sabato 25 Settembre 2021
20.5 C
Sessa Cilento
sabato 25 Settembre 2021
Prima PaginaMagazineTradizioniMaschere del Carnevale nel Cilento

Maschere del Carnevale nel Cilento

-Pubblictà-

Il periodo compreso tra l’Epifania e la Quaresima si celebra il Carnevale, una festa di origine contadina risalente ai riti tradizionali della stagione invernale. Le maschere del Carnevale sono ampiamente diffuse, ma ciascun territorio ha le sue peculiari caratteristiche. Usanza cilentana, è quella di personificare “carnevale” nel compagno della “quaresima”: in taluni paesi si ha “Carnuvalo” e “Quarajesema”, in altri la figura di  “Carnevale” viene denominata “Vavo”, termine antico indubbiamente riconducibile al latino “avus”, vecchio/anziano, da cui anche lo stesso dialettale “vavo” che identifica la figura del “nonno”.


La figura maschile viene raffigurata “a mo’ di straccione” mentre la “vedova Quarajesema” vestita di nero, magra e spesso reca nelle mani gli antichi strumenti per filare: il fuso e la “cunocchia”. Questa figura si lega all’antico rituale prima greco poi romano, del culto delle “Parche”: tramite la filatura, lo scorrere simboleggia il trascorrere della vita. “Carnuvalo” simboleggia la fine definitiva del vecchio anno mentre “Quarajesema” il nascere del nuovo.

Il punto di unione fra il periodo di carnevale e quello della quaresima è emblematizzato proprio nella figura di queste due personificazioni e non a caso, il periodo dedito al “riso”, per tradizione, si conclude con la morte di “Carnuvale”, cedendo il passo “alla consorte”. Anche qui, ovviamente, si ha un incontro-scontro fra paganesimo è cristianesimo.

In passato vari generi di manifestazioni hanno caratterizzato ed animato il Carnevale nel Cilento; alcune esplicavano, per mezzo di rappresentazioni popolari, di farse e commediole, l’animato contrasto tra il Carnevale e la Quaresima, rappresentati spesso da fantocci, dei quali quello rappresentante Carnevale soccombeva alla fine in un’alta fiammata. Questo rito burlesco sta forse a significare la morte dell’inverno: di qui il tripudio di tutti nell’attesa della primavera e dei suoi frutti. Altre manifestazioni rappresentavano la morte di Carnevale, avvenuta per aver ingozzato tante leccornie.


Il fantoccio di Carnevale, assieme alle ghiottonerie che ne avevano provocato la morte, veniva posto su un carretto trainato da un asinello e seguito dalla moglie Quaresima che, in lacrime, piangeva la morte del marito: una rappresentazione che metteva in allegria interi rioni, e che prevedeva la richiesta di un obolo, a cui nessuno mancava acconsentire e di lanciare la propria monetina.

Quasi del tutto estinta è invece l’usanza in alcuni paesi del Cilento di fare la “Quarajesema”, ovvero l’usanza di costruire una bambola di stoffa che ricorda un’anziana e di appenderla alle finestre di casa dopo il passaggio del corteo di carnevale.

C’è tutta una tradizione di filstrocche che ricordano questa usanza:

Quarajesema, secca secca

jeve vennenne ‘e ficusecche
ije le dicette: “Dammene una!”
chella me dette nu cavecio sulo,
ije le dicette: “Dammene anata!”
e chella me dette na zucculata.

Anche in questo caso vi è un netto richiamo alla mitologia. Questa sorta di “feticcio” reca le stesse caratteristiche della maschera descritta per la “Quarajesema”, con la sola e significativa differenza di recare sulla schiena un’arancia con sette penne di galline che vengono poi tolte una per ogni Venerdì fino alla Pasqua e bruciate: si richiamano i simboli e i misteri della morte e della vita.



Il Carnevale nei paesi del Cilento è una festa arcaica non paragonabile alle sfilate di maschere e carri cittadini; è un Carnevale povero, in cui ci si maschera, in assoluta segretezza, con vestiti raccogliticci, inventando tipi e maschere che non hanno riscontro nella tradizione italiana. Durante la sfilata nella piazza del paese, le maschere si abbandonano a giochi e scherzi improvvisati, che coinvolgevano anche gli spettatori e che erano consentiti unicamente dalla loro non riconoscibilità.

a cura di Antonio De Lisa

© Riproduzione Riservata

Redazione Magazinehttps://www.cilentoreporter.it/
Nota- Questo comunicato è stato pubblicato integralmente come contributo esterno. Questo contenuto non è pertanto un articolo prodotto dalla redazione di CilentoReporter.it
spot_img
spot_img

Devi leggere

Giornate Europee del Patrimonio Musei e Parchi Archeologici aperti a Salerno e Avellino

Le Giornate Europee del Patrimonio (European Heritage Days) costituiscono il più partecipato degli eventi culturali in Europa, promosso dal 1991 dal Consiglio d’Europa e...
Pubblicità

Notizie Correlate

Altre Notizie

Dello stesso autore

Giornate Europee del Patrimonio Musei e Parchi Archeologici aperti a Salerno...

0
Le Giornate Europee del Patrimonio (European Heritage Days) costituiscono il più partecipato degli eventi culturali in Europa, promosso dal 1991 dal Consiglio d’Europa e...

Mozzarella Dop, ricerca di Nomisma per il Consorzio di Tutela: ecco...

0
Ha un titolo di studio elevato, un reddito medio-alto, figli minori di 12 anni, ama viaggiare, è stato in Italia almeno una volta e...

Sessa Cilento al voto. Le elezioni “corrono” sui Social

0
E’ partita la campagna elettorale che ci porterà alle elezioni di Ottobre 2021 e come al solito vengono sparate roboanti promesse, sperando di conquistare...

Video | De Luca: “massimo rigore da parte dei Comuni nell’uso...

0
“C’è una emergenza e, quindi, abbiamo aperto questo capitolo per affrontare con il massimo di rigore e dare una stretta all’uso dei monopattini che è...

Il “mestiere” di Sindaco in un borgo del Cilento. Luigi Guerra

0
Durante il lockdown i video dei sindaci italiani arrabbiati con i propri cittadini hanno fatto il giro del mondo e trasformato alcuni di loro in popolari eroi...

A Laurino, ultimo appuntamento Cilento Music Festival con James Senese

0
Va in scena sabato 25 di Settembre, nell’anfiteatro naturale di Laurino, l’ultimo appuntamento del Cilento Music Festival kermesse artistica ideata e diretta da Lillo De...