sabato 21 Maggio 2022
21.1 C
Sessa Cilento
- Pubblicità -
HomeMagazineRicordi3 Marzo 1944. La tragedia ferroviaria di Balvano

3 Marzo 1944. La tragedia ferroviaria di Balvano

- Pubblicità -

Un tragico evento che all’epoca sconvolse tutto il mondo e che ancora oggi ha impresso un marchio indelebile come una delle più grandi tragedie ferroviaria del nuovo secolo. Questi i fatti: 3 Marzo 1944,  non molto lontano dal Cilento , nella galleria delle Armi nei pressi della Stazione di Balvano-Ricigliano, provincia di Potenza, il treno merci 8017 partito da Battipaglia viaggia carico di passeggeri clandestini, stremati dalla guerra. Per una serie di concause, in quella strettissima galleria, lunga quasi 2km, le locomotive iniziano a liberare una grande quantità di monossido di carbonio. Quella notte perdettero la vita oltre 500 persone.

Nel primo pomeriggio del 2 marzo 1944, il treno merci speciale 8017, creato per caricare legname da utilizzare nella ricostruzione dei ponti distrutti dalla guerra, partì da Napoli con destinazione Potenza. Era un convoglio molto lungo (47 vagoni che raggiungevano il ragguardevole peso di 520 tonnellate), perciò venne dotato di una locomotiva elettrica potente che, nella stazione di Salerno, fu sostituita da due macchine a vapore poste in testa al treno, per poter percorrere il tratto dopo Battipaglia (un duro valico tra Baragiano e Tito) che, all’epoca e per tutti gli anni fino al 1994, non era elettrificato e richiedeva l’uso di locomotive a vapore (locomotori Diesel dopo la guerra).


Il treno 8017 arrivò nella stazione di Battipaglia poco dopo le 6 del pomeriggio; alle ore 19.00 partì dalla stazione di Battipaglia, in direzione di Potenza. Sul treno salirono centinaia di viaggiatori clandestini provenienti soprattutto dai grossi centri del napoletano; erano presenti anche alcuni ragazzi. Il carico di persone influiva notevolmente sul peso del treno, portandolo a superare le 600 tonnellate.

Alla stazione di Eboli alcuni abusivi vennero fatti scendere ma ne salirono altri alle stazioni successive, fino ad arrivare a un numero di circa 600 passeggeri. Il treno arrivò circa a mezzanotte alla stazione di Balvano-Ricigliano, dove registrò 37 minuti di ritardo per manutenzione alle locomotive. Da lì, alle 0.50 del 3 marzo, ripartì per un tratto in notevole pendenza con numerose gallerie molto strette e poco areate. Sarebbe dovuto arrivare venti minuti dopo alla stazione successiva, Bella-Muro Lucano, ma alle 2.40 non era ancora stato segnalato.

- Pubblicità -

Nella galleria delle Armi le locomotive cominciarono a slittare e il treno perse velocità fino a rimanere bloccato, senza riuscire a uscire dalla galleria. La galleria è situata tra le stazioni di Balvano e di Bella-Muro Lucano e si estende per 1.692 metri con una pendenza media del 12,8 per mille (0,73° di inclinazione) e punte del 13 per mille. Il treno si fermò a 800 metri dall’ingresso, con i soli due ultimi vagoni fuori.


Gli sforzi delle locomotive per riprendere la marcia svilupparono grandi quantità di monossido di carbonio e acido carbonico, facendo presto perdere i sensi al personale di macchina. In poco tempo anche la maggioranza dei passeggeri, che in quel momento stavano dormendo, venne asfissiata dai gas tossici che, in assenza di vento, potevano uscire dalla strettissima galleria solo tramite il piccolo condotto di aerazione.

L’unico fuochista che sopravvisse, Luigi Ronga, dichiarò che il macchinista suo compagno, Espedito Senatore, prima di svenire, tentò di dare potenza per superare lo stallo e cercare di uscire dalla galleria.
Le condizioni della macchina 476 indicano che invece il suo personale, il macchinista Matteo Gigliano e il fuochista Rosario Barbaro, tentarono di invertire la marcia per retrocedere. La potenza applicata dalla 476 e l’inclinazione avrebbero forse permesso di sopravanzare la macchina 480, ma il macchinista perse i sensi prima di aprire la valvola di regolazione, particolarmente dura su quelle macchine. La posizione dei treni e dei comandi confermò in seguito questo racconto.


