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Memorie - 16 Febbraio 2018

Ho avuto la fortuna di conoscere Andrea

Negli anni ho sempre avuto modo di incontrarlo e scambiare due parole, il suo modo di essere e di affrontare la vita era senza dubbio affascinante

Andrea è una persona perbene, tant’ é che la sua fama lo ha sempre preceduto. Io ad esempio, che ho 7 anni meno di lui, sapevo già chi era senza che lui sapesse nulla di me.

Mi ricordo i suoi viaggi, insieme a noi che negli anni ’80 eravamo adolescenti, sull’autobus che lo conduceva ogni mattina a Vallo della Lucania, dove lui, allora giovane medico, iniziava quella che poi sarebbe  stata una riconoscibile quanto apprezzata figura professionale.

Negli anni ho sempre avuto modo di incontrarlo e scambiare due parole, il suo modo di essere e di affrontare la vita era senza dubbio affascinante, soprattutto nei suoi ultimi momenti di realtà terrena. Purtroppo non conosco molti particolari della sua vita e, a causa dell’età così diversa e del modo di vivere la quotidianità, non gli sono mai stato abbastanza vicino da capire chi realmente fosse.

Quando ho saputo del male che lo attanagliava, di una battaglia, poi persa contro quel mostro, un nodo si è stretto intorno al respiro e il vuoto ha preso a ronzarmi nelle tempie, …..insopportabile.

Devo dire però, che ogni volta che mi fermavo a parlare con lui, non l’ho mai visto triste, corrucciato o incazzato. Mi colpiva, quando  lo incontravo,  quel suo sorriso smagliante accompagnato da quegli occhi splendenti.

Andrea è scomparso il 16 Febbraio di un anno fa (2017). Andrea è una di quelle persone che anche se hai frequentato poco, non dimentichi facilmente. Io non avevo nessun legame particolare con lui, sono morte molte persone che conoscevo di vista, il tempo di una stretta di mano ai familiari e poi…. la vita continua, non sono così ipocrita da negarlo, ma con la morte di Andrea un senso di tristezza si è impadronito di me.

Ho un senso di tristezza perché, sto facendo rivivere Andrea nei miei ricordi. Penso a tutte le volte che ci siamo incontrati nei soliti posti di questi piccoli borghi; ricordo le sue teorie su come si vive la vita, le sue risate contagiose e il suo modo di prendersi non troppo sul serio; ma ora capisco che dietro quei sorrisi, dietro quell’atteggiamento stravagante e fuori dalle righe si nascondeva una persona fragile, afflitta dai problemi di tutti i giorni proprio come tutti noi.

Purtroppo però l’epilogo non è stato dei migliori, il destino ha fatto per suo conto  una scelta tragica. Una scelta di quelle che non lascia spazio a ripensamenti.

Ciao Andrea…

 

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