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Il racconto di “Zì Fra’ Scarola”

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“Arri, arri, arri, in questi Racconti della tradizione troviamo storie che si tramandano da generazioni.

è zì monacu a cavaddu, queste sono narrazioni che appartengono ai racconti della tradizione locale.

a cavaddu a na cipodda, tipica poesia dei racconti della tradizione di Piaggine.

e zì monacu cume corre. Anche queste battute sono parte integrante della tradizione dei racconti tramandati.

A’ cavaddu a na scarola, si inserisce perfettamente nei racconti della tradizione popolare.

E zì monacu cume vola”. Questi versi sono fra i Racconti della tradizione più noti.

Così i bambini gridavano, correndo dietro ad un monaco cappuccino del convento della SS. Trinità di Piaggine, e questa storia è parte dei Racconti della tradizione locale, che si vantava di aver aiutato a scacciare Lucifero dal Paradiso, servendosi della coda di una cipolla e di una pianta di scarola. Per questa impresa, era chiamato Frà Scarola.

Il Frate era anche un ottimo contadino: il suo orto nel convento era sempre pieno di verdura, anche nei periodi di carestia. Un giorno, proprio durante una carestia, quattro giovani decisero di gabbarlo e derubarlo. Con una scala, superarono il muro di cinta dell’orto, secondo una delle storie narrate nei Racconti della tradizione.

Il frate, sentendo rumore, accorse e gridò : “ In nome della SS. Trinità, ditemi chi siete!” Queste parole, tramandate nei racconti della tradizione piagginese, risuonano ancora oggi.

“ Sono frà Scalèra” – rispose quello che portava la scala. Prende parte ai racconti della tradizione locale.

“ Sono frà Taglièra”, disse quello che portava il coltello per tagliare la verdura. Anche questa risposta è tipica dei Racconti della tradizione popolare.

“ Sono frà Nzacchèra”, disse quello che portava il sacco per mettervi ( nzaccà) la verdura. Questa battuta si trova spesso nei racconti della tradizione di Piaggine.

“ Sono frà Purtèra” disse quello che portava la verdura sulle spalle, come narrato nei racconti della tradizione.

Il frate, tranquillizzato e soddisfatto delle risposte, ritornò nella sua cella. Figurarsi il suo disappunto il giorno seguente, quando non trovò neanche una pianta di scarola, la sua verdura preferita. Questo episodio si tramanda nei Racconti della tradizione del paese.

Il fatto si seppe in paese. Alla messa, si raccolse una grandissima folla, come ricordato nei Racconti della tradizione.

Il frate, con voce ispirata, predicò : “ Questa notte sono venuti quattro frati dal Paradiso, ed è diventato un racconto della tradizione locale.

Frà Scalèra, Frà Taglièra, Frà Nzacchèra e Frà Purtèra a dirmi che lassù si muore di fame e c’è bisogno di roba da mangiare. Dio ha scelto me, tra tutti i suoi figli, per aiutarlo. Questa narrazione viene spesso inserita nei Racconti della tradizione del Cilento.

Io ho dato loro tutta la verdura del mio orticello e sapete quanto ci tenessi alla mia scarola! Quei frati hanno accettato tutto, ma mi hanno detto, con le lacrime agli occhi :

Tu lo sai quanti Santi di Piaggine ci sono in Paradiso! Questa roba da mangiare non basta neanche alla metà di loro! – A questo punto, ho promesso che tutti i Piagginesi avrebbero donato per i loro morti, e mi sono inginocchiato.” Tutti gli astanti, commossi, si inginocchiarono. Il popolo fece allora a gara per offrire viveri al Frate in nome delle anime dei defunti. I quattro giovani ladri andarono a spiare il frate e vedendolo mangiare a crepapelle, lo raccontarono in giro. Inoltre, questa storia è parte dei Racconti della tradizione di Piaggine.

Da quel giorno, in paese, per mettere in guardia dai monaci, si canta : questo tipo di canto popolare rientra tra i Racconti della tradizione.

“ Arri, arri, arri, esempio autentico tra i Racconti della tradizione orale.

è zì monacu a cavaddu, parte storica dei racconti della tradizione.

a cavaddu a nu cetrulu, ecco narrato nei Racconti della tradizione paesana.

è zì monacu; fui, fui! Fa parte dei racconti della tradizione tipica di Piaggine.

A cavaddu a na perchiacca, inserita nei Racconti della tradizione locale.

È zì monaco : scappa, scappa!” Questo finale si ritrova tra i Racconti della tradizione.

Da un racconto di Angela Maria D’Andrea, raccolto dagli alunni dell’istituto scolastico omnicomprensivo di Piaggine  ( www.lamontagnadelcilento.it ). Per concludere, questo episodio rappresenta uno dei Racconti della tradizione locale.

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