La sanità del Cilento torna al centro di una vertenza che non può essere liquidata come una semplice controversia sindacale. All’ospedale San Luca di Vallo della Lucania il NurSind ha proclamato lo stato di agitazione del personale del comparto sanitario, chiedendo l’apertura urgente delle procedure di raffreddamento e conciliazione e un confronto con i vertici dell’ASL Salerno. Il documento, firmato dal segretario territoriale Biagio Tomasco il 16 ottobre, arriva dopo l’assemblea dei lavoratori del 13 ottobre e mette in fila una serie di criticità che investono diversi reparti. Non soltanto la disponibilità di infermieri e operatori sociosanitari, ma anche l’organizzazione delle guardie mediche, la gestione dei ricoveri, il funzionamento del blocco operatorio e la sostenibilità dei turni.
Il punto più delicato è che alcune delle contestazioni riguardano direttamente le condizioni nelle quali vengono assistiti i pazienti. Se le situazioni descritte dal sindacato trovassero conferma nelle verifiche aziendali, non si tratterebbe soltanto di un problema interno al personale, ma di questioni che chiamano in causa la sicurezza e la continuità delle cure.
È necessario, tuttavia, distinguere le denunce sindacali dalle criticità già riconosciute negli atti ufficiali. Lo stesso NurSind precisa nel proprio documento che le segnalazioni richiedono verifiche aziendali e non vengono presentate come violazioni già accertate.
Il dato più pesante arriva dagli stessi atti dell’ASL
Per comprendere le ragioni della protesta è utile partire da un elemento documentale. In una deliberazione relativa al reclutamento di infermieri, l’ASL Salerno ha riconosciuto che i direttori dei presidi aziendali avevano segnalato criticità legate alla carenza di personale infermieristico. L’atto, collegato al Piano triennale del fabbisogno 2023-2025, evidenziava difficoltà nel garantire la continuità assistenziale e nell’erogazione delle prestazioni, con il rischio di compromettere gli standard minimi di sicurezza e il raggiungimento dei Livelli essenziali di assistenza.
La stessa Azienda spiegava che le procedure di reclutamento già tentate non erano state sufficienti a coprire il fabbisogno e motivava la decisione di bandire un concorso per 200 infermieri: 150 destinati alle macrostrutture aziendali e 50 ai servizi territoriali di infermieristica di famiglia e comunità. Questo è un elemento che pesa nella vertenza. La carenza infermieristica non è una questione inventata dal sindacato, ma un problema che l’ASL aveva già formalmente riconosciuto a livello aziendale.
Attenzione, però: il concorso riguardava l’intera ASL Salerno e non dimostra, da solo, quanti infermieri manchino oggi al San Luca, né quanti posti siano stati effettivamente coperti. Per rispondere a queste domande occorre conoscere la dotazione organica prevista per il presidio, il personale realmente in servizio e le assenze o i trasferimenti intervenuti nel frattempo, è proprio questo il dato che oggi andrebbe reso pubblico, reparto per reparto.
Ortopedia, 12 infermieri per 20 posti letto: il nodo degli organici
Tra le situazioni denunciate dal NurSind, quella dell’Ortopedia è particolarmente significativa. Secondo il documento sindacale, il reparto dispone di 20 posti letto e deve assicurare contemporaneamente assistenza ai ricoverati, ambulatorio, sala gessi, consulenze per il Pronto Soccorso, Day Surgery, attività operatoria e pronta disponibilità, la dotazione indicata è di 12 infermieri e 4 OSS. Il sindacato segnala inoltre che tre unità infermieristiche sarebbero state trasferite dall’Ortopedia alla Sala operatoria generale, aggravando ulteriormente la situazione. Anche questo trasferimento deve essere verificato attraverso gli atti aziendali e la consistenza effettiva del personale in servizio.
Il problema non può essere affrontato soltanto contando i posti letto. Un reparto che svolge attività chirurgica, garantisce consulenze urgenti e gestisce contemporaneamente pazienti ricoverati ha esigenze diverse da quelle di un’unità con attività esclusivamente programmata, la domanda rivolta alla direzione dell’ospedale è semplice: quale dotazione di personale è stata giudicata necessaria per assicurare tutte queste attività e quale dotazione è effettivamente disponibile oggi? Senza una risposta documentata, è impossibile stabilire se l’organizzazione attuale sia sostenibile oppure se venga mantenuta grazie a straordinari, spostamenti continui e sacrifici degli operatori.
