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Dopo la pausa invernale riapre al culto il Santuario del Sacro Monte Gelbison

Domenica 29 Maggio 2023 riapre, dopo la pausa invernale, il santuario Maria SS.ma del Sacro Monte Gelbison, uno dei luoghi di culto più importanti del Cilento e di una buona parte del sud Italia. All’inaugurazione di questa nuova stagione di pellegrinaggi, sarà presente l’ Amministratore Apostolico della Diocesi di Vallo della Lucania e Coadiutore della Diocesi di Taranto S.E.R. Mons. Ciro Miniero.

Il Santuario che sorge  a 1.705 m.s.m. è frequentatissima dai cilentani e non solo che nutrono profonda venerazione per la Sacra effige della Beata Vergine. Lo scoprimento dell’immagine della Madonna avverrà alle ore 12.00.

Alla Madre di Dio e alla Madre nostra vogliamo presentare i nostri propositi  di bene per meritare il Suo patrocinio – scrive Don Carmine Troccoli.  Saliremo al Monte, reso Sacro dalla Sua presenza, per crescere nella fede a Cristo e nell’amore ai fratelli. Ascoltiamo dunque l’invito materno che la Vergine Santa ci rivolge e saliamo al Monte! Vogliamo dirle di guardarci con occhi di Madre e di guidarci nel nostro cammino verso il Cristo Signore. A lei manifesteremo la nostra gratitudine per il rallentamento del virus che tanto male ha prodotto nel mondo intero. A lei chiederemo per la martoriata Ucraina che si depongano le armi e che torni la pace. Il santuario resterà aperto fino alla seconda domenica di ottobre che sarà il giorno 8.

Le Storie/Leggende sul Sacro Monte Gelbison

Una descrizione del  monaco celestino Bernardo Conti nel suo libro “Storia e miracoli della Beata Vergine del Monte Sacro di Novi” dà notizia di come gli abitanti di Novi Velia, paese alle pendici del Sacro Monte,  avessero bisogno di  un luogo di culto in cui venerare la Madonna, che identificarono proprio sulla vetta del monte Gelbison,  ma non riuscivano mai nella costruzione.

Infatti, ogni volta che iniziavano i lavori, durante la notte qualcuno demoliva il loro operato. Allora pensarono di vegliare, a turno ogni notte, i loro lavori cercando di evitare ma anche di scoprire chi era il fautore di queste distruzione. Una notte i vigilanti pensarono di portare con loro un agnello per mangiarlo durante la veglia, ma questi  scappò proprio poco prima di essere ucciso, conducendo i suoi affamati inseguitori davanti all’entrata di una grotta ostruita da un muro. Incuriositi da questo muro mai visto prima, iniziarono a scalfirlo e videro che all’interno si trovava un’immagine dedicata alla Madonna. Allora decisero di costruire proprio lì il loro santuario ed i lavori proseguirono senza più alcun intoppo. Finirono i lavori ed il vescovo fu chiamato a benedire il luogo e sempre secondo la testimonianza di Conti, durante la cerimonia si udì una voce proveniente dal cielo “Questo luogo è santo ed è stato consacrato dagli Angeli”.  Tutt’ora si dice  che Monte Sacro sia abitato dagli angeli.

Ma ancora, durante l’epoca longobarda, due cavalieri si trovarono a sostare davanti al sacro tempio. Data la bellezza e la sacralità del luogo, uno dei due decise di entrare per rendere omaggio alla Madonna. Il compagno, però, lo beffeggiò: come poteva un guerriero al loro pari abbassarsi ad una simile debolezza? Forse non ebbe nemmeno tempo di terminare la sua beffa:  il cavallo sul quale stava viaggiando s’imbizzarrì improvvisamente, correndo verso l’orlo del precipizio antistante il piazzale. L’uomo, spaventato, implorò perdono alla Madonna supplicandola di salvargli la vita: il cavallo, allora, si fermò come per miracolo su uno spuntone di roccia, quello che ora chiamano proprio “ciampa rò’ cavallo”.

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Redazione Notizie
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