Il Comune di Ascea si prepara a giocare un ruolo da protagonista in un importante appuntamento internazionale che mette al centro la storia e la cooperazione tra i popoli del Mediterraneo. Il prossimo 6 maggio 2026, alle ore 16.30, nella suggestiva cornice della Sala della Loggia del Maschio Angioino a Napoli, sarà ufficialmente costituita l’associazione “La Rotta dei Focei – The Route of the Phocaeans”. Si tratta di un progetto ambizioso promosso proprio dall’amministrazione cilentana.
L’iniziativa rappresenta un passo significativo verso la costruzione di una rete internazionale capace di unire territori diversi ma profondamente legati da radici storiche comuni. Alla firma dell’atto costitutivo parteciperanno i rappresentanti istituzionali di Ascea, di Focea in Turchia e di Saronikos. Questo momento segnerà l’avvio ufficiale di una collaborazione destinata ad ampliarsi ulteriormente. Nel percorso associativo entreranno infatti anche i Comuni di L’Escala e Aléria. Così si consolida una rete che attraversa cinque Paesi e rafforza il dialogo tra culture mediterranee.
Un ruolo fondamentale nel progetto è svolto dai Parchi Archeologici di Paestum e Velia, che garantiscono il coordinamento scientifico dell’iniziativa. I Parchi sono già coinvolti sin dalle fasi preliminari attraverso la stipula di un protocollo d’intesa. Così i Parchi rappresentano un punto di riferimento per la valorizzazione del patrimonio storico e archeologico legato alla civiltà focese.
L’associazione nasce con un obiettivo chiaro: creare una rete internazionale ispirata alle rotte degli antichi Focei, popolazione di navigatori e commercianti che tra il VII e il VI secolo avanti Cristo fondò numerose città lungo le coste del Mediterraneo. Queste comunità hanno lasciato un’eredità culturale di straordinaria importanza. Essa è ancora oggi visibile nei territori coinvolti nel progetto. Tra i simboli più significativi di questa eredità spicca Velia. Questa città è situata proprio nel territorio di Ascea.
Velia non fu soltanto una colonia focese, ma anche un centro di grande rilevanza culturale e filosofica. È qui che nacque e si sviluppò la scuola eleatica, una delle correnti di pensiero più influenti dell’antichità. Essa è legata alla figura di Parmenide, considerato uno dei padri del pensiero occidentale. Questo patrimonio storico e intellettuale diventa oggi il fondamento su cui costruire un progetto contemporaneo di cooperazione. Così si crea un progetto capace di coniugare memoria e innovazione.
La scelta di Napoli come sede della firma ufficiale non è casuale. La città, fondata come Neapolis da coloni greci, incarna perfettamente l’identità mediterranea fatta di incontri, scambi e contaminazioni culturali. In questo contesto, il Maschio Angioino diventa il luogo simbolico ideale per sancire la nascita di un’iniziativa. Quest’iniziativa guarda al passato per costruire nuove prospettive di collaborazione internazionale.
Il sindaco di Ascea, Stefano Sansone, ha sottolineato l’importanza di questo momento, evidenziando come la firma dell’atto costitutivo rappresenti un passaggio fondamentale per trasformare una memoria condivisa in un progetto concreto. L’obiettivo è quello di mettere in relazione territori diversi ma profondamente connessi. In questo modo si dà vita a una rete stabile basata su cultura, turismo sostenibile e scambio tra comunità.
“La Rotta dei Focei” si propone dunque non solo come un’iniziativa culturale, ma come un vero e proprio modello di cooperazione internazionale. Attraverso la valorizzazione delle radici comuni, il progetto mira a promuovere uno sviluppo territoriale sostenibile. Favorisce anche il dialogo tra istituzioni, studiosi e cittadini. In un’epoca in cui la collaborazione tra Paesi è sempre più necessaria, questa rete rappresenta un esempio concreto di come la storia possa diventare uno strumento per costruire il futuro.
L’evento del 6 maggio segnerà quindi l’inizio di un percorso che guarda oltre i confini nazionali, unendo comunità diverse sotto il segno di una storia condivisa e di una visione comune. Ascea, con il suo patrimonio unico e il suo ruolo di promotore, si conferma ancora una volta al centro di un progetto capace di valorizzare il Mediterraneo come spazio di incontro, dialogo e crescita condivisa.

