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Solo il 16% dei ragazzi del Cilento pensa di rimanere nel proprio territorio da adulto

Ieri, 24 Novembre, a Napoli, presso la Sala Giunta Regionale “De Sanctis” a Palazzo Santa Lucia – in un evento organizzato da UNICEF Italia, UNICEF Campania e Regione Campania -è stato presentato il Rapporto “Crescere nelle aree interne Le esperienze di vita di bambini, bambine e adolescenti nel contesto del Cilento interno” realizzato dall’UNICEF Innocenti – Ufficio Globale di Ricerca e Previsioni Strategiche di Firenze. Realizzato nell’ambito del progetto MAPS/Monitoring and Analysing child Poverty across Space, lo studio è basato su dati raccolti su 1668 ragazzi/e (901 della scuola primaria e 767 della scuola secondaria) divisi su 13 scuole del Cilento. Sono stati coinvolti anche genitori, persone della comunità, insegnanti, personale sanitario, rappresentanti delle organizzazioni locali, politici e studiosi del tema.

L’evento è stato aperto da Elisabetta Garzo, Presidente Tribunale di Napoli, Giovanni Galano, Autorità Garante dell’Infanzia e dell’Adolescenza per la Regione Campania e Emilia Narciso, Presidente del Comitato UNICEF Campania. Nel corso dell’evento, i ricercatori dell’UNICEF Innocenti – Ufficio Globale di Ricerca e Previsioni Strategiche Alessandro Carraro, Caterina Arciprete e Gwyther Rees e una delegazione di ragazzi e ragazze degli Istituti Comprensivi e Superiori del Cilento Interno hanno presentato il rapporto. È poi seguita una tavola rotonda con Gabriele Iuliano, Sindaco di Roccadaspide (Comune capofila Area interna del Cilento interno), Lucia Fortini, Assessore alla Scuola, Politiche sociali e Politiche Giovanili della Regione Campania, Carlo Marino, Sindaco di Caserta e Presidente ANCI Campania, Panico Gilda, Presidente Ordine Assistenti sociali della Regione Campania.

Il Rapporto ha l’obiettivo di comprendere le sfide e le opportunità di bambini/adolescenti che vivono in aree marginalizzate e migliorare la comprensione del fenomeno della povertà infantile territoriale, in particolare nelle aree del Cilento interno, dove spopolamento, chiusura di servizi essenziali e mancanza di opportunità economiche contribuiscono al progressivo impoverimento della comunità con effetti negativi sul benessere di bambini e adolescenti. Dall’indagine emergono infatti forti segnali di “depressione” legata allo spopolamento, con molti giovani che faticano a immaginare un futuro diverso nel loro luogo d’origine. Questa tendenza è evidente in tutto il Cilento Interno, dove. solo il 16% dei ragazzi del Cilento pensa di rimanere nel proprio territorio da adulto

I genitori e in particolar modo le madri pur apprezzando il supporto della comunità e il clima di tranquillità – i territori del Cilento interno offrono un ambiente sicuro per i bambini, con bassi livelli di criminalità e una comunità coesa – manifestano ansia rispetto alla lontananza dai servizi sanitari di base e alle difficoltà legate alle molteplici e talvolta complesse necessità del neonato. La mancanza di pediatri per periodi prolungati e la distanza dai principali ospedali possono rappresentare problemi significativi.  Per i bambini e le bambine delle scuole primarie si evidenzia un forte attaccamento ai paesi e al loro patrimonio naturalistico e culturale. Tuttavia, con il crescere dell’età il territorio diventa meno in grado di soddisfare i bisogni multidimensionali dei bambini e degli adolescenti. I dati mostrano, infatti, che la proporzione di bambini/ a cui piace il posto in cui vive si riduce dal 42.3% al 12.9% col crescere dell’età nei comuni intermedi.  

Le scuole superiori sono spesso situate al di fuori dell’area di residenza degli studenti, il che li costringe a compiere scelte di indirizzo scolastico basate sulla distanza piuttosto che sulle proprie aspirazioni. Inoltre, l’offerta di attività extrascolastiche è molto limitata soprattutto per chi vive nelle zone periferiche dove 1 ragazzo su 3 non li frequenta a causa dell’eccessiva distanza dai luoghi dove si svolgono. La natura stessa, così fortemente caratterizzante il territorio, nella vita degli adolescenti è spesso marginale: il 59.3% degli adolescenti (14-18) dichiara di passare poco o per nulla tempo nella natura.Gli adolescenti del Cilento Interno conservano un forte senso di comunità e solidarietà. Questa solidarietà si basa sull’aiuto reciproco e sulla consapevolezza di vivere in una piccola comunità dove tutti si conoscono. Tuttavia crescendo, la percezione prevalente è che siano pochi gli adulti che si impegnano concretamente per il bene della collettività e dei bambini.

L’università rappresenta una forte aspirazione, soprattutto nelle aree intermedie, rispetto a quelle periferiche. I ragazzi provenienti da famiglie a basso reddito mostrano una percentuale più bassa di aspirazioni universitarie (34%) rispetto ai ragazzi provenienti da famiglie con reddito elevato (73%). L’inadeguatezza dei collegamenti tra i paesi e le frequenti interruzioni della viabilità sono percepite dai ragazzi come uno dei principali problemi. Gli autobus e i pullman esistenti operano in orari limitati, principalmente durante le fasce orarie scolastiche, lasciando ai giovani poche opzioni a meno che non dispongano di un mezzo privato.

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