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13, Dicembre, 2025
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Le bande musicali del Cilento

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Le bande musicali nel Cilento trasmettono la gioia di vivere, esse sono legate alle tradizioni del singolo paese, allietano ogni festa, sacra o profana che sia.

Una vecchia fotografia  ( Concerto bandistico “San Giorgio” di Cicerale – 1900 ca. ) trovata in un cassetto, mi ha fatto ripercorrere quello che rappresentavano le bande musicali nella vita di un piccolo borgo del Cilento nei giorni di festa. E’ saldo in me il ricordo di questi avvenimenti più volte scanditi nell’arco di un anno, sopratutto con l’arrivo della primavera,  in particolar modo eventi religiosi che prevedevano, obbligatoriamente,  la presenza di un concerto bandistico.

Erano un piccolo drappello, suonavano già di buon mattino e dopo gli immancabili “colpi scuri” (fuochi pirotecnici), a passo di marcia si avviavano per le vie del paese. Essi erano capaci di proporre pagine immortali della musica mondiale come sinfonie, fantasie d’opera, brani resi noti dalla cinematografia e molto altro fino addirittura alla clownerie senza per questo perderne in dignità, anzi guadagnandone in simpatia.

La Banda appassionava, coinvolgeva, emozionava, univa l’intero paese in una sorta di sacralità collettiva, arrivava ovunque e non aveva bisogno di un teatro: la scena era la strada e lo spettacolo lo si creava con la musica.  Come scrivevo, era di prima mattina che si udiva nell’aria, ancora frizzantina di inizio primavera, una sinfonia provenire dalle parti alte del borgo.

Con il mese di maggio e la processione con l’effige della Madonna di Pompei,  si inaugurava la “maratona” di eventi devoti vari  che avrebbero avuto il culmine con la festività, ad agosto, del Santo Patrono. I “musicanti” erano gli elementi imprescindibili di questi avvenimenti, “venerati” da noi bambini che non perdevamo l’occasione di seguirli passo passo nel loro “tour” atto ad omaggiare tutti coloro che avevano contribuito, materialmente, alla preparazione dei festeggiamenti.

Naturalmente  il “giro dei musicanti” sarebbe anche servito al “mastro di festa” per raccogliere l’obolo donato dalle singole famiglie. Nel faticoso orbitare per i vicoli e le viuzze del borgo avveniva, poi, da parte degli abitanti del luogo, la “spartizione” di ogni singolo musicante per il pranzo che seguiva la Santa Messa di questo giorno di festa. Ciò avveniva soprattutto nell’ambito della festa patronale, i pranzi sarebbero stati più ricchi e le famiglie maggiormente riunite poiché il lavoro, in quel giorno, era bandito. Tra i suonatori , essendo quasi tutti di paesi vicini, sicuramente ci sarebbe stato un parente o un amico ma anche un semplice conoscente, le tavole, in quel giorno di festa erano aperte a tutti.

Le bande di oggi non sono quei complessi di un tempo, quando “i musicanti” erano artigiani, barbieri, calzolai, sarti, falegnami che durante gli altri giorni lavoravano nelle proprie botteghe alternando il loro mestiere a quello di musicante nella banda, con lo scopo anche di arrotondare il proprio piccolo guadagno.

Oggi a fare questo “mestiere”,  (anni fa era solo un hobby una passione molti suonavano ad “orecchio”) la maggior parte dei componenti sono quasi tutti musicisti professionisti o semi professionisti, molti hanno studiato lo strumento che suonano, migliorandone la qualità e la complessità nei repertori eseguiti,  così come la tecnica e la proprietà degli strumenti stessi al passo coi tempi. Le bande musicali, ieri come oggi,  costituiscono degli esempi di socialità tra i più longevi del territorio cilentano.

Le loro esibizioni compongono le liturgie qualche volta sacre ma molto più spesso profane degli eventi pubblici che di diritto possono essere annoverati nella tradizione.  Nel nostro territorio, ma in tutto il centro-sud d’Italia, la banda è stata ed è ancora il centro della festa di comunità con il suo repertorio classico che dà prestigio, con il suo accompagnamento che dà solennità  e con la gioia che evocano le sue marcette allegre.

Essere fra la gente, essere presenti nei momenti salienti che scandiscono il vivere di una collettività, incrementare una tradizione che continua, contribuire alla coesione della comunità, condividere il proprio tempo con quello degli altri, creare legami con realtà vicine e lontane e, ovviamente, promuovere e favorire l’educazione e la formazione musicale dei giovani, tutto questo rappresenta un valore di testimonianza civile e culturale insostituibile.

L’esibizione della Banda non è solo folklore, certo, alcune di esse realizzano spettacoli divertenti con majorettes e giochi coreografici, ma anche in questo caso alle spalle c’è un paziente lavoro di preparazione. Che sia una banda folkloristica, magari con repertorio di musica leggera, o che sia una banda da concerto, l’impegno e la partecipazione per la riuscita della performance è il medesimo, il servizio che rendono alla comunità è lo stesso, può essere musicalmente di qualità più alta o più bassa, ma il ruolo che svolgono è ugualmente fondamentale, così come l’impegno e l’aggregazione, nell’era in cui i mezzi di comunicazione sempre più sofisticati tendono a privilegiare i contatti tra persone con modalità virtuali è importante riscoprire il piacere di incontrarsi per condividere emozioni e suggestioni che nessuna tecnologia potrà mai riprodurre.

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Alessandro Giordano
Alessandro Giordano
Dal Marzo 2015 racconto la nostra terra, il Cilento, mostrandola con gli occhi di chi la ama, la vive e vuole contribuire a farla apprezzare di più ai turisti e ai Cilentani stessi. La Storia, i Personaggi, la Cultura, le Tradizioni e le Contraddizioni, il patrimonio artistico, gli eventi e le iniziative in programma che ritengo più interessanti segnalare, i musei, le attrazioni e le proposte per i turisti, il cibo ed i prodotti del territorio sono i temi principali dei miei articoli.

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