venerdì 7 Maggio 2021
20.2 C
Sessa Cilento
venerdì 7 Maggio 2021
Prima PaginaMagazineCulturaLa sacralità del Cilento si identifica in una Donna e Dea

La sacralità del Cilento si identifica in una Donna e Dea

“La città non dice il suo passato, lo contiene come le linee d’una mano, scritto negli spigoli delle vie, nelle griglie delle finestre, negli scorrimano delle scale, nelle antenne dei parafulmini, nelle aste delle bandiere, ogni segmento rigato a sua volta di graffi, seghettature, intagli, svirgole.” (Italo Calvino). Chiunque faccia (per passione, svago o professione), diciamo eserciti il “mestiere” del narratore, dovrebbe sentire e provare la gioia di raccontare, oltre alle mille cose che occupano il mondo, anche la propria terra. Ma senza decantarla per questo o quel monumento, per questo o per quel luogo…. solo e semplicemente, come descritto con immensa maestria da Calvino, per quelle piccole cose che quella terra, bella o brutta che sia, vivono e rivivono grazie alla tua tastiera.
Ci sono luoghi sulla terra che non hanno tempo, non sono ne un “ieri”, ne un “oggi”, ne un “domani”, ……. solo un sempre.
Amo molto questo angolo, dove il cielo accarezza ciò che l’uomo ha cesellato con cura e dove le anime si ritrovano sempre come se fossero appena nate. Più guardo questa mia terra e più sono consapevole di quanto quello che ci circonda sia fondamentale, una pietra angolare per ogni esistenza e vissuto, uno scrigno di storie e di memorie che si perdono nella notte dei tempi, come quella che adesso vado a riportarvi, una scoperta pregna di mistero e fascino allorquando il toponimo Cilento viene identificato in una antica Dea di nome Cilens.

Per secoli si è ritenuto che l’origine del “nome” Cilento,  derivasse da Cis-Alento, al di qua del fiume Alento, ma ricerche dell’archeologo Fabio Astone, invece, vi ritrovano altre radici. E’ il rinvenimento,  nel 1877 in località Ciavernasco di Settima, a Gossolengo  presso Piacenza, il primo tassello di questa nuova teoria; viene portato alla luce un modello – spiega il prof. Astone –  di fegato ovino , datato tra la fine del II e gli inizi del I secolo a.C., realizzato in bronzo e contenente iscrizioni in lingua etrusca; il reperto è una preziosa testimonianza relativa  all’aruspicina, l’antica disciplina divinatoria dei TirreniI nomi indicati sulla fascia perimetrale del modello epatico , riportano l’elenco delle divinità che sovrintendono alle sedici regioni in cui, per gli etruschi, è suddivisa la volta celeste. Il fegato piacentino, orientato e suddiviso, contiene, sulla parte esterna della superficie piana, sedici caselle, che sembrano corrispondere alle sedi delle divinità del Templum celeste dell’elenco di Marziano Capella.

Nella prima casella, insieme al nome del Dio Tinia, assimilabile a Zeus e Giove, compare quello di una seconda divinità, Cilens. Per quanto a noi poco noto, il Nume Cilens doveva rivestire un ruolo primario nella religiosità etrusca, tanto da condividere la casella con Tinia. Non solo, due iscrizioni poste sulla parte posteriore del fegato assegnano alla Dea Cilens, rispettivamente a Usil, il sole e a Tivr, la Luna. Se davvero Cilens fosse il Nume che presiede il passaggio tra le tenebre e la luce, sarebbe possibile immaginare i remotissimi abitanti della riva destra del Sele scrutare ansiosi quelle alture che la lunga, scura notte rendeva misteriose, e che la luce del Sole nascente accendeva per dileguare le ultime ombre; era l’alba, il momento in cui si manifestava, brevemente, l’antica divinità. Da notare (vedi fig. 1) come il territorio “Cilens o Cilensl” fosse sovrastato dal Monte della Stella, la poderosa cima, visibile già da Salerno, che domina le alture a sud del fiume Sele, e sul quale sorgeva, secondo alcuni studiosi, un abitato oggi scomparso, noto con il nome di Lucania, centro denominato successivamente Cilento.

La particolarità di questa montagna  – continua l’archeologo Astone – è quella di avere una forma più o meno piramidale, riconoscibile da lontano, da nord (dalla costiera Amalfitana), da est, da sud e dal mare; esso è il punto forse più importante per la consultazione del fegato di Piacenza è proprio il rilievo piramidale, accanto al quale sono poste le due caselle con Cilens. Non sembra essere un caso, quindi, che il nome che affianca il rilievo bronzeo si ritrovi in un monte con la stessa forma: questo strumento dell’’aruspicina etrusca con tutta probabilità veniva orientato nello spazio reale, prendendo come riferimento analogie formali nel territorio.
Così per analogia posizionale, topografica, è possibile che il teonimo etrusco-italico Cilens sia stato associato in epoca remota con il Monte della Stella, venendo a far parte della toponomastica locale, originato in un contesto geografico e culturale, come si è visto, inaspettatatamente ricco di elementi etruschi.

Anche il secondo ritrovamento, questa volta  in un edificio templare del III sec. a.C., rinvenuto a Poggio Casetta nei pressi del lago di Bolsena di un rilievo in argilla  (vedi fig.3) raffigurante una coppia di divinità, entrambe identificabili attraverso la corrispondente iscrizione etrusca presente sulla base, confermano il collegamento alla cultura etrusca  e su  tali considerazioni, il toponimo acquisisce un nuovo significato: la terra cilentana è dunque dedicata a Cilens, divinità etrusca femminile alla quale veniva  attribuito il governare i  passaggi giorno-notte e viceversa.

