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“Gli Aviatori” e il solerte “Appaltatore”

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Alessandro Giordano
Alessandro Giordano
Dal Marzo 2015 racconto la nostra terra, il Cilento, mostrandola con gli occhi di chi la ama, la vive e vuole contribuire a farla apprezzare di più ai turisti e ai Cilentani stessi. La Storia, i Personaggi, la Cultura, le Tradizioni e le Contraddizioni, il patrimonio artistico, gli eventi e le iniziative in programma che ritengo più interessanti segnalare, i musei, le attrazioni e le proposte per i turisti, il cibo ed i prodotti del territorio sono i temi principali dei miei articoli.

In questa rubrica che ha inizio oggi, troverete, nel corso dei mesi, alcuni articoli tratti da giornali, dal 1900 in poi e che riguardano il nostro territorio. Storie di cronaca, anche efferate, personaggi ed avvenimenti che venivano dettati, come era di prassi all’epoca, al telefono o al radio telegrafo da “impavidi” giornalisti dell’epoca che con dovizia di particolari ne narravano le storie.

POLLICA, 12 – (Sernicola) – I nostri soldati aviatori sono nei loro tiri, assai più precisi degli aviatori nemici e dispongono  di esplosivi più perfetti. Un caro mio concittadino, Guida Michele di Luigi, soldato, appartenente  a una squadriglia d’aviazione, mi scrive in proposito: “Il  7 agosto il nemico ha, lanciato cinquanta bombe sul nostra campo : ne sono scoppiate 37 che hanno distrutto soltanto la cucina.



Le altre rimaste inesplose pesano ,ognuna 35 chilogrammi. Nell’aprirle si avvertiva un odore penetrante di zolfo. In. quel giorno mangiammo  doppia razione ai carne in scatole. I nemici  non si accorsero che il nostro campo era deserto per averlo noi a tempo noi abbandonato. Essi si mantenevano molto alti e difettavano di buoni’ cannocchiali. Tutte le marmitte furono bucate due rimasero intatte. Le damigiane di vino di Marsala inondarono tutto il campo sul quale trovammo dispersa la carne già cotta. Vi rimetto una scheggia della cucina ; conservatela insino  al mio rimpatrio.

Noi rincorremmo gli aeroplani  e lanciammo 120 bombe,  esplosero tutte, distrussero il campo avversario. Forniti di apparecchi molto perfezionati, prendemmo varie fotografie , dalle quali  vedesi la nostra splendida riuscita nei tiri. Siamo  pieni di coraggio: ce l’accresce la  presenza del nostro Augusto Sovrano. Conservate la scheggia, mostratela a i miei, dai quali attendo le maglie più doppie delle prime. Piove dirottamente: dormiamo al coverto. Andremmo a pernottare in un paesello chiamato …(omissis) dove neppure i signori usano le scarpe, tutti si servono degli zoccoli. Vi abbraccio”.

Vallo della Lucania, 13 ( O.Di Lorenzo) – E’ sempre con gran compiacimento e soddisfazione che ammiriamo il modo in cui è tenuta la strada provinciale Vallo-Molo della Civitella, Stio, Laurino, Piaggine Sacco, Teggiano, Sala Consilina.



Tutto è ordine, tutto è scrupolosità, tutto è esattezza, e, con non comune competenza vi si dirigono molti importanti lavai. Tutto ciò si deve alla intelligente opera, allo zelo, alla instancabile attività, dell’appaltatore signor D. Filippo di Campora e i suo figlio Luigino, persone per ‘quanto colte pur altrettanto modeste.

Il signor D. Filippo  e suo figlio Luigino con vero amore cercano sempre di migliorare la su nominata strada provinciale.  A questo bisogna aggiungere la  correttezza dei cantonieri che nulla lasciano a desiderare. Ne va dato sincero encomio a mezzo del diffuso giornale “Il Mattino” al solerte appaltatore e a suo figlio che con tecnicità non comune dirigono i lavori.

Tratti dal quotidiano “Il Mattino” del 14-15 Ottobre 1915

© Riproduzione Riservata

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