giovedì 28 Ottobre 2021
12.4 C
Sessa Cilento
giovedì 28 Ottobre 2021

Lo svogliato cilentano

-Pubblictà-

Peletròne: aggettivo sostantivato in uso nel dialetto cilentano. Si usa anche “pelletròne” o “pulletròne”.
Probabile che il suo omologo più prossimo nella lingua italiana sia il vocabolo”poltròne”.
Al pari dell’italiano, indica l’ozioso, lo sfaccendato, lo svogliato, e, più in particolare, colui che per scelta indugia a rimanere per un tempo spropositato nel suo letto o, per essere fedeli all’etimo del vocabolo, sulla “poltrona” o giaciglio che sia.

Una società prettamente contadina, dove il tempo da dedicare al lavoro dei campi imponeva doveri da attendere secondo un rigoroso calendario ed un orario scandito nell’arco della giornata, non poteva affatto essere priva di un vocabolo che descrivesse sinteticamente il comportamento di chi, invece, avesse voluto sottrarsi a questi doveri.

Trapiantata la parola in un contesto post-contadino, e in una società industriale laddove un maggior benessere ha contemplato margini di più ampio tempo libero, la parola “peletròne” è sopravvissuta per censurare proprio gli eccessi dell’ozio, dell’essere sfaccendato, e più precisamente la condotta materiale di rimanere a letto senza nutrire il benché minimo rimorso (“Uàrda llò, che peletròne, camìna, sùsate o te palèo”).

Nel dialetto cilentano, la parola “peletròne” si accompagna ad un giudizio morale negativo ed antropologico, residuo, forse, di un mondo rurale. Infatti, nella mentalità del cilentano, se anche ci fosse una giornata libera di vacanza completa (o di quarantena, come in questo periodo), ugualmente è visto in modo negativo il non alzarsi dal letto. Anche nella giornata di domenica, anche nelle vacanze, anche in tempo di quarantena, anche quando si è costretti a rimanere in casa per tutto il giorno, occorre comunque reagire alla tentazione di rimanere a letto.

Questo giacere è visto come debolezza, mollezza, cattiva abitudine, condotta svilente, poco virile. Anzi, nello sdegno con cui le madri redarguiscono i figli a sollevarsi dal letto di primo mattino, si legge una vaga superstizione come se si volesse scongiurare e mantenere lontano il pericolo che accada qualcosa di brutto che costringa per motivi di salute ad allettarsi davvero, o per scongiurare un futuro da disoccupati.

Sull’etimo si può percorrere la tesi più accreditata che lo fa derivare dal “poltro” che deve aver avuto il significato di “letto”, “giaciglio”. Ovviamente, occorrerebbe conoscere quali percorsi abbia potuto seguire la parola “peletròne” per essere usata nel dialetto cilentano giacchè è da dubitare che fosse diffuso l’uso della “poltrona” nell’arredamento contadino. Non si può escludere che il termine “peletròne” sia derivato dall’osservare l’abitudine dei signorotti nullafacenti che vivevano di rendita e non avevano bisogno di lavorare e che, quindi, preferivano rimanere tutto il giorno in “poltrona”, quella poltrona che, agli occhi del popolano, era invece simbolo dell’ozio dissoluto.

© Riproduzione Riservata

Il portale di informazione web "Cilento Reporter" da sempre con impegno e  dedizione per un'informazione libera da qualsiasi vincolo, economico e non. Stiamo continuando ad aggiornarti e a informarti in questo periodo così sconcertante. Ma abbiamo bisogno del tuo contributo per continuare a far sentire la nostra, la Tua voce. A volte siamo scomodi, ma notiamo che i nostri articoli sono molto seguiti. A volte siamo sinceri e schietti fino all'antipatia, ma notiamo che c'è bisogno anche di questo. A volte siamo duri, ma quando la situazione lo richiede.
Siamo sempre liberi, perché  non ci lega vincolo alcuno. Non percepiamo fondi pubblici e selezioniamo rigorosamente le pubblicità accettandole solo se provengono da realtà etiche e che hanno a cuore l'ambiente e la salute.
Per questo continuare a far sentire la nostra voce non è facile. E abbiamo bisogno di te che ci leggi, come di tutti coloro che hanno a cuore l'informazione indipendente.

spot_img

Devi leggere

Un’eccellenza da 680 milioni annui: la rucola della Piana del Sele Igp

Ha un giro d’affari di 680 milioni di euro all’anno e una produzione media pari a 400mila tonnellate, il 73% circa del totale nazionale;...
Pubblicità

Notizie Correlate

Altre Notizie

Dello stesso autore

Un’eccellenza da 680 milioni annui: la rucola della Piana del Sele...

0
Ha un giro d’affari di 680 milioni di euro all’anno e una produzione media pari a 400mila tonnellate, il 73% circa del totale nazionale;...

Consac: mancato invio delle bollette, ecco come fare per richiederle

0
E’ da qualche tempo che le bollette per il consumo di acqua potabile gestita da Consac non vengono recapitate. Molte le segnalazioni  degli amministratori...

A Paestum il congresso internazionale di medicina sul post pandemia

0
Al Forum Scientifico di Paestum 2021 saranno trattati i temi più attuali della medicina interna, della immunologia clinica e delle malattie allergiche e dermatologiche...

Le grotte della Campania e il Cilento al centro delle speleologie...

0
Centinaia di speleologi da tutta Italia e da diversi Paesi europei si preparano a sbarcare a Marina di Camerota, che dal 29 ottobre al...

Video-racconto sul monitoraggio della qualità dell’aria sui monti Alburni

0
E' di Arpa Campania il nuovo video-racconto della serie dedicata alle stazioni di monitoraggio della qualità dell’aria. Questa volta i tecnici Arpac sono a...

Nuovo ciclone all’estremo Sud, possibile medicane? Le previsioni per Ognissanti

0
Il ciclone responsabile del maltempo si è spostato verso la Grecia determinando un temporaneo miglioramento in particolare su Calabria e Sicilia. Cerchiamo di capire...