6.9 C
Sessa Cilento
mercoledì, 21 Febbraio 2024
Prima PaginaMagazineScienza e AmbienteCampi Flegrei: Due livelli nella crosta terrestre dell’area flegrea regolerebbero i movimenti vericali...

Campi Flegrei: Due livelli nella crosta terrestre dell’area flegrea regolerebbero i movimenti vericali e la sismicità

Secondo un nuovo studio condotto da ricercatori dell’Istituto Nazionale di Geofisica e Vulcanologia (INGV) e dell’University College of London (UCL), la presenza di due livelli poco permeabili nella crosta dei Campi Flegrei regolerebbe i movimenti verticali e la sismicità osservati negli ultimi 40 anni. Pubblicata sulla rivista scientifica ‘Earth and Planetary Science Letters’, la ricerca “Evolution in unrest processes at Campi Flegrei caldera as inferred from local seismicity” ha analizzato la distribuzione degli eventi sismici e dell’energia da essi rilasciata: i risultati suggeriscono che quest’ultima si concentra principalmente in prossimità di due livelli (superfici di separazione tra rocce con proprietà fisiche e chimiche diverse) situati rispettivamente a circa 3 ed a 1-1,5 chilometri di profondità. 

Questi livelli svolgono un ruolo chiave nel controllo dei movimenti verticali e della sismicità nei Campi Flegree sono presenti in diversi sistemi vulcanici caratterizzati da alte temperature e da circolazione dei fluidi. Quello più superficiale previene almeno in parte la dispersione dei fluidi idrotermali verso la superficie, fluidi che hanno un ruolo significativo nell’innesco della sismicità”, ha dichiarato Stefano Carlino, ricercatore dell’Osservatorio Vesuviano dell’INGV e coautore dello studio.

Al di sotto del livello più profondo, le rocce passano da un comportamento fragile, cioè sono soggette a rottura determinando i terremoti, a uno duttile, in cui si deformano plasticamente senza rompersi. “Qui avviene il processo di accumulo di fluidi e/o di magma che determinerebbe l’aumento di pressione e il sollevamento della caldera. L’innalzamento potrebbe continuare fino a quando lo stiramento della crosta consentirà il maggiore deflusso di gas in superficie, con conseguente depressurizzazione della sorgente del sollevamento, come pensiamo sia avvenuto durante la fase terminale della crisi bradisismica del 1982-1984, iniziata con lo sciame del 1° aprile 1984”, afferma Nicola Alessandro Pino, ricercatore dell’Osservatorio Vesuviano dell’INGV e coautore dello studio.

A differenza del periodo 1982-1984, durante l’attuale fase di sollevamento in corso dal 2005, la sismicità è concentrata maggiormente nel settore orientale di Pozzuoli, al di sotto dell’area Solfatara-Bagnoli.
“Questo suggerisce che, negli ultimi anni, la risalita di fluidi di origine magmatica, con conseguente indebolimento delle rocce, sia avvenuta quasi esclusivamente in questo settore della caldera, dove il nostro studio ha evidenziato un innalzamento della profondità della transizione delle caratteristiche delle rocce da fragili a duttili”, aggiunge Stefania Danesi, ricercatrice della Sezione di Bologna dell’INGV e primo autore dello studio.

Come afferma Christopher Kilburn, professore dell’University College of London (UCL) e co-autore dello studio “Gli innalzamenti del suolo nei Campi Flegrei nelle ultime decadi favoriscono lo stiramento e l’eventuale rottura parziale della crosta. Questo processo facilita il passaggio dei fluidi accumulati nel sottosuolo e quindi una perdita di pressione in profondità”. “Il monitoraggio dell’attività dei Campi Flegrei nel prossimo futuro potrà indicare se gli sciami sismici degli ultimi mesi rappresentino o meno l’inizio di questa fase“, conclude Stefania Danesi.

