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Editoriali - Opinioni - Reflussi - 3 Ottobre 2019

Ma sono davvero importanti i treni ad alta velocità per il Cilento?

La foto di copertina è emblematica. Google, ricorda con il suo “Doodle”,  l’inaugurazione della prima linea ferroviaria la Napoli-Portici. Fu la prima linea ferroviaria costruita in territorio italiano, nel regno delle Due Sicilie; inaugurata il 3 ottobre 1839,  era a doppio binario e aveva la lunghezza di 7,25 chilometri. Google se ne è ricordato, lo Stato Italiano….no! Anzi, per tenerci buoni,  si continua a fare proclami per una prossima ma non ben definita risorsa finanziaria per potenziare le infrastrutture del sud-Italia, compresa l’alta velocità, qualche giorno fa, il premier Conte “tuonava”: “Voglio l’alta velocità anche al Sud  – Per questo nel programma di governo abbiamo previsto un piano straordinario di investimenti per il Meridione, che comprende anche il potenziamento delle infrastrutture.

C’è ancora molto da fare per l’alta velocità al Sud, che è una delle sfide del mio governo“. Bene staremo a vedere. Ma i segnali di poca attenzione verso il nostro Sud, negli anni ci sono stati, uno su tutti nell’anno in cui festeggiammo il 150esimo anniversario dell’unità d’Italia,Trenitalia abolì i treni notturni che congiungevano il Nord al Sud e viceversa, sancendo così la disunità del Paese. Fin quando c’era la Freccia del Sud si saliva sul treno a Vallo della Lucania  e si scendeva a Milano o Torino senza cambi; erano vagoni carichi di odori, di umanità speranzosa; molti procedevano oltre, verso la Svizzera, la Germania, il Belgio, viaggi che potevano durare anche 36 ore. Ora, per dare man forte anche e giustamente al turismo, alcune corse del frecciarossa da e per Milano ed alcuni intercity da e per Roma sono stati potenziati, durerà?  Ma poi, a conti fatti, occorre al Cilento ed al sud Italia potenziare in primis questa infrastruttura?

Kris De Decker giornalista e curatore del magazine Tedesco  Low-tech Magazine, ci rammenta come linee ad alta velocità vengono pubblicizzate come un’alternativa sostenibile al traffico aereo. Le linee ad alta velocità stanno distruggendo l’alternativa più valida all’aereo, la rete ferroviaria “a bassa velocità” che è stata in servizio per decenni. L’introduzione di un collegamento ferroviario ad alta velocità si accompagna invariabilmente alla soppressione di un percorso alternativo leggermente più lento, ma molto più accessibile, costringendo i passeggeri ad usare il nuovo e più costoso prodotto, o ad abbandonare completamente il treno. Ma è un “passo” che anche il Sud, per tenere il ritmo nei riguardi “dell’altra Italia”, prima o poi dovrà fare, a patto però che prima di cucirci addosso un abito da gran soirèe stiano attenti a ricamare ben bene gli orli con la diligenza del più audace Versace o Valentino, insomma prima di imbastire l’alta velocità, quello di cui abbiamo bisogno sono: strade sicure, ospedali funzionanti , lavoro e…. lascio a voi completare l’elenco.

I nonni dicevano: “Basta la salute, un paio di scarpe nuove e puoi girare il mondo”. Ma se manca la salute, soprattutto per chi vive nel Cilento interno, ma anche sull’estrema costa sud, c’è davvero da girare il mondo e non bastano le scarpe nuove: ci vuole una macchina con i cingoli o il teletrasporto. Difatti con la fine dell’ospedale di Agropoli e con il ridimensionamento di quello di Vallo della Lucania, chi abita in queste zone all’ospedale più vicino,  non ci arriva a piedi, altro che scarpe nuove.

 

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