6.1 C
Sessa Cilento
sabato, 2 Marzo 2024
Prima PaginaAccademia della VrennaQuando nel Cilento si sente "mummuliàre"

Quando nel Cilento si sente “mummuliàre”

Il “mummuliamiènto” cilentano è un brontolare manifestato a mezza voce, nel quale spesso le parole non sono nemmeno comprensibili all’interlocutore al quale implicitamente siano dirette.

Con il “mummuliàre” la protesta sarebbe destinata a rimanere solo interiore, inespressa, detta tra sé e sé, ma che, invece, per intensità di rabbia, o per asprezza di conflitto, non si riesca a contenere, dando così luogo a mugugni disarticolati, di una sonorità tenuta sul filo dello sbottare e nella quale comunque si percepisce il dissenso (“Oh, io recìa a Nicola re zappà puro l’uòrto re Ntunètta visto ca se truàva, ma chiro s’è miso a mummulià”).

I mugugni, a volte anche cupi, possono consistere in una imprecazione semplice, una ingiuria, una bestemmia, o in un qualcosa che coinvolge i parenti dell’interlocutore che forse è meglio qui non riportare alla lettera.

Spesso si riscontra nei rapporti tra superiore a subordinato, laddove il rapporto di gerarchia suggerisce di mantenere il conflitto entro l’alveo istituzionale e non sfociare nella protesta plateale.

Non di rado è una forma di protesta che può essere anche programmata, voluta, ostentata, per ottenere un obiettivo (“Ogni bbòta ca pavàva ‘a jurnata a lu ualàno, chìro senne ià sembe mummuliànno, ma me lo putìa rice ca vulìa chiù assài!”)

Sull’etimo appare quasi certa la sua origine onomatopeica. Tuttavia, l’assonanza col sostantivo “mòmmola” o “mommolèdda”, ossia il recipiente di coccio utilizzato come contenitore per vino o acqua, e che si distingue per la sua forma gonfiata, parrebbe imitare il rigonfio delle gote in chi sia nell’atto di “mummuliàre”, oppure quel parlare dentro la mòmmola che, alterando la voce nel rimbombo, non fa intendere le parole che ne escono plasmate dentro un mugugno informe.

© Diritti Riservati

LASCIA UN COMMENTO

Per favore inserisci il tuo commento!
Per favore inserisci il tuo nome qui

Ultimi Articoli

Botta e risposta tra Orazio Schillaci e Vincenzo De Luca. A scatenare la scintilla sono stati i manifesti della Regione Campania in cui la premier Meloni veniva presa di mira e si attribuiva al Governo la chiusura dei pronto soccorso, giudicati dal ministro della Salute “falsa propaganda
Altri 3mila metri quadri di area museale aperti al pubblico. Con la benedizione del Presidente della Repubblica Sergio Mattarella. La Reggia di Caserta
Una maxi-treccia tricolore in onore del Presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, che oggi ha inaugurato la nuova ala ovest della Reggia di Caserta.

Articoli correlati

Mòccio: sostantivo maschile singolare del dialetto cilentano. Non si rinviene un vocabolo che in lingua italiana assuma perfettamente lo stesso significato dell'uso dialettale. Nel dialetto...
Azzerpulùto: aggettivo del dialetto cilentano, o anche avverbio di modo, che si potrebbe ipotizzare traducibile come participio passato del verbo "asserpolarsi". Nello specifico contesto cilentano,...
"Ammussàta": aggettivo femminile singolare del dialetto cilentano (dal participio passato di "ammussare") . Qui lo decliniamo al femminile in aderenza ad un uso del...

Dallo stesso Autore

Mòccio: sostantivo maschile singolare del dialetto cilentano. Non si rinviene un vocabolo che in lingua italiana assuma perfettamente lo stesso significato dell'uso dialettale. Nel dialetto...
Azzerpulùto: aggettivo del dialetto cilentano, o anche avverbio di modo, che si potrebbe ipotizzare traducibile come participio passato del verbo "asserpolarsi". Nello specifico contesto cilentano,...
"Ammussàta": aggettivo femminile singolare del dialetto cilentano (dal participio passato di "ammussare") . Qui lo decliniamo al femminile in aderenza ad un uso del...