Una è Mera, l’Atena dei Greci e la Minerva dei Romani, che sul rilievo è raffigurata secondo l’iconografia classica, con il capo coperto dall’elmo. La seconda figura è purtroppo acefala, e l’attributo divino che, stando alla linea di frattura, doveva stringere nella mano sinistra, non si è conservato. Ciò nonostante, l’iscrizione Cilens,  permette di identificare questa divinità. E allora non sbaglio quando affermo che il Cilento riserva sempre grandi sorprese: basta perdersi qui e là per ritrovarsi sempre davanti a qualcosa di stupendo e mozzafiato!

Credits:

  • La foto di copertina è  il bozzetto del Murale “La Dea Cilens tra luci ed ombre”, realizzato da Mauro Trotta
  • Le notizie sono tratte da: “Alle origini del toponimo Cilento: la fondazione di Poseidonia ed i Tirreni-Etruschi del Golfo di Salerno.  Riflessioni ed ipotesi” in Annali storici di Principato Citra, 18, 1, 2012, pp. 5-44. del Prof. Fabio Astone

©Riproduzione Riservata

Lascia un commento

Alessandro Giordano
Alessandro Giordano
Dal Marzo 2015 racconto la nostra terra, il Cilento, mostrandola con gli occhi di chi la ama, la vive e vuole contribuire a farla apprezzare di più ai turisti e ai Cilentani stessi. La Storia, i Personaggi, la Cultura, le Tradizioni e le Contraddizioni, il patrimonio artistico, gli eventi e le iniziative in programma che ritengo più interessanti segnalare, i musei, le attrazioni e le proposte per i turisti, il cibo ed i prodotti del territorio sono i temi principali dei miei articoli.
- Pubblicità -

Devi leggere

Il Codacons Cilento chiede chiarimenti su un progetto, da sette milioni di euro, presentato nell’area archeologica di Elea – Velia

Il Codacons Cilento scrive al Ministro dei Beni Culturali e al direttore del Parco Archeologico di Paestum – Velia per chiarimenti su un progetto...
Lavoro a Sessa Cilento, Lavoro in Campania

“My Age” è il nuovo videoclip nato dalla collaborazione fra i cantautori Walter Di Bello & A Smile From Godzilla

Dopo un’anteprima in esclusiva su Tuttorock esce su Youtube il video ufficiale di “My age”, il nuovo singolo composto dal cantautore Walter Di Bello in collaborazione con A...

Campania: controlli per la prevenzione degli incendi boschivi, sequestrati 87 kg di asparago selvatico.

Circa 400 controlli, ben 87 kg di asparagi sequestrati e 42 sanzioni elevate per circa 16.000 euro: questi sono i numeri della campagna di...

Tra sole e nubi, il meteo nel primo weekend di Maggio

Il mese di maggio continua ad essere governato da un pattern tipico della stagione tardo primaverile, con l’anticiclone delle Azzorre che prova a distendersi...

La Tesi sul territorio. “Governance turistica delle aree protette: il caso del Parco Nazionale del Cilento”

Il turismo contemporaneo è sempre più un fenomeno sistemico sia nelle relazioni tra gli attori che compongono le sue filiere sia nei rapporti che...

Ruggero Cappuccio: “Negli ultimi 50 anni la politica ha avuto molto poco a cuore le sorti della cultura e delle arti”

"I Germania i fondi per la cultura raggiungono i 30 miliardi di euro, in Italia sono solo sei. Tutto questo ci dice una cosa...

Articoli correlati

Helia, l’abate che fece sopprimere il monastero della Badia di Pattano

Questi racconti punteggiano la storia del Cilento, un angolo privilegiato per le bellezze naturali e per la semplicità del modo di essere, ma anche...

3 Marzo 1944. La tragedia ferroviaria di Balvano

Un tragico evento che all’epoca sconvolse tutto il mondo e che ancora oggi ha impresso un marchio indelebile come una delle più grandi tragedie...

L’eroe “silenzioso” del Cilento

“I giganti sono i grandi del passato, gli avvenimenti, i popoli la storia intesa come punto di osservazione e prospettiva privilegiata che ci permette...

I Lumi del Monte della Stella

È quasi sorprendente come un popolo si porti dietro tradizioni ed usanze millenarie e riesca a mantenerne vivo il fascino di generazione in generazione. Questa...

Dello stesso autore

La Tesi sul territorio. “Governance turistica delle aree protette: il caso del Parco Nazionale del Cilento”

Il turismo contemporaneo è sempre più un fenomeno sistemico sia nelle relazioni tra gli attori che compongono le sue filiere sia nei rapporti che...

Pasquetta: i ricordi del Lunedì di Pasqua di una volta

Per chi come me, era ragazzino negli anni settanta, le festività Pasquali erano assai più importanti di quelle Natalizie, certamente non per il contesto...

A Sessa Cilento l’omaggio del Comune, uova di Pasqua alle famiglie

Uova di Pasqua al cioccolato è l’omaggio pensato dall’Amministrazione comunale , retta dall’Avv. Giovanni Chirico, per le famiglie del  territorio comunale, costrette, in questi...

Cilento: quando l’acqua valorizza il territorio

L’acqua nel Cilento è stata sempre una presenza costante per lo sviluppo e il sostentamento della vita del territorio.  L'acqua è importante perché è...
Potrebbe interessarti