La ricerca pubblicata ha una valenza essenzialmente scientifica, priva al momento di immediate implicazioni in merito agli aspetti di protezione civile, rappresentando un contributo potenzialmente utile in futuro per affinare gli strumenti di previsione e prevenzione di protezione civile. Al momento i risultati della ricerca non hanno alcuna implicazione diretta su misure che riguardano la sicurezza della popolazione.

© Diritti Riservati

Giuseppe Jodice
Giuseppe Jodicehttps://www.cilentoreporter.it/
Giuseppe Jodice, Laureato in Scienze e tecnologie per la Natura e per l'Ambiente presso l’Università di Napoli Federico II, da poco si è avvicinato al mondo della scrittura come professione. Aspirante blogger, ha collaborato con varie testate giornalistiche online curandone i contenuti. Durante l’università scrive recensioni e interviste sul blog letterario Viaggio nello Scriptorium e, terminati gli studi, si appassiona al mondo del giornalismo, decidendo di sfruttare il grande potere della scrittura per comunicare al mondo i suoi interessi e le notizie più importanti. Ha avuto l’onore di frequentare il Corso di Giornalismo Ambientale Laura Conti organizzato da Legambiente. Appassionato ed attento osservatore delle tematiche prettamente scientifiche ed ambientali, é redattore per Cilento Reporter della rubrica Scienza & Ambiente.

LASCIA UN COMMENTO

Per favore inserisci il tuo commento!
Per favore inserisci il tuo nome qui

Ultimi Articoli

Abbiamo trascorso un altro weekend dal tempo prevalentemente stabile e soleggiato su gran parte d’Italia, a causa della persistenza di un solido campo di alta pressione che domina sull’area del Mediterraneo.
Centinaia tra sindaci e amministratori della Campania in piazza per dire no all’autonomia differenziata, “una legge truffa che distrugge l’unità d’Italia”
L'associazione dei consumatori ha inviato una istanza-diffida chiedendo chiarimenti, per quanto di competenza, alla Soprintendenza ABAP di Salerno e Avellino, all’ Autorità di Bacino Distrettuale dell’Appennino Meridionale,.....

Articoli correlati

Da giovedì 25 a sabato 27 gennaio preparatevi a un'esperienza straordinaria con l'Istituto Nazionale di Geofisica e Vulcanologia (INGV). Vulcanologi, sismologi, esperti di ambiente…. vi aspettano alla 5° edizione di "Parole per la Terra", la manifestazione che si svolge in tutta Italia, in varie sedi dell’Istituto. 
Il terremoto di oggi 17 Novembre 2023, Ml 3.0  si è verificato circa 298 km di profondità nel Golfo di Policastro, non è da ritenersi preoccupante poiché avvenuto nel contesto della zona di subduzione dell’Arco Calabro.
Da millenni la caldera dei Campi Flegrei è sede di intensa attività vulcanica. La vitalità di quest’area irrequieta è manifestata anche dal rilascio concentrato di gas lungo delle sorte di camini che producono le fumarole, e dal bradisismo, cioè il lento sollevamento o abbassamento del suolo, fenomeno quest’ultimo accompagnato anche da attività sismica.

Dallo stesso Autore

Da giovedì 25 a sabato 27 gennaio preparatevi a un'esperienza straordinaria con l'Istituto Nazionale di Geofisica e Vulcanologia (INGV). Vulcanologi, sismologi, esperti di ambiente…. vi aspettano alla 5° edizione di "Parole per la Terra", la manifestazione che si svolge in tutta Italia, in varie sedi dell’Istituto. 
Il terremoto di oggi 17 Novembre 2023, Ml 3.0  si è verificato circa 298 km di profondità nel Golfo di Policastro, non è da ritenersi preoccupante poiché avvenuto nel contesto della zona di subduzione dell’Arco Calabro.
Si chiamava Michel de Nostredame, ma è passato alla Storia con il più suggestivo nome di Nostradamus. Medico, astrologo e autore francese del XVI è conosciuto in realtà per le sue presunte doti di veggente.