L’Omicidio ha causato grande dolore e sgomento nella comunità. La tragedia di Sarno ha attirato l’attenzione su temi di sicurezza e giustizia per le vittime di crimini violenti. Cristina Russo, la figlia diciannovenne della vittima, ha parlato ai microfoni del Tg1, esprimendo il suo profondo dolore e la necessità di giustizia per la perdita del padre. Nella notte tra giovedì e venerdì, attorno alle 00.45, Gaetano si trovava nella sua panetteria, intento a sfornare il pane come ogni giorno. Secondo le ricostruzioni fornite dalla polizia, Sirica avrebbe bussato al citofono e successivamente avrebbe ingaggiato una disputa con Cristina. Quando il padre, preoccupato per la sicurezza di sua figlia, è intervenuto per placare gli animi, l’aggressore ha afferrato un coltello dal bancone e ha brutalmente accoltellato Gaetano almeno dieci volte all’addome.
L’intervento tempestivo delle forze dell’ordine, tra cui un carabiniere libero dal servizio, ha portato all’arresto di Sirica, il quale non ha opposto resistenza. Al momento, gli investigatori escludono l’ipotesi di una rapina, poiché prima dell’aggressione Sirica aveva mostrato comportamenti sospetti in una chiesa del luogo, disturbando i fedeli e venendo allontanato dal parroco.
L’incredulità e la tristezza hanno invaso Sarno, una comunità che conosceva bene la vittima, descritto come un uomo generoso e amato. “Vogliamo giustizia”, ha dichiarato Cristina, sottolineando il legame speciale che la univa a suo padre. Le sue parole sono cariche di emozione e disperazione: “Io avevo bisogno di un padre, e ora non ce l’ho più. Se sono viva è solo grazie a lui, un padre meraviglioso che mi ha protetto fino all’ultimo respiro. Deve essere ricordato per ciò che era”.
La giovane ha vissuto momenti di paura intense, descrivendo il terribile momento in cui ha dovuto implorare Sirica di fermarsi. “Lui voleva uccidere anche me e mia mamma”, ha raccontato, evidenziando la violenza dell’aggressione e il terrore che ha provato. La richiesta di giustizia da parte della famiglia Russo è amplificata dalle lacrime dei tanti cittadini che oggi rendono omaggio a un uomo che ha dedicato la sua vita al lavoro e alla propria famiglia. La tragedia ha colpito duramente anche la comunità locale, che ha deciso di unirsi per supportare la famiglia di Gaetano in questo momento difficile. Molti cittadini hanno espresso la loro solidarietà in vari modi, creando iniziative per raccogliere fondi e offrire supporto emotivo ai parenti della vittima.
La storia di Gaetano Russo è diventata un simbolo di coraggio e amore familiare, mentre la comunità si mobilita per onorarne la memoria. Le parole di Cristina risuonano come un grido di aiuto e una chiamata all’azione, affinché simili episodi di violenza non accadano mai più. Le autorità locali stanno seguendo con attenzione l’andamento delle indagini, mentre il dibattito sulla sicurezza pubblica si intensifica. Questo triste evento ha riacceso i riflettori sull’importanza della prevenzione della violenza nelle comunità, così come sull’assistenza alle famiglie colpite da tali tragedie.

