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venerdì, 12 Aprile 2024
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Nuovo ricorso al Tar contro la decisione di De Luca di chiudere le scuole in Campania

Ancora un ricorso al Tar contro la decisione del presidente della Regione Campania, Vincenzo De Luca, circa la “sospensione delle attività in presenza dei servizi educativi per l’infanzia e dell’attività scolastica e didattica in presenza della scuola dell’infanzia, della scuola primaria e della scuola secondaria di primo grado” fino al 29 gennaio. A firmarlo è l’associazione scuole aperte Campania che si chiede dove sia finito “il diritto di questi ragazzi ad istruirsi in un contesto fatto di socialità ed inclusione? È innegabilmente prigioniero della follia sanitaria che stiamo vivendo, che insegue continuamente l’irraggiungibile contagio 0″.

L’associazione – spiega una nota – ha presentato oggi il ricorso contro l’ordinanza della Regione Campania numero 1 del 8/1/2022 “portando a supporto i dati che smaschereranno tutte le bugie su cui si fonda la comunicazione terroristica messa in atto dagli amministratori regionali, dai presidi e da un’ampia parte di docenti e cittadini spauriti dalla mancanza di conoscenza adeguata della situazione”. Ieri sera, poco prima della mezzanotte, era arrivato anche il secondo ricorso – dopo il primo presentato da alcuni genitori – firmato dalla sede di Napoli dell’Avvocatura Distrettuale dello Stato, depositato per conto della presidenza del Consiglio dei ministri e dei ministeri dell’Istruzione e della Salute.

La Regione Campania ha intanto inviato le motivazioni chieste dal Tar riguardo la sospensione prevista nell’ordinanza, motivando che nessuna violazione del decreto legge n.111/2022, risultando provata una condizione di eccezionale e straordinaria necessità attestata, tra l’altro, da: -Rt di ospedalizzazione pari a 1,78, che indica il raddoppio dei ricoveri Covid in arco settimanale; – esaurimento posti letto pediatrici Covid, nella regione con popolazione più giovane d’Italia; – blocco già decretato delle attività sanitarie di elezione; -previsione di certo esaurimento di posti letto di degenza Covid nel breve periodo in mancanza di misure immediate:  Le misure nazionali non sono fondate sul parere tecnico-scientifico del CTS, che non è stato convocato, contrariamente a quanto richiesto da tutte le Regioni per assumere decisioni consapevoli;

Al contrario, l’Ordinanza regionale è fondata su un’istruttoria tecnica che tiene conto: – dei dati più aggiornati della Cabina di regia nazionale; – delle valutazioni dell’Unità di crisi regionale – della richiesta di presidi e Sindaci che segnalano criticità non risolvibili a breve; Le misure previste dal decreto governativo sono inattuabili e del tutto virtuali, almeno nel territorio regionale della Campania, tenuto conto che: – vi è impossibilità di assicurare il contact tracing e insostenibilità dei carichi da parte delle ASL, attestata dai dirigenti scolastici e da tutti i Direttori generali delle AASSLL campane; In caso di sospensione dell’ordinanza vi sarebbe un danno irreparabile per la popolazione giovanile data la previsione del picco dei contagi per fine gennaio, in presenza di una bassissima percentuale di vaccinazione sotto i 12 anni; Le misure previste dall’ordinanza regionale sono equilibrate e proporzionate: tutte le scuole sono aperte; si prevedono solo tre settimane di didattica a distanza per medie inferiori ed elementari. [E.M.]

© Diritti Riservati

Nadia Cozzolino
Nadia Cozzolino
Giornalista professionista. Collabora con l'agenzia di stampa Nazionale "Dire". Fonte: Agenzia DiRE - www.dire.it

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