Ricoveri in barella e documentazione clinica: accuse che richiedono verifiche immediate
Il comunicato affronta anche una questione particolarmente delicata: il ricorso a ricoveri in barella e a posti letto aggiuntivi, con pazienti che, secondo le segnalazioni raccolte nell’assemblea sindacale, arriverebbero nei reparti dal Pronto Soccorso con documentazione clinica incompleta o senza un adeguato inquadramento diagnostico e terapeutico, sono circostanze che, allo stato delle informazioni disponibili, devono essere attribuite al sindacato e non possono essere considerate irregolarità già dimostrate.
La loro gravità potenziale, tuttavia, impone di non archiviarle con una risposta burocratica. La direzione sanitaria dovrebbe chiarire quanti ricoveri avvengano su posti aggiuntivi, con quali procedure siano autorizzati e quali controlli vengano effettuati sulla completezza delle informazioni cliniche al momento del trasferimento, la questione è ancora più sensibile quando il paziente viene accolto in reparti nei quali, secondo il NurSind, non sarebbe garantita la presenza medica continuativa in tutte le fasce orarie. Se confermate, queste criticità richiederebbero interventi organizzativi concreti, non semplici richiami alla disponibilità del personale.
Il medico interdivisionale: chi interviene quando arriva un’urgenza?
Un’altra contestazione riguarda l’organizzazione del medico interdivisionale nelle ore pomeridiane, notturne e festive, per le unità operative prive di guardia medica attiva. Il NurSind denuncia l’assenza di turni formalizzati e immediatamente consultabili e riferisce difficoltà nell’ottenere interventi tempestivi. Chiede quindi una procedura aziendale che identifichi, per ogni turno, il medico responsabile, le modalità di attivazione e i tempi di risposta, anche in questo caso, il documento non costituisce prova autonoma di ritardi clinici o di responsabilità individuali. Ma pone una questione organizzativa precisa: in un ospedale che deve garantire assistenza continuativa, non dovrebbe esserci alcuna incertezza su chi debba intervenire quando le condizioni di un paziente richiedono una valutazione medica urgente.
La direzione sanitaria deve chiarire se la procedura esista, come venga applicata e quali misure siano previste quando il medico chiamato non può intervenire.
Il blocco operatorio e il rischio di affidarsi a soluzioni emergenziali
Nel documento vengono segnalate difficoltà nel garantire contemporaneamente interventi programmati, urgenze chirurgiche ed emergenze ostetriche, soprattutto quando non è disponibile un numero sufficiente di infermieri adeguatamente formati. Il sindacato contesta inoltre l’impiego sistematico della pronta disponibilità come strumento per compensare le carenze strutturali di personale, il tema non è soltanto quantitativo. In sala operatoria servono professionisti con competenze specifiche, una distribuzione adeguata dei ruoli e un’organizzazione in grado di rispondere agli imprevisti senza compromettere le altre attività.
La continuità del servizio non può dipendere indefinitamente dalla capacità dei lavoratori di prolungare i turni o rendersi disponibili oltre la programmazione ordinaria. La direzione aziendale deve garantire che gli organici e le competenze siano compatibili con le prestazioni richieste.
I numeri del San Luca: l’attività cresce, ma gli organici sono adeguati?
I dati disponibili mostrano quanto sia importante non confondere la qualità di una singola unità operativa con la condizione complessiva dell’ospedale, nel bilancio di attività 2025 della Cardiologia interventistica del San Luca, diffuso nel gennaio 2026, sono riportati numeri rilevanti: 2.265 Interventi di cardiologia interventistica nel 2025 – 1.537 Ricoveri UTIC-Cardiologia nel 2025 – 1.059 Coronarografie – 587 Angioplastiche coronariche [Fonte: dati di attività 2025 della UOC UTIC-Cardiologia]
La stessa rendicontazione indica 80 angioplastiche primarie su pazienti colpiti da infarto STEMI e 124 studi elettrofisiologici endocavitari. I ricoveri della Cardiologia sono aumentati del 12% rispetto al 2024, mentre le angioplastiche sono cresciute del 47%. Sono dati che descrivono un’attività importante e una struttura che svolge prestazioni complesse. Non rappresentano, però, il totale degli interventi chirurgici dell’intero San Luca: riguardano la Cardiologia interventistica e non possono essere utilizzati per quantificare tutta l’attività operatoria del presidio. Nelle fonti pubbliche reperite per questa verifica non è stato possibile ricostruire un dato consolidato e aggiornato al 2025 che riunisca tutti gli interventi chirurgici, i ricoveri, gli accessi al Pronto Soccorso e le dotazioni di personale dell’intero ospedale.
È un limite importante. Per valutare correttamente la sostenibilità degli organici occorre mettere a confronto il volume complessivo delle prestazioni con il personale disponibile in ogni reparto. I numeri della Cardiologia dimostrano che al San Luca si svolgono attività ad alta complessità, ma non provano da soli la carenza denunciata in ciascuna unità operativa.
