Nella mattinata di ieri, un episodio grave di violenza ha scosso il pronto soccorso dell’ospedale di Polla. Un medico in servizio è stato brutalmente aggredito da un giovane paziente, portando con sé conseguenze sia fisiche che psicologiche e riaccendendo il dibattito sulla sicurezza del personale sanitario nelle strutture pubbliche italiane. Secondo le prime ricostruzioni fornite dalle autorità, l’aggressione si è verificata poco dopo l’arrivo del giovane in ospedale. Il soggetto, un 23enne imprenditore originario di Marsico Nuovo in provincia di Potenza, si presentava in evidente stato di agitazione e aveva manifestato difficoltà durante la fase di accoglienza. Dopo aver mostrato segni di alterazione psicofisica, il giovane ha perso il controllo, scagliandosi contro il medico presente con calci e pugni. L’attacco è avvenuto all’interno della sala emergenze, creando scompiglio tra i presenti.
Il personale sanitario ha immediatamente chiamato le forze dell’ordine per contenere la situazione. Sul luogo sono intervenuti i Carabinieri della compagnia di Sala Consilina, che hanno prontamente bloccato l’aggressore e ristabilito l’ordine. Il medico aggredito ha subito lesioni tali da richiedere cure mediche immediate e si è successivamente sottoposto a trattamenti per le ferite riportate. La vittima ha inoltre sporto querela formale contro il giovane aggressore. L’aggressore era stato trasportato in ospedale da un’ambulanza privata dopo aver accusato un malore associato a uno stato di alterazione psicofisica. La festa natalizia alla quale aveva partecipato prima del ricovero potrebbe aver contribuito al suo stato confusionale, anche se le cause precise sono ancora sotto esame dagli investigatori.
L’intervento tempestivo delle forze dell’ordine e degli operatori sanitari ha evitato che l’incidente degenerasse ulteriormente. Tuttavia, questo episodio non rappresenta un caso isolato: negli ultimi anni si registra un incremento delle aggressioni ai danni del personale sanitario italiano, spesso motivata da tensioni legate allo stress dei pazienti e alle condizioni spesso precarie delle strutture pubbliche. Il giovane aggressore è stato formalmente denunciato per lesioni aggravate e violenza a pubblico ufficiale. Le indagini sono ancora in corso per chiarire i dettagli dell’accaduto e valutare eventuali responsabilità collegate allo stato di alterazione del soggetto al momento dell’aggressione.
Il medico coinvolto ha deciso di presentare una denuncia ufficiale per tutelare i propri diritti e contribuire alla prevenzione di future violenze nei contesti sanitari. La crescente frequenza di tali episodi solleva importanti questioni sulla tutela degli operatori sanitari, che operano quotidianamente in ambienti ad alto rischio senza adeguate misure di sicurezza.
Le autorità sanitarie stanno considerando strategie quali l’introduzione di sistemi di videosorveglianza più avanzati, formazione specifica per il personale su come gestire situazioni ad alta tensione e campagne informative rivolte ai cittadini circa il rispetto delle figure professionali sanitarie. L’incidente all’ospedale di Polla rimarca quanto sia fondamentale garantire la sicurezza degli operatori sanitari, soprattutto in tempi caratterizzati da elevata pressione sulle strutture pubbliche a causa della pandemia e delle carenze strutturali croniche. La tutela della salute mentale dei pazienti e l’implementazione di politiche più efficaci contro la violenza nei luoghi di lavoro devono essere priorità assolute per tutto il sistema sanitario italiano. Solo attraverso interventi concertati tra istituzioni, enti locali e associazioni professionali sarà possibile creare ambienti lavorativi più sicuri e rispettosi, salvaguardando così la dignità del personale sanitario e assicurando servizi migliori ai cittadini italiani.

