Il Cilento alla ricerca del sacchetto perduto

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Sono anni che rimango sconcertato ogni volta che mi imbatto in uno dei più grandi segni dell’inciviltà che caratterizza , purtroppo, alcune zone del nostro territorio. Mi riferisco ai tanti luoghi pubblici, molti immersi nella splendida natura, in meravigliosi angoli di macchia mediterranea, presi di mira dagli incivili che li utilizzano come discariche!

La foto (n.d.r. la foto è dell’Agosto 2019) è stata scattata, sul tratto di Cilentana che va dalla galleria di Prignano al bivio per la diga Alento. Ovviamente questo è solo uno dei tanti episodi che si ripetono nel nostro territorio. Oggi ho fatto un giro per le strade di campagna (ma lo spettacolo si può assistere anche vicino a molti cassonetti nelle marine) e ho potuto costatare come la situazione sia sempre la stessa: si può trovare tutto ciò che si vuole, frigoriferi, cucine, divani, materassi, water e bidet, lavandini, tubi di ogni tipo, sfalci di potatura a volontà, materiale di risulta, sacchetti d’immondizia e (fatto scandaloso e criminale), parti di coperture in Eternit spezzettate e, perciò, pericolosissime perché rilasciano fibre d’amianto altamente cancerogene, causa di numerose malattie inguaribili! L’amianto, lo sappiamo, è fuorilegge e va smaltito obbligatoriamente con particolare cura.

Questo editoriale è  un appello a questi vigliacchi e incivili che continuano, mese dopo mese, a danneggiarci: basta, basta con questo disastro ambientale, basta con l’idea che è sufficiente “liberarsi” di una cosa per essere con la coscienza a posto. Sappiate che ogni volta che fate un gesto simile create problemi all’ambiente, alla salute di tutti i cittadini, all’immagine del territorio (scommetto che siete gli stessi che si lamentano perché in determinati periodi non c’è turismo!), alle casse comunali (pagate voi stessi ugualmente). Sappiate che danneggiate anche voi stessi, i vostri familiari, i vostri amici.

L’inciviltà aumenta esponenzialmente in estate. La popolazione raddoppia, triplica, forse pochi comuni riescono a gestire in maniera ottimale questa pacifica invasione, problemi con la raccolta rifiuti se ne sono visti anche durante il periodo invernale, ma contenuti e non dovuti al singolo. Certo prove schiaccianti di colpevolezza di chi viene in villeggiatura a provocar danni, non ve ne sono, il cilentano beffardo e sempre in agguato, l’unica cosa che posso testimoniare è che qualche cumulo di spazzatura, rispetto a quella che io avevo depositato nel giorno ed ora prestabilita e seguendo le norme per la differenziata, l’ho trovata.

Naturalmente ciò che vi era nei sacchi della mondezza depositati da “loschi individui” era ben lungi da una visione recondita di una cernita di materiale dovuto in discarica per quel giorno, ma tant’è!

Diciamo, che chi ha depositato, si è sentito autorizzato a sversare in un luogo dove, secondo il suo flebile intelletto, poteva comodamente farlo tanto: ” non sono stato io, la colpa è del proprietario che vive lì… in quella casa”.

Il malcostume è diffuso e non c’è differenza di latitudine che tenga. Ma chi è il lestofante? L’uomo qualunque ? Forse il tanto atteso turista del fine settimana? Certamente è colui che decide di non avere voglia di un’invasione aliena, non ce la fa , non può aspettare tre giorni, da una consegna dell’umido all’altra, magari perché la crosta della pizza e i resti della frittata non vanno d’accordo con l’essenza profuma ambiente o perché il cestino (quello con i cadaveri della colazione, del pranzo, dell’anguria e delle lische di pesce), rischia di andarsene da solo sulle sue gambe, schifato di se stesso.

Se uno va via la domenica sera, carica in macchina la borsa del weekend, lo smartphone, il computer, il caricabatterie, i figli (in caso ne abbia), a volte la moglie (a volte no, ma lasciarla lì non sempre è facile) e pure la spazzatura? La fa migrare? La porta a casa? Nella propria incivile, poco ecologica forse, per nulla riciclona ma certo organizzata città di provenienza?

Non mi stupisco nemmeno se a ogni ora del giorno, ma soprattutto di notte, vedi processioni da loggia massonica e file silenziose di turisti incappucciati che partono e con la loro spazzatura, tutta infilata nello stesso sacco nero, poi, parcheggiano lontano, raggiungono “l’area 51” della prima area di sosta a tiro, (e sulla malandata Cilentana ve ne sono tante), sulla via del ritorno e depositano merce andata a male.

Da non dimenticare il lancio del sacchetto dal finestrino, impareggiabile.

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Diego Parrillo
Diego Parrillo
1 anno fa

non credo riusciremo mai ad educare coloro che, smemorati, dimenticano il ”sacchetto” a lato della strada, cilentana e non, ma, se il turismo è una ricchezza, gli enti proprietari delle strade ne potrebbero organizzare, almeno nel periodo estivo, la raccolta|