La diocesi di Vallo della Lucania si prepara a vivere un momento di forte valore spirituale e simbolico. Ciò avverrà con la visita pastorale negli Stati Uniti del vescovo mons. Vincenzo Calvosa. Dal 9 al 17 maggio il presule sarà impegnato in un intenso programma di incontri tra Pennsylvania e New Jersey. Le tappe prevedono soste a Hazleton, New York, Clifton e Newark. Qui incontrerà le storiche comunità cilentane emigrate oltreoceano.
La missione pastorale rappresenta un’occasione importante per rinsaldare il rapporto tra la Chiesa cilentana e migliaia di emigrati . Questi emigrati, pur vivendo da decenni negli Stati Uniti, continuano a custodire con orgoglio le proprie radici culturali e religiose. Inoltre, un legame che si esprime soprattutto attraverso le feste patronali, le congreghe e le tradizioni popolari tramandate di generazione in generazione.
Ad accompagnare mons. Calvosa ci sarà una delegazione di sacerdoti della diocesi, segno della volontà di rafforzare la presenza pastorale accanto alle famiglie originarie del Cilento che vivono negli Usa. La visita assume inoltre un significato particolare. Infatti, si inserisce in un anno di importanti ricorrenze per le comunità cilentane d’America.
Nel 2026, infatti, saranno celebrati il 75esimo anniversario della Congrega e della Festa della Madonna del Sacro Monte, oltre ai 55 anni dalla costruzione della cappella di Clifton, nel New Jersey. Questi luoghi e appuntamenti rappresentano veri e propri punti di riferimento identitari per gli emigrati e per i loro discendenti. Molti di questi continuano a mantenere stretti rapporti con i paesi d’origine nel Cilento.
Il programma della visita pastorale si aprirà domenica 10 maggio con la celebrazione della Santa Messa a Hazleton, presso la Most Precious Blood Church. La città della Pennsylvania ospita da decenni una nutrita presenza di famiglie italiane provenienti dal Sud Italia e dal Cilento. Queste famiglie hanno contribuito allo sviluppo sociale ed economico del territorio mantenendo vive le tradizioni religiose.
Martedì 12 maggio mons. Calvosa sarà a New York City per una visita alla sede dell’Organizzazione delle Nazioni Unite, appuntamento dal forte valore simbolico e istituzionale. Nella stessa giornata il vescovo incontrerà la comunità originaria di Sacco, uno dei centri storici dell’entroterra cilentano, oggi presente con numerosi emigrati nella Grande Mela.
Il giorno successivo, mercoledì 13 maggio, è previsto un momento conviviale con la comunità di Novi Velia a Elmsford. Sarà un’occasione di incontro e condivisione con le famiglie che hanno mantenuto un forte senso di appartenenza alle proprie origini. Attraverso queste iniziative la diocesi punta a valorizzare la memoria dell’emigrazione. Soprattutto, punta sul ruolo svolto dalle comunità italiane nel preservare fede, cultura e tradizioni.
L’evento centrale della missione pastorale sarà però sabato 16 maggio a Clifton, dove si terrà la tradizionale Festa della Madonna del Sacro Monte presso l’Holy Face Monastery. La celebrazione richiama ogni anno centinaia di fedeli di origine cilentana provenienti da diversi Stati americani. Ciò rappresenta uno dei momenti religiosi più sentiti dalla diaspora campana negli Usa.
La devozione alla Madonna del Sacro Monte costituisce infatti uno degli elementi identitari più forti per le comunità legate al territorio di Novi Velia e dell’intero Cilento. Nel corso degli anni la festa è diventata non solo un appuntamento religioso, ma anche un’occasione di ritrovo per le famiglie emigrate. Inoltre, si è formato un ponte ideale tra America e Italia.
La visita di mons. Calvosa si concluderà domenica 17 maggio a Newark con la partecipazione alla Festa della Madonna della Fontana, patrona di Spilinga. Anche questa celebrazione rappresenta un momento molto atteso dagli emigrati italiani che continuano a custodire tradizioni, processioni e riti popolari tramandati nel tempo.
L’iniziativa conferma il forte impegno della diocesi di Vallo della Lucania nel mantenere vivo il rapporto con le comunità all’estero, considerate una parte integrante della realtà ecclesiale e sociale del territorio. Molti emigrati cilentani, infatti, continuano a sostenere iniziative religiose e culturali nei paesi d’origine. Così contribuiscono a preservare un patrimonio fatto di fede, memoria e identità.
La visita pastorale negli Stati Uniti si presenta dunque come un viaggio non solo istituzionale, ma profondamente umano e spirituale. Un’occasione per ascoltare le storie dell’emigrazione, condividere momenti di fede e riaffermare il valore delle radici comuni. In un tempo segnato da mobilità e cambiamenti sociali, il legame tra il Cilento e le sue comunità oltreoceano continua a rappresentare un esempio concreto di appartenenza e continuità culturale.

