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Meteo. Atteso un tracollo della pressione barometrica al Sud

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Nel corso delle prossime ore, l’ingresso di una saccatura dal Nord Atlantico, alimentata lungo il bordo più occidentale dalla discesa di un “jet streak” del “getto polare” (valori oltre i 200 km/h) che si dipanerà rapidamente fino al Nord dell’Algeria e la Tunisia, causerà una intensa ondata di maltempo, soprattutto lungo i settori tirrenici. Lungo l’asse ascendente di questa ondulazione ciclonica in quota si svilupperà un minimo alla mesoscala al suolo, sul Golfo del Leone, pronto ad avvicinarsi rapidamente alle coste della Corsica e alla Sardegna. Nel corso della mattinata di domani, sabato 6 gennaio 2024, questo minimo si spingerà sul medio-basso Tirreno.

Venendo supportato da un intenso nucleo di vorticità isoentropica positiva, presente sul ramo ascendente della stessa saccatura, andrà rapidamente ad approfondirsi, fino a raggiungere valori di 991 hPa, provocando anche un abbassamento della pressione barometrica sui mari attorno Sardegna e Sicilia. Il forte abbassamento della pressione barometrica all’interno della circolazione depressionaria, che nel corso della nottata fra domani e la giornata di domenica dal Canale di Sardegna si avvicinerà alle coste occidentali della Sicilia, causerà un sensibile inspessimento del “gradiente barico orizzontale”, fra la Sardegna, le coste settentrionali della Tunisia e la Sicilia, favorendo l’attivazione di venti molto forti, da Sud-ovest e Ovest, ben oltre la soglia d’attenzione, che dal Mar e Canale di Sardegna si estenderanno all’alto Canale di Sicilia e al basso Tirreno occidentale, con burrasche forza 8-9 Beaufort e possibili raffiche di tempesta, fino a forza 10 Beaufort, specie fra Pantelleria e Lampedusa.

Ma in mare aperto, lungo il quadrante più meridionale del minimo a mesoscala, in evoluzione verso il basso Tirreno,si potranno attivare autentiche bufere di vento da Ovest, che potranno raggiungere punte di oltre 90-100 km/h. In questo caso le burrasche in azione fra il Canale di Sardegna e il basso Tirreno occidentale verranno rese ancora più forti anche dalla cosiddetta componente “Isallobarica” che renderà le bufere di vento ancora più violente, dato il repentino abbassamento della pressione barometrica. Questo tipo di vento rappresenta la componente vettoriale del vento associato al “gradiente barico” causato dalla velocità di spostamento della profonda area ciclonica che lo ha prodotto. I venti molto forti attesi nelle prossime 24 ore sui mari che circondano la Sardegna e la Sicilia. Il modello di riferimento di meteored evidenzia possibili raffiche sui 100 km/h.

Esso è generato da una rapida caduta di pressione su un’area geografica piuttosto vasta, a seguito del passaggio ravvicinato di una profonda ciclogenesi che si muove con una velocità piuttosto elevata, solitamente da ovest a est o sulla direttrice sud-ovest/nord-est. Nel pomeriggio di domani, con lo spostamento del profondo minimo sul basso Tirreno, venti forti di libeccio e ponente inizieranno a sferzare tutta la costa occidentale e meridionale della Sicilia, in propagazione allo Ionio centrale, con raffiche anche molto forti, soprattutto fra Pantelleria e le Pelagie, dove si potranno superare i 90-100 km/h. Ma venti forti sono attesi sulla Sicilia, specialmente fra agrigentino, ragusano e siracusano, e sulla Sardegna, dove irromperanno forti raffiche di maestrale. Mentre sulle coste del Salento, invece, nel pomeriggio di domani risaliranno intensi venti da S-SE, capaci di toccare punte di oltre 60 km/h fra leccese e brindisino.

Dalla serata successiva, con l’evoluzione del minimo alla mesoscala verso nord-est, l’impetuoso flusso da Ovest si dipanerà pure sul basso Tirreno, fra le coste settentrionali della Sicilia e la Calabria tirrenica, investendo in pieno Ustica e le isole Eolie, con picchi capaci di superare i 70-80 km/h, ma localmente anche più di 90 km/h nei punti più esposti (sui promontori, spiagge esposte). L’intensa ventilazione occidentale andrà lentamente a indebolirsi non prima della serata di domenica 7 gennaio, spirando ancora sopra la soglia d’attenzione fra Canale di Sardegna, Canale di Sicilia e basso Tirreno. Questi venti impetuosi occidentali che si attiveranno fra il Canale di Sardegna, Canale di Sicilia e il basso Tirreno occidentale solleveranno anche un significativo moto ondoso. La presenza di un “fetch” (spazio di mare su cui soffia il vento) molto ampio, che dal tratto di mare antistante la costa algerina si estende fino al Canale di Sardegna ed il Tirreno meridionale, favorirà lo sviluppo di un moto ondoso molto consistente su tutti i bacini più meridionali e sui mari che circondano la Sardegna meridionale e la Sicilia. L’intensa ventilazione occidentale andrà lentamente a indebolirsi non prima della serata di domenica 7 gennaio, spirando ancora sopra la soglia d’attenzione fra Canale di Sardegna, Canale di Sicilia e basso Tirreno.

In particolare il Canale di Sardegna, Canale di Sicilia e il Tirreno meridionale, direttamente esposti alle burrasche da O-SO e Ovest, già dalla serata di domani diverranno molto agitati a largo, con onde significative (media delle onde) di “mare vivo” che raggiungeranno i 4-5 metri di altezza nel tratto di mare che separa le coste meridionali della Sardegna a quelle della Sicilia occidentale. Addirittura, durante la nottata fra il 6 e il 7 gennaio, il Canale di Sicilia potrebbe raggiungere pure uno stato del mare forza 7 sulla scala Douglas, ossia grosso, con media di onda significativa vicina i 6 metri. Le ondate causeranno significative mareggiate sulle coste della Sicilia occidentale e sulle Egadi, nel trapanese, dove si attendono marosi di oltre i 4-5 metri. Ma mareggiate, per onde da Ovest alte fino a più di 4-5 metri, sono attese anche sulle coste meridionali della Sicilia, soprattutto nel tratto tra Mazara e la costa di Licata, con probabili fenomeni di erosione sui tratti di litorale maggiormente esposti. Durante la nottata, fra Oggi (Sabato 6) e domenica 7, queste ondate sollevate dai forti venti occidentali attivi davanti le coste algerine e tunisine, si propagheranno a tutto il Tirreno meridionale, raggiungendo valori di 4-5 metri di onda significativa, fra Ustica e l’arcipelago eoliano, che determineranno forti mareggiate sulle coste occidentali di queste isole. Una parte di queste, dopo aver percorso l’intero Tirreno meridionale sotto forma di grandi onde lunghe, giovedì andranno a rompersi con grande impeto lungo le coste della bassa Calabria tirrenica, producendo delle mareggiate intense, specialmente fra lametino e reggino. Il moto ondoso metterà a rischio i collegamenti marittimi con le isole minori che subiranno probabili interruzioni. Purtroppo sono attesi anche dei danni nei tratti costieri particolarmente vulnerabili al fenomeno dell’erosione costiera.

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