Oltre al fuochista si salvò anche Giuseppe De Venuto, il frenatore del carro di coda. Gli ultimi due carri erano infatti gli unici rimasti fuori dalla galleria. De Venuto riuscì, camminando lungo i binari, ad avvisare alle ore 5.10 il capostazione di Balvano che nella galleria era presente un treno con numerosi cadaveri a bordo. Il capostazione di Balvano, alle 5.25, fece distaccare la locomotiva del convoglio 8025 giunto in stazione in attesa di passo e dispose una ricognizione alla galleria indicata.

-Pubblicità-

Ai soccorsi arrivati sul posto la situazione apparve subito molto grave, al punto da non poter rimuovere il convoglio a causa dei corpi abbandonati anche sulla banchina. Con l’arrivo di una seconda squadra di soccorso, alle ore 8.40 venne liberata la linea e il treno finalmente recuperato.

Leggi anche:   Cilento: una Pasqua di tanti anni fa

Il bilancio della tragedia è ancora oggi impossibile da accertare e oggetto di controversie: quello ufficiale parlava di 501 passeggeri, 8 militari e 7 ferrovieri morti, ma alcune ipotesi arrivano a considerarne oltre 600. Molte vittime tra i passeggeri non vennero riconosciute. Furono tutti allineati sulla banchina della stazione di Balvano e poi sepolti senza funerali nel cimitero del paesino, in quattro fosse comuni.


Gli agenti ferroviari invece vennero sepolti a Salerno. Molti dei sopravvissuti riportarono gravi sconvolgimenti mentali.  Nel Marzo 2006, il sito “Bibliografia Ferroviaria” ricevette e pubblicò la lettera accorata di uno dei sopravvissuti, il Sig.Matteo Federico.

Mi chiamo Federico Matteo, ho 82 anni, sono un pensionato dello Stato, figlio di un dipendente statale e risiedo a Roma da oltre cinquant’anni. Nel Settembre del 1943 mi trovavo militare a Pisino in provincia di Pola.

Il giorno 9 dello stesso mese, unitamente ad altri militari, fui catturato dai ribelli “Titini” solo per pochi giorni, perché insieme ad altri cinque o sei militari riuscì a scappare. Tornato a casa trovai la famiglia sfollata a Boronissi in provincia di Salerno. La famiglia era composta da otto persone e, a causa dei bombardamenti si campava con un etto di pane a testa, e farina e piselli. Nel frattempo la città di Salerno era stata invasa da militari americani inglesi, marocchini etc., quindi la fame regnava sovrana.

In ragione di ciò pensammo di andare a trovare dei parenti in provincia di Potenza. Il 3 marzo del 1944 partimmo con un treno che era composto da carri merci per Potenza. Eravamo in cinque: il sottoscritto Federico Matteo, mia madre D’Auria Giuseppina, mio fratello Federico Gennaro, mio zio D’Auria Bernardino e mia cugina D’Auria Vita. Era una serata piovigginosa, il treno ad un certo punto inizio ad arrampicarsi su per la montagna, e di conseguenza la velocità andava diminuendo. Iniziò a nevicare. Arrivati sotto una galleria il treno sbuffava sempre di più cercando di vincere la pendenza. La produzione del vapore andava aumentando e il fumo invase i vagoni. Allarmato da ciò dissi a mia madre ed agli altri di mettersi un fazzoletto davanti alla bocca, ma questo mio consiglio arrivò tardi, mi accasciai su gli altri e qui finisce il mio ricordo di quel momento tragico.


