutto per la ricchezza in zuccheri e il sapore in generale. Occorre perciò non avere fretta e individuare bene il momento migliore per la raccolta. Ricordate anche che le ciliegie possono avere vita breve se non siete attenti ad evitare che si riscaldino dopo averle staccate dall’albero. Se devono rimanere anche per poche ore in campo nei recipienti, il minimo da fare è coprirle con un telo grossolano (tipo tela da sacchi) ben bagnato, in modo che l’evaporazione dell’acqua tolga calore alla massa sottostante.

Proprietà nutritive della ciliegia

La ciliegia è un frutto che possiede poche calorie, difatti 100 gr di ciliegie contengono soltanto 38 kcal. Essa è ricca di fosforo, di calcio, di sali minerali, di potassio, di ferro, di vitamine del gruppo A e C.

  • La ciliegia protegge il cuore.
  • Ha effetti antidolorifici.
  • Riduce l’ ipertensione.
  • Facilita le funzioni intestinali
  • Previene l’invecchiamento
  • Se si fanno bollire con acqua i noccioli ed i piccioli delle ciliegie si ottiene uno sciroppo che fa calmare la tosse

Credenze popolari e miti

  • Nella mitologia greca il ciliegio era considerato sacro perché era caro a Venere e per questo veniva considerato un portafortuna.
  • I Sassoni credono che i ciliegi ospitano delle divinità che proteggono i campi.
  • Nel folklore inglese sognare un ciliegio porta sfortuna
  • In Cina il ciliegio simboleggia la bellezza femminile
  • Il Giappone ha come simbolo nazionale il fiore del ciliegio
  • Secondo alcune tradizioni popolari la prima volta dell’anno che si mangiano le ciliegie bisogna esprimere 3 desideri.
  • Se si pianta un ciliegio davanti casa la protegge da calamità naturali.

Dalla tarda primavera alla fine dell’estate allietano i nostri palati con la loro succosa polpa, ma le ciliegie si possono gustare anche nelle altre stagioni, basta sapere come conservarle. Ecco 3 pratici metodi.

Ciliegie congelate
Lavate le ciliegie, asciugatele, disponetele (a vostra scelta con o senza nocciolo e con o senza picciolo) su un vassoio, mettetelo nel congelatore, aspettate che si surgelino e poi mettetele in un sacchetto per alimenti di plastica da tenere in freezer fino a quando desiderate scongerlarle per prepararci dolci o frullati. Congelate solo ciliegie in perfette condizioni, mature ma non troppo.

Ciliegie sotto spirito
L’alcol conserva naturalmente, ecco perché le ciliegie sotto spirito si conservano a lungo. Allo scopo preparate uno sciroppo calcolando per un chilo di frutta, 350 ml di acqua, 500 ml di alcol (vanno bene anche grappa, brandy, whisky, gin e vodka) e 200 g di zucchero. Portate ad ebollizione in un pentolino l’acqua e lo zucchero, fate bollire per un paio di minuti, spegnete il fornello, fate raffreddare e solo dopo aggiungete l’alcol. Lavate e asciugate le ciliegie, tagliate il gambo in modo che ne resti non più di un centimetro, mettetele in un vasetto ermetico di vetro sterilizzato, eventualmente insieme a una stecca di cannella o dei chiodi di garofano, e riempite il vaso con lo sciroppo preparato in precedenza in modo da ricoprire completamente le ciliegie. Chiudete il barattolo, mettetelo in un luogo fresco e al buio per almeno 2-3 mesi prima di aprirlo.

Ciliegie sciroppate
Come l’alcol, anche lo zucchero è un conservante naturale. Per preparare lo sciroppo per un chilo di ciliegie serviranno 100 gr di zucchero e 1/2 litro di acqua. La quantità di zucchero dipende anche dal tipo di ciliegie, più sono amare più zucchero servirà. Fate sciogliere lo zucchero in un pentolino con l’acqua, portate ad ebollizione, lasciate bollire per qualche minuto (non troppo altrimenti si forma il caramello), spegnete e fate raffreddare lo sciroppo. Riempite con le ciliegie lavate, asciugate e private del peduncolo, dei vasetti di vetro sterilizzati a chiusura ermetica, versate poi lo sciroppo. Tenete i vasetti in un luogo fresco e riparato per almeno 1 mese prima di aprirli. Volendo potete aromatizzare le ciliegie sciroppate con della vaniglia o della cannella.

Fonte: ISPRA ambiente e curenaturali.it

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