Un clima di forte contestazione accompagna la nuova convocazione dei tavoli istituzionali sulla crisi industriale di Stellantis. Lo Slai Cobas, storico sindacato di base dell’area di Pomigliano, annuncia una mobilitazione alternativa: un’assemblea operaia che si terrà venerdì 30 gennaio alle ore 10:00 nella sede di via Masseria Crispo 16, a Pomigliano d’Arco.
Il sindacato ha iniziato in queste ore la distribuzione di volantini ai cancelli dello stabilimento – oggi Stellantis, ieri Fiat – per denunciare quella che definisce “la farsa dei tavoli di crisi” convocati nei vari ministeri. Secondo lo Slai Cobas, questi incontri non rappresentano un reale confronto, ma “la sede in cui si pianificano strategie di attacco ai diritti dei lavoratori, mascherate da nuovi piani industriali”. La critica è netta e affonda le radici in oltre vent’anni di vertenze: per il coordinamento provinciale di Napoli, i piani industriali che si sono succeduti non hanno mai garantito un rilancio concreto né la tutela occupazionale. Al contrario, il sindacato teme che anche questo nuovo tavolo possa tradursi in ulteriori sacrifici per i lavoratori, in un restringimento degli spazi democratici e in un’accelerazione dei processi di ristrutturazione aziendale.
Particolare attenzione sarà dedicata alla condizione dei lavoratori disabili e del personale in rcl, spesso esclusi dal ciclo produttivo e considerati – denuncia il sindacato – un ostacolo agli obiettivi industriali, nonostante i profitti del gruppo e la progressiva riduzione dei livelli occupazionali in molte aree industrializzate. Durante l’assemblea interverranno anche gli avvocati Antonio ed Enrico Romano, che illustreranno le criticità dei verbali relativi alla cassa integrazione CDS concessa all’intera forza lavoro di Pomigliano, evidenziando le possibili “trappole” per i dipendenti. Il messaggio finale dello Slai Cobas è chiaro e diretto: “Altro che tavoli e piani industriali: questi schemi servono solo a togliere diritti e democrazia a chi lavora. È il momento di rompere questo meccanismo e di lottare insieme contro il declino sociale e lavorativo che ci viene imposto con menzogna, ricatto e inganno”.