Alcuni giorni dopo mi svegliai nell’Ospedale di Potenza, al momento non ricordavo nulla. Domandai ai vicini di letto se ero stato ferito in guerra; qualcuno mi rispose che mi trovavo su di treno rimasto sotto una galleria, e dove erano morti 600 passeggeri. Era il 19 marzo, giorno di San Giuseppe, fuori vi era tanta neve grigia di fuliggine. Il Vesuvio aveva eruttato ed i lapilli erano arrivati fino a Potenza.

Dopo qualche giorno venne mio padre con un amico in macchina, e mi riportò a casa , dove mi parlò della tragedia avvenuta. Nel mese di novembre, per la ricorrenza dei defunti ritornai a Balvano. Nella circostanza andai anche alla Caserma dei Carabinieri per sapere qualcosa in merito all’accaduto e per sapere che fine avessero fatto i miei bagagli. Un carabiniere guardandomi mi disse che se ero vivo lo dovevo a lui.

Uscito dalla caserma incontrai una ragazza che mi guardò e mi disse: “E tu sei ancora vivo?” ed io risposi: “Perché tu mi conosci?”, lei mi rispose: “Se sei vivo lo devi a me”. Poiché quella frase l’avevo già sentita pronunciare da un’altra persona gli domandai chi dovevo ringraziare per il resto della mia vita. A questa mia domanda lei si arrabbiò molto, e mi disse che l’altra persona gli diceva di lasciarmi stare perché ero già morto, invece lei mi aveva visto muovere un braccio, nonostante le rimostranze del carabiniere, mi tirò fuori dal mucchio dei cadaveri.


Quella ragazza si chiamava Carmelina Di Staso; ora si trova tra gli Angeli del Paradiso, precocemente chiamata da Nostro Signore. Grazie a Carmelina ricevetti le cure necessarie e tempestive che mi permisero di sopravvivere. Vorrei precisare che la nostra famiglia non ha ricevuto neanche una lira delle 320 mila elargite per i danni di cui si parla in questa fotocopia di un ritaglio di giornale datato 29.02.2004.

Vi mando queste due righe a ricordo di una tragedia che ha profondamente segnato la vita della mia famiglia, ricordo mia madre. Presa tra mille difficoltà per dare da mangiare hai suoi sei figli, e mio fratello piccolo, mia cugina piena di voglia di vivere, a mio zio.





La lettera è tratta da:Bibliografia Ferroviaria 

- Pubblicità -

© RIPRODUZIONE RISERVATA

Alessandro Giordano
Alessandro Giordano
Dal Marzo 2015 racconto la nostra terra, il Cilento, mostrandola con gli occhi di chi la ama, la vive e vuole contribuire a farla apprezzare di più ai turisti e ai Cilentani stessi. La Storia, i Personaggi, la Cultura, le Tradizioni e le Contraddizioni, il patrimonio artistico, gli eventi e le iniziative in programma che ritengo più interessanti segnalare, i musei, le attrazioni e le proposte per i turisti, il cibo ed i prodotti del territorio sono i temi principali dei miei articoli.

