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mercoledì, 21 Febbraio 2024
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La Spigolatrice di Sapri: “quella statua uno schiaffo alla storia”

Fa discutere la statua inaugurata a Sapri e dedicata alla spigolatrice della famosa poesia di Luigi Mercantini, nata per celebrare la spedizione di Carlo Pisacane durante il Risorgimento italiano. Il motivo? La posa è stata giudicata da molti ammiccante, le forme sarebbero troppo in risalto e sensuali, insomma l’opera, realizzata dall’artista Emanuele Stifano, è stata bollata come sessista. Sul caso è intervenuta anche l’ex presidente della Camera Laura Boldrini: la statua “è un’offesa alle donne e alla storia che dovrebbe celebrare. Ma come possono perfino le istituzioni accettare la rappresentazione della donna come corpo sessualizzato? Il maschilismo è uno dei mali dell’Italia”, ha scritto su Twitter. Dello stesso avviso la senatrice del partito democratico Monica Cirinnà: “A Sapri uno schiaffo alla storia e alle donne che ancora sono solo corpi sessualizzati Questa statua della Spigolatrice nulla dice dell’autodeterminazione di colei che scelse di non andare a lavoro per schierarsi contro l’oppressore borbonico.

Sia rimossa!”. Scrive la deputata Rossella Muroni: “Inaugurazione della statua dedicata alla spigolatrice di Sapri…ora: nel passato la spigolatrice lavorava duramente nei campi di grano… l’outfit individuato mi sembra altamente improbabile e sto’ stuolo de’ maschi in ammirazione proprio imbarazzante!”: il riferimento è alla foto diffusa sui social in cui introno alla statua ci sono numerosi politici, tutti uomini, tra cui il leader del M5s Giuseppe Conte.

“Sono allibito e sconfortato da quanto sto leggendo. Mi sono state rivolte accuse di ogni genere che nulla hanno a che vedere con la mia persona e la mia storia- scrive Stifano, su Facebook-. Quando realizzo una scultura tendo sempre a coprire il meno possibile il corpo umano, a prescindere dal sesso. Nel caso della Spigolatrice, poiché andava posizionata sul lungomare, ho “approfittato” della brezza marina che la investe per dare movimento alla lunga gonna, e mettere così in evidenza il corpo.

Questo per sottolineare una anatomia che non doveva essere un’istantanea fedele di una contadina dell’800, bensì rappresentare un ideale di donna, evocarne la fierezza, il risveglio di una coscienza, il tutto in un attimo di grande pathos. Aggiungo che il bozzetto preparatorio è stato visionato e approvato dalla committenza. A chi non mi conosce personalmente dico che metto in discussione continuamente il mio operato, lavorando con umiltà e provando sempre a migliorarmi, lungi da me accostarmi ai grandi Maestri del passato che rappresentano un faro che mi guida e mi ispira”.

© Diritti Riservati

Nadia Cozzolino
Nadia Cozzolino
Giornalista professionista. Collabora con l'agenzia di stampa Nazionale "Dire". Fonte: Agenzia DiRE - www.dire.it

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