Le carenze specialistiche erano già state riconosciute dall’ASL
La documentazione aziendale offre ulteriori elementi utili. Nel 2023, in atti relativi al presidio di Vallo della Lucania, l’ASL Salerno riconosceva una grave e prolungata carenza di dirigenti medici in Gastroenterologia, tale da rendere necessario il ricorso a una convenzione con l’AORN San Giuseppe Moscati di Avellino per garantire prestazioni presso il San Luca. La necessità di ricorrere a personale esterno era stata segnalata anche per la Radiologia interventistica e per altre discipline specialistiche. Si tratta di atti riferiti al 2023, quindi non dimostrano che le stesse carenze persistano oggi nelle medesime proporzioni. Documentano, tuttavia, che in passato il presidio ha dovuto affrontare difficoltà nel garantire alcuni servizi specialistici con il solo personale disponibile.
La verifica decisiva riguarda ora l’aggiornamento di quella situazione: quali carenze sono state superate, quali persistono e quali nuove difficoltà si sono manifestate? E’ una domanda legittima, soprattutto perché il San Luca costituisce un presidio strategico per un territorio caratterizzato da distanze significative, collegamenti non sempre agevoli e necessità di risposte tempestive nelle emergenze.
Non soltanto personale: turni, riposi e sicurezza sul lavoro
Il documento del NurSind allarga la vertenza anche alle condizioni di lavoro, vengono segnalati ricorso frequente agli straordinari, turni di dodici ore, difficoltà nella fruizione dei riposi e impiego degli OSS contemporaneamente in più unità operative. Il sindacato chiede inoltre verifiche sulla valutazione dello stress lavoro-correlato, sulla sorveglianza sanitaria e sull’impiego di personale della Rianimazione per la gestione dell’ambulanza di tipo A. Sono contestazioni diverse tra loro, che richiedono controlli specifici, non tutte hanno lo stesso peso e non tutte implicano necessariamente una violazione normativa. Ma la loro concentrazione in un’unica vertenza rende indispensabile una ricognizione complessiva dell’organizzazione del lavoro.
Particolarmente delicata è anche la segnalazione relativa ai percorsi di decontaminazione e sterilizzazione dello strumentario chirurgico. Il sindacato chiede una verifica urgente delle procedure di lavaggio, trasporto, confezionamento, sterilizzazione e tracciabilità. Anche qui non è possibile affermare, sulla sola base del comunicato, che gli strumenti siano stati trattati in modo non conforme: occorre una verifica tecnica della Direzione sanitaria e delle strutture competenti per la prevenzione delle infezioni, proprio perché si tratta di un ambito sensibile per la sicurezza dei pazienti e degli operatori, la risposta dovrebbe essere documentata e puntuale.
La vera responsabilità è dare risposte verificabili
La vertenza pone l’ASL Salerno davanti a richieste concrete: una ricognizione delle dotazioni organiche, un piano straordinario di assegnazione del personale, una regolamentazione dei ricoveri in barella, procedure chiare per il medico interdivisionale e verifiche sui percorsi chirurgici e sui turni, il NurSind chiede inoltre la trasmissione delle procedure, dei dati di organico e di un riscontro scritto entro cinque giorni lavorativi dal ricevimento della comunicazione. In assenza di soluzioni concrete, il sindacato si riserva ulteriori iniziative nel rispetto delle procedure previste per i servizi pubblici essenziali.
È questa la parte che merita maggiore attenzione. Non basta assicurare genericamente che l’ospedale funziona, così come non sarebbe corretto considerare automaticamente provata ogni contestazione sindacale. Occorrono dati, documenti e verifiche indipendenti dalle contrapposizioni tra le parti. L’ASL dovrebbe rendere chiari almeno quattro elementi: quanti operatori sono previsti e quanti sono realmente presenti in ogni reparto; quali assunzioni sono state effettuate e quali restano da completare; quali misure sono state adottate per le criticità già segnalate; quali tempi sono previsti per risolvere i problemi ancora aperti. Perché la questione non riguarda soltanto chi lavora al San Luca. Riguarda i cittadini che hanno bisogno di trovare un reparto operativo, un medico disponibile e un’assistenza adeguata quando entrano in ospedale.
La protesta non dimostra da sola che le cure siano insicure. Ma quando un sindacato denuncia contemporaneamente carenze di personale, difficoltà nei percorsi assistenziali e incertezze nell’organizzazione delle urgenze, la risposta non può essere il silenzio né una rassicurazione generica, il San Luca ha bisogno di personale adeguato, organizzazione trasparente e responsabilità definite e il Cilento ha diritto di sapere, dati alla mano, se tutto questo sia garantito.





