Tag: Etimologia

L’etimologia “Uagliòne” nella lingua dialettale

Scopro così che avevo sempre sottolineato quei passi nei quali l'autore prendeva posizione sulle parole in sè, sul significato...

Il Cilentano si “ndendulìa”

Participio passato del verbo dialettale cilentano "'ndendulià". In lingua italiana il verbo che si avvicina di più al suo...

“Assavulà” nel dialetto Cilentano

Verbo del dialetto cilentano, qui nella sua forma tronca all'infinito. Non si rinvengono termini corrispondenti nella lingua italiana. "Assavulà" indica specificamente la fase in cui i volatili acquisiscono l'autonomia del volo, il battesimo del primo svolazzare d'ali

L’ Accademia della Vrenna analizza “Spataccià”

Verbo del dialetto cilentano, qui nella forma contratta all'infinito, che non ha un termine corrispondente nella lingua italiana. Indica la condotta di chi si prodighi in sproloqui specie contro un qualcuno ben individuato, a ruota libera

Nel Cilento si chiama “Riccopellòne”

Sostantivo maschile singolare del dialetto cilentano. Ricorre anche nella forma "riccopellòne" (con raddoppio delle L). Sta per ricco, facoltoso, danaroso oltremodo.  Tuttavia, nel dialetto cilentano esso ricorre specie in forma ironica quando si voglia evidenziare la .....

Ricorre nel dialetto del Cilento

Sostantivo maschile singolare del dialetto cilentano, adoperato spesso anche in forma di aggettivo. In verità, ricorre più frequente al femminile «nzèrma».  Non ha omologhi nella lingua italiana.

Quando il Cilentano dice No

Il linguaggio consta non solo di parole, ma anche di gesti, mimiche, o cenni idonei a comunicare compiutamente un'idea sia pur minima, uno stato, una condivisione. Il linguaggio del cilentano è ricco di queste forme di comunicazione consistenti in combinazioni di smorfie, mugugni, contrazioni di labbra, rialzo di sopracciglia,.....

Un verbo del dialetto Cilentano

Verbo del dialetto cilentano, in uso anche nel napoletano, traducibile in italiano con "riuscire" o "fare la scelta giusta"...

Un modo di dire tutto Cilentano

Espressione del dialetto cilentano che, formata dalla ripetizione della stessa parola, assume un significato peculiare e diverso rispetto al termine usato da solo. È traducibile approssimativamente con "dietro-dietro" e si configura più propriamente come avverbio di modo (ma si rinviene anche come avverbio di luogo e di tempo). 

Dal dialetto del Cilento: Vavùso

Nel vocabolario della lingua italiana, come aggettivo, indica il "pieno di bava", o la "persona decrepita", e - in senso dispregiativo - colui che è "incline alla libidine e alla depravazione".