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La tradizione della Candelora, dal Cilento al mondo

-Pubblictà-

Un adagio molto comune recita queste parole: “O neveca o chiove – Si chiove e mena viento, quaranta iuorni re malitiempo – Si nun neveca e non chiove – A vernata è asciuta fore – Si ng è nu sole chiaro Marzo è peggio re Innaro – Ca quant spann re sole Tant spanne re neve. Rispunette San Biase: “Viern mo trass” Dice u viecchio ind u sacco: “N’caura a Santo Marco (è il 25 aprile) Ca tann è annata retta, Quann è Passate San Giorgio (è il 23 aprile) È San Marchetto. Ricette a furmicula inda u cippone: Nun esco fore si nun vene l’ Ascensione. Responn e vecchia inda a lu furno: “Nu m lev u cappott si nun vene giugno – È si nun vene San Bernardino (è il 20 maggio) Manc s’ ammorta lu camino. Canta u monaco inda a lu reffettorio: ” Tann mboca quann è Sant’ Antonio ” .

La Candelora, da sempre, è stato un giorno legato ad un carattere meteorologico infatti , si è sempre pensato che se il 2 febbraio il tempo è bello ormai l’inverno è finito mentre se è brutto ce ne vorrà ancora un mese per avere la bella stagione.


La data del 2 febbraio, secondo le tradizioni contadine, sancisce la fine o la continuazione del clima rigido ed è una tappa importante nei ritmi di vita della società contadina. Il bel tempo in questo giorno, avrebbe posto fine ai rigori e alla forzata pausa dell’inverno e, con i primi timidi tepori della primavera annunziata, ne avrebbe consentito la ripresa dei lavori nei campi. La candela accesa simboleggiava anche il fuoco della vita che ricominciava a pulsare intensamente nella natura e nell’uomo; ma senza facili entusiasmi e con le dovute precauzioni. L’inverno poteva riservare all’improvviso pericolosi colpi di coda e scaricare ancora freddo, gelo e neve.

La festa si basa su un episodio del Vangelo, ovvero la presentazione di Gesù Bambino al Tempio. In questa occasione la ritualità è legata alla benedizione delle candele.
Secondo la Chiesa questi oggetti, infatti, rappresentano il modo in cui Cristo illumina il mondo.

Questo giorno è anche dedicato alla purificazione della Vergine Maria perché secondo la legge ebraica la presentazione del figlio maschio e il rientro della madre in società avvenivano circa quaranta giorni dopo l’arrivo del nascituro. In questo periodo infatti la donna era tenuta lontana perché impura, a causa del ritorno del ciclo mestruale.

La Festa della Candelora nel mondo


I festeggiamenti nel mondo sono tanti… Partiamo dall’ Italia:
Sicilia a Chiaromonte per la vigilia della festa le donne vanno in cima alla montagna per purificarsi bagnandosi con la rugiada;
Campania sulla Costiera Amalfitana è la festa dei pescatori in cui si celebra la Santa Messa con uno spettacolo di fuochi d’artificio;
Sicilia a Catania la festa della Candelora è legata aquella di Sant’Agata;
Sardegna a Oristano festa molto sentita perché coincide con i preparativi della Sartiglia e dell’arrivo dell’antica giostra equestre con la nomina dei Componidoris;
Lecce a Martano si tiene una grande fiera in cui si vendono cavalli, macchinari ed attrezzi agricoli;
Campania a Castelpoto (Bn), esiste un’antica tradizione in cui dalla notte di Natale fino al giorno della Candelora il Bambinello viene esposto davanti l’altare maggiore per essere baciato un’ultima volta;
Molise ad Acquaviva Collecroce (Cb) nella mattina della Candelora, fin dall’alba, ha inizio la Fiera di San Biagio. Nelle ore pomeridiane si va in chiesa per la Celebrazione Eucaristica, la Benedizione delle Candele e il tradizionale Bacio del Bambinello.
Francia, la Candelora (Chandeleur), è conosciuta perché è il giorno in cui si preparano le crêpes come simbolo di amicizia e i mezzadri le offrivano ai loro padroni. Un ottimo modo per augurare pace ed unione a tutti;

Messico, la Candelora (Candelaria), è un giorno di festa importante perché il 6 gennaio si nasconde una figurina di Gesù in una torta tipica a forma di ghirlanda ripiena di frutta candita “rosca de reyes” .Chi trova la figurina ha il compito di vestire un piccolo della casa con abiti belli, metterlo in un cesto e portarlo a benedire in chiesa. Poi le famiglie mangiano tamale e bevono atole;


Negli Stati Uniti d’America, questo giorno è noto come Groundhog Day, il Giorno della un esemplare di marmotta americana, Marmota monax, un roditore della famiglia Sciuridae.
Il primo Giorno della marmotta venne festeggiato a Punxsutawney, in Pennsylvania, il 2 febbraio 1887.
Secondo la tradizione, quel giorno si deve osservare il rifugio di una marmotta per sapere se il resto dell’inverno sarà mite o se sarà freddo. Se essa uscirà e non riusciremo a vedere la sua ombra perché il sole è nascosto dalle nuvole, significa che l’inverno è agli sgoccioli. Al contrario, se la giornata sarà soleggiata e si vedrà dunque l’ombra della marmotta, ci saranno ancora sei settimane di freddo.

A quel punto, la marmotta, spaventata dalla sua stessa ombra, tornerà di corsa nella sua tana indicandoci che l’inverno non è affatto finito e che ci aspetta ancora un mese e mezzo di gelo.
La tradizione deriva da una rima scozzese:«If Candlemas Day is bright and clear, there’ll be two winters in the year». Se alla Candelora il cielo è limpido, ci saranno due inverni nell’anno.

© Riproduzione Riservata

Roberta Martucci
Redattrice e responsabile della pagina Magazine di Cilento Reporter, esperta di marketing, è impegnata da anni a valorizzare le tante eccellenze, e gli eventi del territorio. Giornalista eclettica, vanta diverse collaborazioni con giornali, riviste e televisioni, e da cronista ama raccontare storie di persone, vicende e curiosità. Il suo sguardo del Cilento, terra che definisce “maledettamente bella”, è visibilmente innamorata di tutto ciò che descrive e che tocca le corde dei sensi.

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