LASCIA UN COMMENTO

Per favore inserisci il tuo commento!
Per favore inserisci il tuo nome qui

Articoli correlati

Pasquetta: i ricordi del Lunedì di Pasqua di una volta

0
Per chi come me, era ragazzino negli anni settanta, le festività Pasquali erano assai più...

Una “ricchezza” per le famiglie del Cilento: l’Olio di oliva

0
Basterebbe solo guardarsi attorno, osservare le colline del Cilento, o passeggiare all’aria aperta per scoprire...

Helia, l’abate che fece sopprimere il monastero della Badia di Pattano

0
Questi racconti punteggiano la storia del Cilento, un angolo privilegiato per le bellezze naturali e...

Le bande musicali del Cilento

0
Le bande musicali nel Cilento trasmettono la gioia di vivere, esse sono legate alle tradizioni...

Cilento: una Pasqua di tanti anni fa

0
Il Cilento, è un territorio ricchissimo di storia, cultura e tradizioni, straordinario dal punto di...

Il fico bianco del Cilento ha oltre 1000 anni, ma non li dimostra

0
Il Cilento, terra dove nacquero tutti i segreti e gli ingredienti della dieta mediterranea. Qui...

Articoli correlati

Pasquetta: i ricordi del Lunedì di Pasqua di una volta

0
Per chi come me, era ragazzino negli anni settanta, le festività Pasquali erano assai più...

Una “ricchezza” per le famiglie del Cilento: l’Olio di oliva

0
Basterebbe solo guardarsi attorno, osservare le colline del Cilento, o passeggiare all’aria aperta per scoprire...

Helia, l’abate che fece sopprimere il monastero della Badia di Pattano

0
Questi racconti punteggiano la storia del Cilento, un angolo privilegiato per le bellezze naturali e...

Le bande musicali del Cilento

0
Le bande musicali nel Cilento trasmettono la gioia di vivere, esse sono legate alle tradizioni...

Cilento: una Pasqua di tanti anni fa

0
Il Cilento, è un territorio ricchissimo di storia, cultura e tradizioni, straordinario dal punto di...

Il fico bianco del Cilento ha oltre 1000 anni, ma non li dimostra

0
Il Cilento, terra dove nacquero tutti i segreti e gli ingredienti della dieta mediterranea. Qui...

Altri dall'Autore

Stella Cilento verso le amministrative. “Caro Avvocato, la Tua strada inizia da qui!”

0
Quello delle Amministrative, è l'appuntamento più importante per i nostri territori, chiamati a scegliere i...

Sessa Cilento. Dopo lo stop pandemico torna la tradizionale processione

0
Dopo due anni di stop il 2022 ha visto il  ritorno dei pellegrini lungo le...

“Una libreria in un posto come il Cilento è come una piccola oasi nel deserto!”

0
Negli ultimi mesi, e forse anche anni, si è parlato spesso di librerie che chiudono.Vuoi...

Dal Cilento all’Ucraina. La Pasqua di Resurrezione ai tempi dell’odio

0
La consapevolezza che  la Pasqua di quest’anno avrebbe avuto un significato diverso rispetto al passato è arrivata...

Stella Cilento: si inaugura la “Casa della musica”

0
Il 26 Febbraio 2022, sarà un  giorno importante per la comunità di Stella Cilento: si...

Da Sessa Cilento al Festival di Sanremo. Ecco la Designer Teresa Massanova

0
Wedding Planner e Designer di successo, Teresa Massanova, per il quinto anno consecutivo, approda a Casa...
- Pubblicità -

Devi leggere

29 Maggio. Riapre al culto il Santuario del Sacro Monte Gelbison

Il Santuario della Madonna del Sacro Monte di Novi Velia riaprirà il 29 maggio p.v., ultima domenica del mese.  Il Santuario di Maria ritornerà a essere aperto...

Seconda metà di maggio: caldo estivo, sempre più forte

L’estate inizia, pian piano, a scaldare i motori, tanto che la seconda parte del mese di maggio ora rischia di essere dominata dal ritorno dell’opprimente...

Il Consorzio ricotta di bufala Campana Dop sceglie la continuità. Benito La Vecchia confermato Presidente: “pronti a crescere ancora”

Il Consorzio di Tutela della Ricotta di Bufala Campana Dop sceglie la continuità: Benito La Vecchia è stato rieletto presidente e inizia così il suo terzo mandato...
- Pubblicità -

Devi leggere

EU Agrifood Week: nel Cilento e non solo, dieci giorni di iniziative per celebrare la biodiversità

Nella Giornata Mondiale della Biodiversità il Paideia Campus festeggia il primo anno di attività a Pollica, nel cuore del Cilento. Per l’occasione Future Food Institute, in...

Ricerca di Unisa sul territorio della Comunità Montana Alento-Monte Stella

Nella mattina di lunedì 16 maggio,  all'Università degli Studi di Salerno, i professori Massimiliano Bencardino e Alfonso Conte, tra i docenti responsabili del corso...

Festival Nazionale della Dieta Mediterranea. Al Mipaaf l’evento di lancio

Mercoledì 18 maggio alle ore 11, nella sala Cavour del Ministero delle Politiche Agricole, Alimentari e Forestali, in via XX Settembre 20 a Roma, si terrà la conferenza...