È scoppiato un nuovo vivace dibattito pubblico dopo l’annuncio della ministra del Turismo Daniela Santanchè sulla possibile revisione del calendario scolastico italiano, con l’obiettivo di ridurre la lunga pausa estiva e distribuire le vacanze in modo più equilibrato durante l’anno. La proposta è stata presentata nel corso del Terzo Forum Internazionale del Turismo a Milano, dove Santanchè ha sottolineato che l’attuale sistema, con vacanze concentrate soprattutto nei mesi estivi e nel periodo natalizio, non agevola il turismo interno e genera affollamenti stagionali difficili da gestire.
Secondo quanto dichiarato dalla ministra Santanchè: L’Italia potrebbe allineare il calendario scolastico ai modelli europei, caratterizzati da interruzioni scolastiche più brevi ma frequenti durante l’anno. L’idea prevede di accorciare la vacanza estiva, storicamente tra le più lunghe d’Europa, ridistribuendo quei giorni in altri periodi dell’anno per consentire alle famiglie di viaggiare in bassa stagione. Alcune proposte ipotizzano il taglio di circa 7–10 giorni di vacanza estiva da utilizzare come “ponti” distribuiti nell’anno.
L’eventuale nuovo calendario potrebbe non essere uniforme a livello nazionale: le Regioni avrebbero la libertà di decidere come ripartire i giorni di vacanza, in base alle peculiarità locali (turismo montano, balneare o culturale). Santanchè ha inoltre affermato che questa revisione potrebbe contribuire non solo alla destagionalizzazione dei flussi turistici, ma anche al benessere delle famiglie e alla crescita del settore turistico italiano. Nonostante il clamore suscitato, dagli ambienti del Ministero dell’Istruzione e del Merito guidato da Giuseppe Valditara arriva una precisazione importante: non esiste attualmente alcuna proposta concreta sul tavolo né un piano ufficiale da discutere. La revisione del calendario scolastico, spiegano fonti ministeriali, sarà valutata solo “quando ci saranno i tempi e le condizioni appropriate”.
La proposta ha già suscitato reazioni contrastanti: Esponenti dell’opposizione e associazioni politiche hanno sollevato dubbi, sostenendo che l’attenzione dovrebbe concentrarsi su problemi urgenti della scuola, come sicurezza e investimenti sull’edilizia scolastica, piuttosto che sulla rimodulazione delle vacanze. Alcuni sottolineano che accorciare le vacanze estive potrebbe comportare lezioni in periodi caratterizzati da ondate di calore, con scuole spesso non dotate di adeguati impianti di climatizzazione. Ci sono però voci, anche nel settore turistico e tra alcuni esperti, che vedono nella proposta un potenziale strumento per rendere il turismo italiano più sostenibile e meno concentrato in pochi mesi dell’anno.
La proposta Santanchè ha acceso un ampio dibattito pubblico e politico sul futuro del calendario scolastico italiano. Pur non essendo al momento una riforma ufficiale, la discussione su come bilanciare esigenze educative, benessere delle famiglie e strategia per il turismo nazionale è destinata a proseguire nelle prossime settimane e mesi. La sfida sarà trovare un equilibrio tra un sistema scolastico che funzioni per studenti e famiglie e le esigenze economiche e sociali più ampie del Paese.

