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Il nuovo osservatorio astronomico di Petina, riparte dalla notte di San Lorenzo

-Pubblictà-

Nei giorni attorno al 10 agosto il cielo è solitamente attraversato da una pioggia di piccole meteore, che appaiono ai nostri occhi come le tradizionali stelle cadenti. Queste sono particolarmente evidenti alle nostre latitudini ed è facile osservarle, grazie anche alla stagione estiva, che garantisce in genere cielo terso e temperature che invitano a stare all’aperto. Nell’antichità il fenomeno era già noto e le stelle cadenti erano considerate importanti presagi. Nonostante si parli di “stelle” cadenti, le Perseidi sono in realtà detriti (polveri e ghiaccio) abbandonati dalla cometa Swift-Tuttle nel suo passaggio intorno al Sole. La cometa è transitata vicino al nostro pianeta nel 1992 e non ripasserà fino al 2126, quando, secondo le previsioni, dovrebbe essere visibile a occhio nudo quanto la cometa Hale-Bopp nel 1997.

La Swift-Tuttle non è una cometa pericolosa per la Terra (almeno per i prossimi 1000 anni), ma è pur sempre molto grande: ha un diametro di quasi 10 km, più o meno come l’oggetto che ha colpito la Terra 65 milioni di anni, estinguendo i dinosauri. Questo sciame meteorico, uno dei più spettacolari e rilevanti tra tutti quelli incontrati dal nostro pianeta nella sua orbita intorno al Sole, deve il suo nome al fatto che tutte le scie sembrano provenire dalla stessa direzione, all’interno della costellazione di Perseo (tutti gli sciami meteorici prendono il nome dalla costellazione da cui le meteore sembrano arrivare). Si stima che a occhio nudo e in condizioni favorevoli sia possibile vedere ogni ora fino a cento meteore che, impattando con l’atmosfera terrestre a una velocità di circa 59 km al secondo, provocano scie luminose lunghe fino a 20 chilometri.

Ma cosa c’entra San Lorenzo con le Perseidi? E perché si esprimono i desideri?

L’evento celeste, osservato per la prima volta nel 36 d.C., cade proprio a ridosso della data in cui si celebra il martirio di San Lorenzo, arso vivo su una graticola ardente il 10 agosto del 258 d.C.
Per questa coincidenza temporale, le stelle che cadono nella notte di San Lorenzo rappresenterebbero le lacrime versate dal Santo durante il suo supplizio, eternamente vaganti nei cieli ma che scendono sulla Terra ogni 10 agosto. Da qui la credenza popolare secondo cui tutti coloro che ricordano il dolore del Santo guardando le sue “lacrime” potranno veder realizzato un loro desiderio.

Il martirio e la tradizione di San Lorenzo

Con l’avvento del Cristianesimo molte tradizioni romane furono mantenute, ma convertite alla nuova religione. Lo stesso avvenne per il 10 agosto. Le stelle cadenti non furono più legate al mito di Priapo, dio della fertilità maschile in ambito romano, ma a San Lorenzo. Quest’ultimo subì il martirio nell’anno 258, quando si scatenò una persecuzione su vasta scala contro i cristiani. Pochi giorni prima erano stati uccisi per decapitazione Papa Sisto II e alcuni suoi diaconi, mentre il 10 agosto venne il turno di Lorenzo, che all’epoca aveva 33 anni. Secondo Sant’Ambrogio questi venne bruciato su una graticola rovente alimentata da tizzoni ardenti. In realtà, secondo gli studi degli storici odierni, in quella persecuzione erano previste esecuzioni capitali, ma non torture, quindi è assai probabile che anche Lorenzo venne semplicemente decapitato.

Le lacrime e i tizzoni di San Lorenzo

Comunque siano andate le cose in realtà, lo spettacolare martirio di San Lorenzo sulla graticola ardente è entrato nella tradizione cristiana, ispirando moltissime opere d’arte. Proprio il 10 di agosto si commemora San Lorenzo per ricordarne il martirio. Le stelle cadenti che si vedono in quei giorni, secondo diverse tradizioni, sarebbero le lacrime del santo durante la tortura, trasformate in stelle per ricordarne la sofferenza, oppure i tizzoni ardenti che scaldavano la griglia su cui era posto il martire.

Nella locandina, sotto, per chi potrà l’evento eccezionale all’Osservatorio Astronomicoi “Aresta” di PetinaPagina Facebook

© Riproduzione Riservata

Giuseppe Jodicehttps://www.cilentoreporter.it/
Giuseppe Jodice, Laureato in Scienze e tecnologie per la Natura e per l'Ambiente presso l’Università di Napoli Federico II, da poco si è avvicinato al mondo della scrittura come professione. Aspirante blogger, ha collaborato con varie testate giornalistiche online curandone i contenuti. Durante l’università scrive recensioni e interviste sul blog letterario Viaggio nello Scriptorium e, terminati gli studi, si appassiona al mondo del giornalismo, decidendo di sfruttare il grande potere della scrittura per comunicare al mondo i suoi interessi e le notizie più importanti. Ha avuto l’onore di frequentare il Corso di Giornalismo Ambientale Laura Conti organizzato da Legambiente. Appassionato ed attento osservatore delle tematiche prettamente scientifiche ed ambientali, é redattore per Cilento Reporter della rubrica Scienza & Ambiente.
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